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Articoli, News e Analisi sui principali mercati finanziari redatte da Luca Facchini, direttamente dagli USA.


San Diego, 10 Maggio 2011

Cari Lettori,

Vorrei scusarmi con tutti quelli che mi hanno mandato emails in questi mesi chiedendomi opinioni e pareri sulla reale situazione economica in USA e in Europa. Ho preso una lunga pausa dai mercati dopo la nascita della mia prima figlia e solo da pochi mesi mi sono rimesso a lavorare a tempo pieno. Ho diverse idee a proposito dei mercati e diverse proposte da fare a chi e’ interessato ad eventuali investimenti alternativi (ma di questo averemo modo di parlarne in piu’ dettaglio in altri emails) e opportunita’ di business.

Capitolo Euro e Dollaro.

Da quello che vedo e leggo in giro posso affermare che la situzione in Europa e’ peggiore rispetto agli USA (e qui siamo veramente messi male). L’Euro e’ a mio avviso una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. La situazione e’ destinata a peggiorare prima di aver un miglioramente per via della situazione degli indebitamenti sovrani. Per esempio guardiamo la Grecia, la quale e’ sparita dalle news da diversi mesi, ma, da quanto mi risulta, la sua grave situazione di indebitamento e’ praticamente ancora intatta, nonostante le enorme misure di austerity in atto. La realta’ e’ che c’e’ un limite a quanto puoi tagliare e risparmiare. La creazione del pacchetto che ha salvato la Grecia e’ costato all”EU molto sia a livello politico che logicamente economico. Salvare altre nazioni dalla bancarotta diventera’ sempre piu’ difficile. La ristrutturazione e l’eventuale “salvataggio” della Grecia e di altri membri in difficolta’ (vedi Irlanda, Portogallo e forse Italia e Spagna) avra’ un’effetto negativo e forte su tutti i mercati mondiali e logicamente l’Euro ne paghera’ le conseguenze. Pensiamo ad una valuta come il valore di un’azione in una societa’ pubblica. In questo caso Euro ed EU oppure Dollaro e USA.
Entrambe le realta’ economiche sono afflitte da grossi debiti pubblici (e privati) ed entrambe le valute sono in uno stato di precario equilibrio. Basta un catalizzatore per far crollare il valore di una o dell’altra valuta. Probabilmente l’Euro e’ un po’ piu’ a rischio considerando il livello di disoccupazione in molti stati Europei e la mancanza di dinamicita’ delle economie Europee. Troppe tasse e regolamentazioni mettono uno guinzaglio alle capacita’ imprenditoriali in Europa e questa mancanza di dinamicita’ fa pesare l’ago della bilancia verso gli USA anche se ripeto la situazione e’ molto grave anche e ve ne renderete conto di piu’ leggendo il resto di questo articolo.

Mercato Azionario e Materie Prime.
Penso che siamo giunti oramai alla fine dei soldi facili ottenibili dalle azioni. Il mercato generalmente parlando appare sempre “perfetto” o quasi, quando ci avviciniamo al top. Non voglio dire il mercato da qui non puo’ salire ancora un po’ ma mi riferisco al rischio che uno si assume quando il mercato e’ salito gia’ di un 100% dai minimi e all’orizzonte si intravedono le nuvole nere create dagli alti prezzi del petrolio (benzina) dagli enormi indebitamenti pubblici in Europa e in USA e alla fine del QE2. A questo punto, se confronto i rischi potenziali con i potenziali profitti di investimenti nel mercato azionario noto uno sbilanciamento a favore dei fattori negativi. Penso che questo sia un buon momento per liquidare un po’ di azionario e pensare ad investire in materie prime o in altri investimenti alternativi non correlate con l’azionario (anche se una gestione professionale con options su azioni e indici puo’trarre vantaggio da un’eventuale crollo di Wall Street). Ricordiamoci che le commodities (materie prime) stanno vivendo uno dei piu’ grandi bull market della storia (come anticipato e proposto ai miei clienti quasi dieci anni fa) mentre l’azionario e’ a un livello piu’ basso o praticamente uguale rispetto ad una decade fa.
Penso che l’investitore accorto dovrebbe anticipare la diversificazione del propio portfolio con materie prime e agire adesso, con il mercato ancora vicino ai massimi e non reagire e diversficare dopo che il mercato ha iniziato una correzione che potrebbe essere violenta e veloce. Se un’investitore agisce adesso ha la possibilita’ di assicurarsi dei guadagni mettendo stops molto strette o liquidando in parte o anche tutto il propio portfolio di azioni e andando a diversificare in assetti non correlate con le azioni (oppure utilizzando strumenti derivati sull’azionario tramite gestioni professionali o via diversificazione con corporate bonds).
Vorrei ricordare che non ha importanza quanti profitti avete adesso nel vostro conto….i profitti sono veri solo dopo che avete liquidato le posizioni! Ricordiamoci che i fattori che possono portare ad una nuova recessione sono ancora tutti validi. Sono convinto che il bear market prima o poi riprendera’ e come ha fatto precedentemente sara’ un movimento veloce e violento che prendera’ di sorpresa la maggior parte degli investitori. Sara’ una situazione simile al 2008 quando ben 5 anni di profitti furono distrutti in pochi mesi! Permettetimi di chiedervi se allora, (dopo che vi avevo avvertito alcuni mesi precedente con una analisi simile a questa) siete riusciti ad uscire con un buon guadagno sull’azionario e se allora eravate diversificati per abbassare il rischio totale del portofolio. Scommetto che il 90% di voi e’ rimasto paralizzato durante quei mesi e’ non ha avuto la forza di uscire vicino al top ma e’ rimasto con le posizioni aperte fino al bottom della correzione oppure avete deciso di uscire vicino al minimo con perdite o pochissimo guadagno…vero?
E’ tipo quando uno va a pattinare sul lago ghiacciato…tutto e’ OK fino a quando il ghiaccio inizia a sciogliersi e uno cade nell’acqua. Penso che il mercato azionario rappresenta un lago ghiacciato che va verso la primavera…il ghiaccio e’ molto sottile in questo momento.

Quali sono i fattori di pericolo che possono influenzare il mercato azionario?

1) I prezzi del petrolio si sono duplicati negli ultimi due anni. Si abbiamo avuto una correzione nelle ultime sedute ma il prezzo del greggio e’ ancora troppo alto e per il consumatore i prezzi alla pompa sono devastanti per il bilancio familiare. Forse non tutti sanno che quando il prezzo del petrolio si raddoppia in due anni (e’ successo solo 5 volte negli ultimi 70 anni) una recessione e’ dietro l’angolo. E’ successo 4 volte su 5 e l’ultima volta che non ha funzionato e’ stato nel 2005 quando l’amministrazione Bush e la FED avevano deciso di creare la bolla speculativa immobiliare e dare credito a cani e porci
Non per spaventare nessuno ma storicamente Wall Street ha visto una correzione media di circa un 40% dai massimi prima della entrata ufficiale in recessione.
Un’altra correlazione da tenere presente e’ che ad un’aumento del 10% del petrolio in un paio di giorni corrisponde una discesa di almeno il 10% nei sei mesi successivi. Un’alto costo del greggio e’ in pratica una tassa in piu’ sulla produzione e sulla economia in generale. Prima di tutto il costo piu’ alto dei carburanti per la produzione dei beni e’ passato o ai consumatori finali con aumenti di prezzi oppure assorbito a livello societario come una diminuzione dei profitti. Secondo, il carburante piu’ costoso limita la quantita’ di denaro disponibile per l’acquisto di altri beni di consumo…e’ una reazione a catena! Una ripresa economica con il petrolio attorno ai $100 al barile e’storicamente impossibile da sostenere.

2) Indebitamento Pubblico (e privato) a livello record in USA e in Europa
. L’incapacita’ di risparmiare e il continuo desiderio di vivere al di sopra delle propie possibilita’ (sia in USA che in Europa) ha oramai raggiunto livelli insostenibili. Secondo studi del IMF (International Monetary Fund) l’attuale trend di indebitamento delle societa’ piu’ avanzate e’ insostenibile e crea un’alto rischio per future gravi crisi finanziarie. Il rapporto tra indebitamento pubblico e GDP superera’ il 100% per la prima volta dai tempi della seconda guerra mondiale. L’indebitamento Pubblico degli USA era alla fine del 2010 di oltre 14 trilioni di dollari che rappresenta un’aumento del 72% rispetto a 5 anni fa e in Giappone e’ il doppio della sua economia (5 trilioni di dollari). In Europa siamo in una situazione simile con l’EU che e’ stata costretta a creare dei pacchetti salvataggio per Irlanda e Grecia e con Portogallo e Spagna sull’orlo del precipizio. Il 18 Marzo CBO ha ricalcolato il progetto budget proposto da Obama per i prossimi 10 anni concludendo che questo pacchetto costera’ altri 9.5 trillioni di dollari da aggiungere al debito pubblico. Questi calcoli pero’ non prevedono una recessione per i prossimi 10 anni…
E’ a mio avviso impossibile pensare di aggiungere quasi 10 trilioni al debito nazionale. Il mercato dei bond rischia l’implosione in quanto gli stranieri (che posseggono quasi il 50% del debito USA) potrebbe far “saltare” il sistema. La strada d’avanti a noi se non cambia (meno debito) non potra’ che portare ad una crisi economica ancora piu’ grande di quella passata. Gli USA se continuano cosi rischiano di diventare insolventi….Non si possono piu’ pensare ad altri QE (Quantitative Easing) perche’ i rischi associati sono piu’ alti rispetto ai benefici. Altri importanti stimoli comportano il rischio di alta inflazione. Gli USA sono vicini ad un momento cruciale dove e’ possibile che gli investitori stranieri smettono di comprare debiti del Tesoro o addirittura iniziano a vendere e scaricare i bonds acquistati nel passato. L’unico modo per risolvere questo problema dell’indebitamento pubblico e’ iniziare un enorme riduzione delle spese governative e dei benefici sociali. Odio dire una cosa cosi ma e’ la realta’. Rischiamo un collasso e una crisi finanziaria globale. Purtroppo i politici (destra o sinistra non importa) hanno troppi interessi personali in molti di questi programmi governativi e hanno paura di perdere la famosa “poltrona” se mai decidessero di votare a favore di questi tagli…quindi non vedo una soluzione semplice…che succedera’ al mercato azionario se gli investitori istituzionali stranieri iniziano ad abbandonare gli USA?
In Europa la situazione del debito pubblico e’ seria come ben sappiamo. Il flash crash di 1000 punti sul Dow in Maggio era la conseguenza della possibilita’ che la Grecia diventasse insolvente a causa del debito. Portogallo, Spagna, Irlanda,e Italia sono le prossime candidate..e la Germania e la Francia non sembrano dell’idea di aiutare altre nazioni che hanno vissuto al di sopra delle propie capacita’ (gestione pessima delle propie economie e nessun controllo della spesa pubblica). Molte di queste societa’ in Europa non vogliono neanche pensare ad adattare misure di austerita’ in cambio di un’aiuto (difficile fare rinuncie quando ci si e’ abitutati ad un certo standard di servizi) quindi la situazione e’ molto pericolosa e potrebbe esplodere in qualsiasi momento.
Capisco la Germania. Se la loro gestione economica e’ stata accurata ed hanno controllato i propi budgets per quale motivo devono continuare ad aiutare nazioni che hanno mal gestito i propi affari interni? I fattori negative che pesano sull’Euro sono gli stessi che pesano sul Dollaro: prezzo alti del petrolio, alta disoccupazione, economie stagnanti. Se combinate queste negative situazioni iniziate a vedere i rischi che esistono nel mercato azionario? Iniziate a capire perche’ a questo punto ci sono piu’ rischi che possibilita’ di guadagni rimanendo investiti nel mercato azionario senza avera una via di uscita ben precisa e un piano di diversificazione (qui entra la mia figura professionale per chi e’ interessato a consulenze e gestioni alternative)?

3) Il mercato immobiliare
e’ crollato nei mesi scorsi facendo registrare la crescita piu’ lenta degli ultimi cinquat’anni…un segnale molto brutto per un mercato che era gia’ molto debole in partenza. I costruttori stanno tagliando i prezzi delle case nuove e costruiscono case meno costose spingendo i prezzi al ribassso. L’ondata di case riposessate dalle banche e disponibili ad ottimi prezzi ha fatto diminuire i prezzi delle case ancora occupate. Alta disoccupazione, credito difficile da ottenere e l’incertezza dell’andamento dei prezzi sono fattori che stanno tenendo lontano dal mercato molti potenziali compratori. E’ come al solito una reazione a catena…i prezzi scendono e non c’e’ motivo per costruire nuove case e di conseguenza non vi sono assunzioni nel settore edile. Da notare che di solito il settore delle costruzioni e’ quello che va meglio durante i forti ricoveri economici. Non pensate che anche questi sono fattori negativi per il mercato azionario?

4) Instabilita' nel Medio Oriente.
I continui avvenimenti e conflitti nel medio- oriente creano incertezze e instabilita’ sui vari mercati. La Libia e’ sicuramente un’area di grande importanza strategica ed e’ una zona che crea tanto interesse da parte dei media ma il vero problema e’ l’Arabia Saudita e il Bahrain. Con l’Arabia che manda truppe in Bahrain per sedare le rivolte, abbiamo visto come ha reagito il prezzo del petrolio in sole tre settimane. Qualsiasi tipo di minaccia alla stabilita’ della produzione di greggio nella penisola puo’ avere effetti negative sul mercato azionario e sulle economie mondiali.

5) La fine del QE2.
Cosa succedera’ quando in Giugno il QE2 finira’ il suo corso? Abbiamo solo un’esempio di quello che potrebbe succedere. L’anno scorso la FED ha rallentato un QE di circa un 12% (da Aprile a fine Agosto). Questi furono i risultati:
The S&P500 crollo’ da 1217 a 1064. L’oro fece l’opposto schizzando in su da 1140 dollari all’oncia a 1235. Notiamo pero’ che l’oro e’ salito anche in un momento in cui i tassi d’interesse salirono dal 2003 al 2007 (da 1% a 5%) e l’oro ando’ da $300 a $600 all’oncia.

Il Tesoro USA ha raccolto 293 billioni di dollari vendendo titoli di stato (solo quest’anno) e la FED ha comprato 330 billion in Treasury Notes e Bonds. Facciamo due calcoli facili, facili. Quest’anno la Fed ha creato il 100% del cash che il Treasury ha raccolto per quest’anno! E’ un trucco…e sta funzionando e funzionera’ fino a quando non funzionera’ piu’..tipo una catena di Sant’Antonio (Ponzi scheme). La domanda da porsi e’:”Chi comprera’ questi buoni del Tesoro quando la Fed smettera’ di comprarli??”. Bill Gross (che gestisce Pimco, il piu’ grande fondo bond del mondo) ha detto che se gli USA fossero una societa’ avrebbe un valore negativo variabile dai 35 a 45 trilioni di dollari!
Quando la Fed smettera’ di comprare i buoni del Tesoro i nodi verranno al pettine. Tanto per capirci Mr. Gross ha venduto tutti i suoi US Treasury e adesso ha iniziato ad andare short US treasury! Che succedera’ ai tassi d’interesse quando la Fed smettera’ di fare favori? Come pensate che reagira’ il mercato azionario ad un’aumento dei tassi d’interesse?
Il mercato e’ salito di oltre il 100% in due anni. E’ questo un nuovo bull market? Ho paura di no. Rimango della mia idea. Siamo ancora all’interno di un bear market principale all’interno del quale possiamo avere questi rally o correzioni importanti ma insostenibili. Un bear market secolare dura di media 20 anni e vi sono grandi su e giu’ ma i guadagni sono praticamente inesisteni. Prova ne e’ che l’S&P 500 e’ alla fine di Aprile 2011 (1365) e’ adesso appena piu’ in alto rispetto ad Aprile 1999 (1335). Concordate che un guadagno di circa il 3% e’ veramente poco in 11 anni?
Se facciamo il confronto con le materie prime notiamo che il Goldman Sachs Commodity Index aveva finite nel 1999 a 194 e alla fine di Marzo 2011 era 710…quello e’ un movimento del 430% in 11 anni in confronto al ridicolo ritorno generato dall’S&P500!

Altra considerazione importante: siamo sicuramente in uno dei piu’ grandi bull market secolari in materie prime. Partendo dal 1792 ci sono stati solo 5 grandi bull markets in commodities (219 anni). La durata media e’ stata di circa 20 anni e siamo adesso all’interno del decimo anno circa del corrente ciclo bull. In pratica da un punto di vista storico siamo solo a meta’! Se torniamo con la mente nel 2008 ci rendiamo conto che questo e’ il piu’ grande bear market dai tempi della grande depressione e da un punto di vista storico siamo solo a meta’!
Un rimbalzo anche importante come questo che stiamo vivendo non e’ sufficiente per dichiarare una vera ripresa economica e lasciarci alle spalle tutti i problemi generati dalle precedenti bolle speculative (Nasdaq, easy credit e boom immobiliare). Le technology e telecommunications stocks che erano state le migliori azioni fino al crollo del Nasdaq sono ancora giu’ del 60% di media dal loro picco di 11 anni fa e le blue chip growth sono giu’ del 35% di media. Con tutte queste informazioni non e’ logico pensare di diversificare il propio portfolio con strumenti non correlate all’azionario quali le materie prime o altri derivati di borsa?

Durata media dei cicli bear e ritorni del Dow:
1906/1921 – 16 anni- Dow +1.58%
1929/1949 - 21 anni – Dow +1.69%
1966/1982 – 17 anni – Dow +1.59%
2000 / ? ? ?

Non per essere ripetitivo ma il 2008 ha fatto vedere che il bear market e’ ancora vivo e pronto a colpire. La dimostrazione e’ la distruzione di 5 anni di profitti in pochi mesi e la piu’ grande perdita di richezza fatta registrare dai tempi della grande depressione. A livello globale si parla di 30 trillioni di dollari vaporizzati in pochi mesi…Un mercato bear secolare e’ caratterizzato propio da questi violenti crolli dopo periodi di apparente ripresa economica. Il mercato si muove su e giu’ per anni senza pero’ fare nessun progresso concreto. La durata media e’ di 18 anni (minimo 16 e max 21) quindi facendo due conti se la storia insegna qualcosa abbiamo ancora da un minimodi 5 anni a potenzialmente 10 anni prima di avere un sana ripresa economica e l’inizio di un vero nuovo bull market. Logicamente qualcuno dira’ che dal 2003 al 2007 e’ salito tantissimo e cosi anche negli ultimi due anni ma questi sono solo bull markets all’interno del ciclo piu’importante. Per chi e’ riuscito a guadagnare in questo periodi i miei complienti! L’investitore medio (quello investito da oltre 10 anni) non penso abbia pero’ ottenuto dei ritorni particolarmente interessanti anzi penso che la maggior parte delle persone comuni che hanno provato a speculare e fare trading negli ultimi anni vede ancora il propio portfolio in rosso…Se andiamo a vedere quello che successe durante la Grande Depressione vediamo che questi tipi di rally importanti sono stati seguiti da crolli importanti e stesso discorso per nel bear market secolare del 1966.

Conclusioni finali e previsioni.
Nonostante le news negative e l’instabilita’geo-politica a livello globale penso che il mercato continuera’ a salire (o per lo meno a non scendere) ancora per diversi mesi. C’e’ troppa liquidita’ nel sistema e c’e’ una forte volonta’ politica di mantenere il mercato a galla per mascherare i problemi fondamentali che prima o poi rispunteranno fuori.
Non mi piace troppo fare delle previsioni precise di tempo e prezzo ma per questa volta mi sbilancio pensando ad un potenziale target attorno ai 1500 punti (S&P500) entro fine anno con il top probabilmente ad Ottobre 2011. Quelle sono le good news..purtroppo se mai arriveremo ai quei livelli, secondo i miei calcoli tecno-fondamentali, il mercato dovrebbe poi crollare (e qui non ho un target di tempo) fino a 900! Nel frattempo potremmo avere un correzione anche seria delle materie prime e in questo caso si presenterebbe una opportunita’ fantastica per comprare a man bassa le commodities che a causa della limitata produzione e al loro crescente consumo esponenziale non posso che continuare a salire nel lungo periodo. A riguardo delle materie prime faro’ un’articolo analisi appositamento dedicato a loro nei prossimi giorni.

Se desiderate contattarmi per commenti e per consulenze professionali (e vincenti) a livello di trading o investimenti alternativi vi prego di contattarmi via email al seguente indirizzo: lucatrading@aol.com

Distinti saluti.

Luca Facchini

Previsioni ed analisi su Wall Street e l'attuale crisi finanziaria.

San Diego, 20 Gennaio 2010.

Nella mia precedente analisi avevo previsto in maniera accurata quello che sarebbbe successo durante il corso del 2009, avendo scritto che la Fed e il governo avrebbero fatto di tutto per contenere la deflazione che si stava sviluppando. Gli stimoli fiscali e l'enorme quantita' di liquidita' buttata nel sistema, hanno nella seconda parte dell'anno 2009, avuto l'effetto desiderato. Non mi stupisce affatto questo rally sostenuto del mercato, anche se i livelli raggiunti sono al di sopra di quelli previsti nella mia ultima analisi (avevo suggerito di uscire circa 100 punti prima dai livelli attuali). Da un punto di vista tecnico vi c'era ancora un gap in area 1110 e il 50% ritracciamento e' in area 1125, inoltre 500 punti di S&P dal low di Marzo equivale a 1166. Questa area dovrebbe offrire una forte resistenza e un buon punto di arrivo per questo rally.
Il Dow Jones Industrial Average ha fatto registrare un 61% dai minimi di Marzo e ha prodotto un +19% per il 2009. Da un punto di vista storico un rally di questa magnitudine e' stato fatto registrare solo sei volte negli ultimi 100 anni. Tutte le volte che abbiamo avuto nel passato questo tipo di super rally, eravamo all'interno di un secular bear market (1930 e 1970). Secondo diversi studi infatti i guadagni ottenuti in questo tipo di rally non hanno mai avuto seguito perche' si sono sempre sviluppati all'interno di periodi di forte turbulenza e incertezza, sia a livello politico che economico e non di una sana e forte economia con fondamentali adeguati ad un nuovo bull market. Ricordiamoci che nel 2000 il Dow chiuse a 10786 e che alla fine del 2008 chiuse a 8776. Le perdite di un solo anno hanno spazzato via i guadagni dei precedenti cinque! Questo non e' per niente strano perche' durante i periodi di secular bear market diversi anni di guadagni sono spazzati via da uno o due anni negativi. E purtroppo questo ciclo continuera' fino a quando il vero bull market riprendera'.
Nel 2009 il Dow ha chiuso a 10428. E' questo un risultato importante? Si e no...se si pensa che siamo ancora sotto al livello 10768 di dieci anni fa sicuramente non e' un risultato positivo! L'ultima decade e' stata la peggiore di sempre sull'S&P500 (negativo del 27% dal top e con una media di ritorno negativo di -1% includendo i dividendi!). Purtroppo all'interno dei bear markets ci sono sempre dei bull markets ciclici come quello che abbiamo visto dal 2003 al 2007 e nel 2009. Questi bull markets all'interno del principale bear market sono spesso forti e convincono molti investitori a credere che il bull market e' arrivato. Purtroppo questi rally sono trappole molto pericolose. L'esempio migliore e' stato quello dell'anno 2008 dove il vero bear market e' riapparso con violenza e nell'arco di dodici mesi ha distrutto tutti i guadagni dei precedenti cinque anni portando addirittura il mercato azionario ai livelli del 1997! La storia ci insegna che alcuni dei migliori bull markets (ciclici e di rimbalzo) sono all'interno di un periodo di Depressione dello stato economico. Esempi: il Dow scese quattro anni di seguito dal 1929 al 32, perdendo l'89% (da 248 a 59) per poi avere un rally impressionante nel 1933 al 1936 (risalendo di 179 punti) per poi scendere di un 32% nel 1937 (121). Occorrero poi 17 anni per superare il massimo del 1928 (300). Anche il Wall Street Journal si e' reso conto che questo tipo di rally non e' normale e in un'articolo del 31 Dicembre spiego' esattemente quello che sono le miei paure. In poche parole l'articolo dice che dopo un'anno da record (2009) e' altamente improbabile che il 2010 sara' un anno da ricordare...Ci si deve chiedere a questo punto come e' possibile pensare che questa volta sara' diversa da quanto accaduto nel passato? Con una situazione economica fondamentale che e' la peggiore che abbiamo visto partendo dalla Grande Depressione? Non facciamoci illusioni. Siamo ancora in un bear market (uno di dimensioni enormi) e ci saremo ancora per diversi anni.
Ricordo ancora una volta che anche con il super rally del 2009 siamo sempre sotto il livelli di 10 anni fa! Un'investimento di $10,000 in azioni iniziato il 31 Dicembre 1999 avrebbe portato a casa un risultato di questo tipo al 31 Dicembre 2009: $9090. Questo e' un esempio lampante che dimostra che il mercato azionario non sale sempre e che anzi puo' scendere e/o non produrre guadagni per un lungo periodo di tempo. Prendiamo l'esempio del Giappone. Dopo vent'anni il mercato e' ancora negativo e anche il mercato immobiliare e' ancora in crisi. Anche se il Giappone e' forse un mercato da tenere d'occhio per i prossimi anni, non fatevi trarre in inganno dal fatto che l'S&P500 ha fatto registrare la peggiore decade di sempre. Alcuni analisti fondamentali suggeriscono che le azioni adesso sono un'affarone. Secondo alcuni studi il ratio Price/Earnings nel lungo periodo e' una media di 16 ma oggi siamo ancora sopra i 20. Circa un'anno fa Jeremy Grantham (manager del fondo GMO) disse sul Wall Street Journal che le azioni erano sopravalutate di un 30% e che si aspetta un ritorno medio nei prossimi 7 anni del 1.6%. Questo e' esattamente quello che penso ed e' il linea con quanto scritto nel passato e cioe' in linea con l'andamento dei ritorni medi di borsa durante un vero bear market. Nei prossimi dieci anni circa mi aspetto rally e anni positivi come quelli che abbiamo vissuto nel 2009. Ritengo pero' che i guadagni spariranno appena il bear market riemerge. I profitti di Wall Street sono artificiali in quanto sono stati ottenuti tagliando i costi (licenziamenti e diminuzione di produzione) e non da record di vendite. Ecco perche' ritengo sia importante agire adesso e diversificare alleggerendo la propia esposizione al mercato azionario e investendo in prodotti e servizi alternativi. Meglio agire adesso che reagire dopo quando potrebbe essere troppo tardi.
Purtroppo vi sono ancora troppe incertezze e troppi eccessi nel sistema per poter sperare in una vera ripresa e un vero bull market. Se gli USA seguiranno in qualche modo le manovre di stimolo economico adottate in Giappone (e siamo su quella strada) possiamo aspettarci 15 o 20 anni di mercato laterale (il bear market e' nel 2000). Sempre storicamente parlando i bear markets passati sono durati una media di 18 anni (minimo16 /max21). Se sommiamo questi valori dal 2000 vediamo che questo bear non terminera' fino a 2015/2020. Considerando che i fondamentali dell'economia USA sono i peggiori fatti registrare partendo dalla Grande Depressione e' facile concludere che questo bear market e' solo circa a meta' della sua corsa che probabilmente finira' attorno al 2020. Logico non ci sono garanzie e vorrei sbagliarmi per fare passare velocemente questo crisi globale ma gli studi dettano queste conclusioni.
E' molto difficile sapere cosa succedere nel 2010. Io penso che il mercato e' troppo pieno di incertezze e problemi e con il governo (e la Fed) che stanno utilizzando tutti i trucchi possibili e immaginabili per sostenere questa economia, diventa difficile fare un previsione esatta. Il 2010 potrebbe essere ancora un'anno leggermente positivo ma tutto dipende anche dai tassi d'interesse. Per quanto rimarranno bassi? E per quanto le banche centrali mondiali continueranno a pompare liquidita' nel sistema? Il mercato e' totalmente manipolato in questo momento. Ma queste manovre alla lunga non funzionano (vedi Japan). Ritengo pero' che un rally del 61% dettato da manovre politiche e misure economiche speciali e non da forti fondamentali e' semplicemente un'altra trappola creata ad arte da Wall Street e dalle esigenze politiche della Casa Bianca. Le case d'investimento oramai comandano il mercato e con gli aiuti ricevuti dal governo negli ultimi due anni (grazie alle incredibili connessioni tra Goldman Sachs e il governo) il concetto di free market e' oramai completamente una utopia. Inoltre il deficit federale e' completamente fuori controllo e questo mi fa sempre piu' pensare che il mercato azionario e' un posto troppo pericoloso per investire (sopratutto a questi livelli).
Io credo che le probabilita' di una discesa sono molto alte rispetto alle probabilita' di ulteriori guadagni (sopratutto se i tassi d'interessi inizieranno a salire o se l'inflazione ricomincia a farsi viva). Il consumatore medio Americano non ha piu' soldi da spendere e considerando che era il motore dell'economia globale e americana si buon ben immaginare i rischi che vi sono nelle azioni (non solo quelle di Wall Street ma anche dei paesi emergenti). Appena questi scenari si avvereranno, penso che vedremo una situazione simile al 2008 dove i guadagni (modesti) saranno velocemente trasformati in perdite. Una cosa e' sicura, chi sa ha, gia' iniziato a prendere le adeguate misure, cosi da scaricare agli ultimi arrivati gli enormi guadagni fatti registrare in questo rally. Fino a quando il governo non chiarira' di piu' quello che intende veramente fare, e' difficile fare previsioni precise. Quello che mi sento di dire e' che sara' comunque un'anno molto volatile con una tendenza di base al rialzo, salvo eventi straordinari sia a livello economico che geo-politico. Quello che raccomando ai miei clienti e ai miei lettori da anni e' l'importanza di un portfolio bilanciato e diversificato con investimenti alternativi (in questo momento piu' che mai). Questi strategie di gestione prevedono strumenti che permettono al money manager di avere la flessibilita' e la potenzialita' di capitalizzare indipendentemente che i mercati salgono o scendono. Gli unici investitori che hanno guadagnato nell'ultima decade sono quegli investitori di breve periodo che sono stati in grado di usufruire e approfittare della volatilita' e della caduta dei mercati (siano essi stati i vari mercati azionari o le materie prime in generale quali oro, petrolio etc.).
Mi aspetto lo stesso andamento di volatilita' e incertezza su tutti i mercati per tutta la prossima decade e quindi suggerisco di cuore di fare molta attenzione ad investire in prodotti classici e di orientarsi di piu' verso strategie alternative e di avere una diversificazione del portfolio fatta in maniera professionale. Se siete interessati ad approfondire questo discorso o avete l'esigenza di diversificare il vostro portfolio sono disponibile a discutere con la massima riservatezza la vostra situazione patrimoniale e a suggerirvi quelle che sono secondo me le strategie migliori. Posso offrire all'attento investirore/trader prodotti che hanno fatto registrare ottimi risultati indipendentemente dall'andamento di Wall Street, dei mercati globali e delle materie prime.
Distinti saluti e buon anno.
Luca Facchini




San Diego, 23 Novembre 2008.

Ho ricevuto diverse emails in questi mesi chiedendomi lumi su quanto sta succedendo e su quanto succedera' nel futuro. Non ho aggiornato da diverso tempo gli articoli perche' fondamentalmente non c'era niene di nuovo. Quello scritto e predetto nei mesi (e anni) scorsi si sta purtroppo avverando ma in maniera molto piu' drammatica e violenta di quanto pensassi. Come sempre vi prego di andarvi a rileggere almeno la mia precedente analisi per capire il perche' di questo crisi. Inoltre vorrei avere qualche notizia da quei gentili lettori che mi hanno scritto nel passato dicendomi che sono sempre e solo pessimista e incapace di vedere la realta' del mercato. Wall Street riesce purtoppo sempre a imbrogliare e convincere la maggior parte degli investitori..
L' S&P500 e giu' di quasi il 50% dai massimi del 2007 e nel settore finanziario siamo sotto di oltre il 50% una correzione non vista da oltre 70 anni. Le notizie che arrivano quotidianamente sono comparabili solo al periodo della grande depressione degli anni trenta. Il sistema finanziario e' in crisi e rischia di implodere a causa della propia ingordigia. Putroppo, come sempre eccessi di boom sono accompagnati da eccessi di crash. Ogni volta e' la stessa storia ma la natura umana si rifiuta di credere al contrario. "Il passato insegna qualcosa ma non questa volta..." me lo dicevano quelli coinvolti nel boom immobiliare ed erano le stesse frasi sentite quasi dieci anni fa durante il boom del Nasdaq. Sicuramente a questi livelli ci puo' stare un rimbalzo. Siamo a circa il 50% di correzione e siamo ai minimi di oltre dieci anni fa. Ripeto la parola rimbalzo perche' secondo il mio avviso la correzione continuera' ancora per parecchio tempo. Il fatto che il mercato non abbia correto durante il ciclo delle elezioni presidenziali da una idea della gravita' della situazione. Nessun trucchetto e' riuscito a mascherare un po' i problemi gravissimi che vi sono alle fondamenta dell'economia USA e globale. La manovra da 700 Billions e' degna della buona vecchia "socialist Europe". Adesso io come gli altri cittadini Americani abbiamo un debito in piu' perche' era giusto salvare AIG, Freddie Mac, Fannie Mae, Bear and Sterns oltre che logicamente continuare a pagare per l'assurda avventura in Iraq. Una volta gli USA erano orgogliosi del loro sistema capitalistico e del concetto di free market..ora anche loro sono costretti ad alzare bandiera bianca e non sono ne piu' ne meno, a livello della Francia, Belgio, Olanda e della nostra cara Italia...Difficile capire quali saranno le conseguenze nel lungo periodo ma per adesso questo cerotto non sta funzionando molto bene e l'emmoragia e il panico dureranno ancora per diverso tempo.
Ma politica a parte concentriamoci sul mercato. Il mercato e' malato e lo sara' ancora per almeno ancora una decina di anni. Il concetto "buy and hold" e' cosa del passato. Un buon slogan pubblicitario che i promotori amano raccontare ma che a conti fatti non ha prodotto nulla di buono negli ultimi dieci anni. Guardate i grafici del Dow, S&P e del Nasdaq. Se voi aveste investito in quegli indici il ritorno sarebbe stato piu' o meno uguale a zero, anzi probabilmente negativo se utilizzate index funds. Nessun ritorno d'investimento sui vostri capitali. Una buona strategia no?
La stregia che consiglio e ho consigliato in questi anni e' quella di investimenti alternativi e che permettano una vera diversificazione del portfolio. Anche questa strada e' rischiosa ma se diversificato il portfolio puo' dare risultati migliori rispetto agli investimenti classici. E' giunto il momento di affidare i capitali a professionisti che seguono i capitali in maniera attiva e non passiva. Gestioni che possono sfruttare a favore dell'investitore la volatilita' presente sul mercato (una volatilita' che sara' presente per ancora diversi anni). Vi sono diversi tipi di investimenti e possiblita' per chi vuole investire in maniera piu' attiva e sono piu' disponibile per discutere con voi le varie strade a disposizione. Sto preparando una nuova serie di proposte (servizi e prodotti) da fare ai miei clienti. Vi saranno possibilita' di investimenti attivi seguiti direttamente da me o da altri colleghi di cui ho fiducia o per chi vuole seguire i mercati e fare trading da se vi saranno dei servizi di advisory intraday. Ritengo che le opportunita' migliori di guadagno siano infatti nel cosidetto mordi e fuggi intraday oppure swing trading. Poche ore al giorno possono creare ottime possibilita' di guadagno. A questo proposito ho deciso di aprire una trading room dove faro' analisi intraday sull S&P500 e daro' livelli di supporto e resistenza da utlizzare per vendere o comprare l'indice mini S&P500. Vi prego di mandarmi una email a usaluca@aol.com se volete approfondire il discorso e provare il servizio.
Torniamo all'analisi dei mercati. La domanda che tutti ci poniamo e' se queste continue manovre della Fed e dei vari governi centrali, stabilizzeranno i mercati permettendo una nuova ripresa economica. E' molto probabile che la fase "crash" sia finita ma cio' non toglie che vi sara' ancora tempesta nei prossimi mesi e anni. Vi saranno insomma rally anche importanti in quello che io penso e sostengo da sempre sia un bear market iniziato nel 2000. Molto probabilmente la correzione delle materie prime e' quasi giunta al termine e il bull market riprendera' presto anche se borsa e materie prime sono al momento scollegate e la situazione non e' chiarissima e piu' avanti nel report cerchero' di essere piu' preciso. Le manovre del governo e della Fed sono le piu' drammatiche messe in atto dai tempi della grande crisi finanziaria degli anni trenta. Il fatto che stiano garantendo i money markets e che abbiano deciso di comprare quegli strumenti tossici (i completamente illiquidi derivati dei mutui) da una idea idea della gravita' della situazione. In realta' nessuno sa cosa c'e' dietro l'angolo, tutti pensano che il peggio sia passato ma io non ne sono cosi sicuro. Questo enorme influsso di liquidita' nei mercati non puo' che essere negativo per il dollaro, positivo per le materie prime e creare inflazione nel lungo termine. Esempio, appena Paulson disse il 19 Settembre che il governo spendera' centinaia di billions di dollari" per ripulire il sistema, il petrolio sali' del 6.80% in una sola giornata e pure il rame e il frumento aumentarono del 3.6%. Nel lungo periodo il ciclo bull per le energetici e materie prime rimane intatto. La domanda salira' e l' offerta e' ancora molto limitata ma cio' non vuol dire che e' il momento di investire in materie prime. Vi sono rischi di deflazione e il timing di quando entrare e quanto rischiare e' essenziale per l'investitore o il trader di successo. Il problema vero rimane il continuo deprezzamento del settore immobiliare e la mancanza di credito sia ai privati che nel settore commerciale. Senza il credito il sistema si blocca. Il consumatore e' il motore dell'economia USA ma se non ha lavoro e/o credito allora i consumi non possono che diminuire, la produzione si blocca (in Cina,India etc.) e si crea un'effetto domino che ha conseguenze negative a livello globale.
In pratica i profitti delle societa' quotate non possono che diminuire. Questo provochera' un degrado del mercato azionario che continuera' a fare nuovi minimi anche se nel frattempo vi saranno dei rally notevoli. La cosa che penso forse sia finita e' il tipo di crash visto nelle ultime due settimane. Nella piu' ottimistica delle visioni penso che il mercato scendera' ancora per un anno o due circa. L'economia riprendera' lentamente ma non prima di due o tre anni da adesso e il mercato immobiliare iniziera' a riprendersi tra 3 o 4 anni. Ma la crisa durera' ancora per un periodo che varia dai 5 ai 10 anni.
Ma la causa di questo disastro cosa e' stata? La crisi e' dovuta dall'eccesso di liquidita' e credito creata dalla Federal Reserve. La cosa assurda e' che la soluzione proposta in questo periodo e' ulteriore liquidita' e ancora piu' credito per tutti. Invece di lasciare al mercato la possibilita' di ripulire da se il sistema, i governi per logiche dettate dalle politiche del momento preferiscono dare l'illusione di avere in mano la soluzione per ogni problema. Ma questo crea una distorsione del concetto di free market. L' economia e' manipolata e non piu' libera di agire come deve e cioe' punire i deboli e premiare i bravi (in teoria...). Sicuramente l'eccesso di credito e indebitamento e' la causa primaria di questa crisi ma perche' si e' creata questa situazione? La risposta e' semplice. La Federal Reserve ha creato apposta questi bassi tassi d'interesse nella speranza di "manovrare" l'economia e aiutarla nei momenti di crisi. Eccesso di credito crea spesso investimenti sbagliati. Se gli imprenditori avessero avuto meno risorse (e anche i semplici cittadini) a disposizione avrebbero agito in maniera piu' cauta e questi eccessi e queste bolle speculative non sarebbero mai esplose. L'indebitamento sarebbe molto piu' controllabile e gestibile. Quindi la Fed e Greenspan con l'appoggio di Bush hanno creato una distorsione della realta' del mercato e delle economie globali. Un senso di falso benessere che e' pericoloso e deleterio. Certo Wall Street ha le sue colpe ma le banche e le finanziarie hanno agito cosi solo perche' gli e' stato permesso dalle politiche di Washington e dagli enormi interessi che vi erano dietro a questi booms. Il free market e' OK ma non puo' essere completamente privo di regolamentazioni. Bisogna trovare una via di mezzo. I mercati (come ha detto Greenspan recentemente ammettendo finalmente le sue colpe) non sono in grado di autoregolamentarsi completamente da soli.
Queste manovre di salvataggio sono arrivate troppo tardi per avere un'effetto positivo e duraturo. La manovra si sta rivelando a mio avviso un enorme business a danno dei cittadini USA. Miliardi di dollari dati a societa' e a progetti che ancora non si capisce bene cosa vogliono farne di questi enormi capitali. Per fare passare il pacchetto salvataggio gli "esperti" hanno minacciato che tutto potrebbe crollare (investimenti, fondi pensioni, valore degli immobili). Ma se ci fermiamo a pensare, quelle cose sarebbero successe lo stesso. Con questo indebitamento di quasi un trillione di dollari creato dal nulla...il valore del dollaro non puo' che subirne gravi conseguenze e di conseguenza i fondi e le azioni avranno meno valore rispetto ad altri strumenti (vedi oro ed euro). Le case in qualsiasi modo devono ancora scendere di valore perche' erano e sono ancora troppo alte di valore per lo stato attuale dell'economia e in proporzione allo stipendio medio (cose previste e dette da 4 anni..). Logicamente se il governo non smette di interferire sul mercato non sapremo mai quando e se gli immobili rispecchiano un valore vero o uno artificialmente pompato.
Stiamo in pratica seguendo le stesse politiche economiche che fallirono durante la grande depressione. Cioe' le banche centrali stanno cercando di trovare una soluzione al problema manipolando continuamente i tassi d'interesse. Invece di lasciare fallire quegli investimenti sbagliati e far si che il mercato si purifichi da solo degli eccessi, la Fed e Washington hanno fatto di tutto per mantenere artificialmente alto i prezzi delle case e di altri beni. Non ha funzionato allora e non funzionera' adesso e infatti i risultati li vediamo in queste settimane. Aumentare il credito non e' la soluzione per combattere questa crisi. Pensateci: vogliamo curare la depressione con una medicina (abbassamento tassi) che e' lo stesso veleno che ha causato la malattia! Cosa succedera' quando questi fondi e queste manovre di emergenza finirrano il loro corso? Magari funzionano e tutto finisce in gloria (ma ho i miei grossi dubbi) ma se non dovessero funzionare? Penso allora a crisi ancora piu' serie di questa attuale. La liquidazione (anche se dolorosa) degli eccessi era una soluzione migliore per questa crisi. Secondo me in questo modo prolunghiamo solo l'inevitabile.
Ancora una volta invito tutti a pensare con la testa propia e non credere una sola parola di quello che i politici e i cosidetti esperti a CNBC o Bloomberg vi raccontano. Fino a due mesi fa ll'economia era forte secondo Bush, McCain, Kudlow e Cramer...adesso tutti parlano di grave pericolo per l'intero sistema finanziario e una nuova grande depression! Roba da circo e infatti li vedrei bene come pagliacci piu' che al timone delle economie globali. Gli stessi geni che hanno creato questo disastro adesso ci vengono a raccontare che hanno la soluzione per rimettere tutto a posto. Paulson prima di tutti. Roba da matti.
Siamo quindi in una recessione o addirittura stiamo gia' in una depressione economica? Considerando il crollo di questa settimana a livelli di S&P500 visti l'ultima volta nel 1997, verrebbe da pensare che la depressione e il fallimento del sistema economico e finanziario mondiale sia dietro l'angolo. Il sistema capitalistico cosi come e' stato concepito e utilizzato fino ad adesso e' fallito e deve essere completamente rifatto. Personalmente penso che siamo in una seria crisi finanziaria e sicuramente in una severa recessione ma non ancora in una depressione anche se ci siamo vicini. Chiunque mi ha seguito in questi anni sa che quando la stampa e i vari media parlavano di Dow 20,000 io stavo gia' parlando di problemi seri alla base dell'economia USA e che il bear market era pronto dietro l'angolo. La situazione e' sicuramente grave ma il fatto che il dollaro non sta crollando, ma anzi guadagna contro altre valute mi fa pensare che la crisi non e' sistematica (almeno per adesso). Buffett sta comprando per billions di dollari quindi non penso il mercato crollera' ancora per molto tempo. Anche se sicuramente la fine esatta della discesa e' ancora imprevedibile a questo punto. Adesso come adesso le materie prime sono in un bear market e' conviene uscirne o tradare al ribasso. Se la crisi continuera' ancora come penso per anni alcune commodities riprenderanno a salire per il lungo periodo (metalli preziosi sopratutto). Siamo in un bull market sulle commodities e questa secondo me e' solo una correzione che era dovuta dopo l'enorme rally degli ultimi anni.


Ritornando al mercato azionario i motivi per cui penso che nei prossimi mesi la situazione dovrebbe stabilizzarsi sono:

- L'S&P500 e' giu' del 50% e questo e' ufficialmente il piu' importante bear market dopo quello della grande depressione e ha superato sta settimana il bear market del 1973/74. Quindi partendo dal presupposto che possiamo sempre ancora scendere da questi livelli, penso che ulteriori crolli violenti tipo quello delle ultime settimane sia una possibilita' piu' rara (ma tutto e' possibile a sto punto). Il Dow ha toccato uno dei miei livelli di supporto temporaneo (7500) e un rimbalzo ci sta (ma questo non vuol dire che e' una buona idea comprare).

- Il VIX e' a livelli di sentimento negativo record. Da questi livelli e per almeno qualche mese il mercato ha sempre nel passato trovato un minimo di supporto.

- Crolli tipo quelli di Mercoledi scorso non capitano agli inizi dei bear markets ma verso la fase finale e poco prima di trovare un bottom anche se temporaneo.

- Quindi da questi livelli possiamo aspettarci un rally che puo' durare qualche mese ma non la fine del bear market.

Tanto per calmare un po' i nervi facciamo uno studio delle differenze sostanziali tra la Grande Depressione e l'attuale crisi.

- Nel crash del 29' il Dow crollo' del 40% in due mesi. Oggi ci ha impiegato 1 anno per scendere del 50%

- La disoccupazione allora era circa del 25%. Oggi siamo attorno al 6-7% (ma sicuramente andremo almeno all'8-9% prima che questa crisi sia finita).

- il 40% dei mutui diventarono insolventi mentre oggi siamo attorno al 4-5%.

- Negli anni trenta circa 9000 banche fallirono. Oggi solo diverse decine (per adesso).

La paura e' diventata panico. Il panico e' irrazionale e contagioso. L'investitore medio sta scaricando tutte le azioni in portfolio e liquida anche i propi fondi d'investimento, causando i contuini crolli nel finale (i fondi d'investimento e gli hedge funds generalmente scaricano le azioni versola chiusura della sessione). Forse qualche investirore che vede del valore nelle azioni sta iniziano a comprare. Warren Buffett sta comprando quindi sicuramente ci sono degli affari dietro l'angolo ma cosa comprare e per quanto durera' questo bear market e' un grosso punto interrogativo...per chi ha coraggio e grossi capitali per assorbire eventuali nuovi crolli sicuramente questo e' un buon momento per rischiare qualcosa. Personalmente pero' starei molto cauto. La situazione non e' ancora chiara anzi diciamo e' ancora molto nebbiosa...e a meno che vedo dei chiari segnali di timing e prove concrete di ripresa, io il mercato azionario non lo tocco manco con le pinze.

Ripeto le opportunita' migliori sono a mio avviso nel day trading di indici e altri futures e per chi vuole fare materie prime adesso come adesso venderei dei rally piu' che comprare sperando di aver beccato il bottom...ricordatevi che siamo in momenti estremamente irrazionali e tutti i movimenti in su e in giu' sono destinati ad essere esagerati e non rispecchiano nessuna logica. Per chi non ha tempo di fare trading o investire e' obbligatorio a mio avviso affidarsi a professionisti indipendenti per l'analisi e la gestione patrimoniale.


E' probabile che il mercato trovi una specie di bottom intermedio nelle prossime settimane.. Generalmente ricordatevi che il mercato azionario e' sempre in anticipo rispetto ai fondamenti dell' economia (sei/nove mesi). Mi spiego meglio. Ci sara' un punto nel prossimo futuro in cui le azioni inizieranno a salire molto prima che l'economia sia tornata solida e in crescita. La mia opinione e' che la crisi economica non si fermera' prima della fine del 2009 e possibilmente durera' anche per buona parte del 2010.


Il mercato azionario probabilmente invece dovrebbe vedere una ripresa nel 2009. I livelli che guardo per il Dow sono i livelli 7200 e 6300 e possibilmente il livello 5000...Logicamente non andremo giu' in picchiata ma vi saranno delle risalite importanti per poi ricrollare che sono caratteristiche dei bear markets piu' severi. Una volta che abbiamo raggiunto questi livelli il recupero sara' lento e formera' una U (si vedra' nelle charts) e considerando che abbiamo iniziato nel 2000 e che la durata media dei bear markets possiamo proiettare almeno altri 5 anni prima di una vera ripresa economica. Ci aspettano anni di sofferenza...sara' tipo le montagne russe...ci vorra' lo stomaco forte. Il vero bear market inizio' nel 2000 ma invece di lasciargli fare il propio corso la FED penso' bene a inniettare una quantita' enorme di cash e credito creando la bolla immobiliare e il rally nelle azioni (dal 2003 al 2007) che tutti hanno scambiato per un nuovo bull market....(vi avevo avvisato diverse volte che era una finta). Generalmente e l'ho gia' detto nel passato i bottoms (quelli veri) si raggiungono quando le azioni sono disponibili a 5/10 volte gli earnings. Se questa regola e' valida ecco che il livello 5000 sul Dow non e' poi cosi impossibile anzi se ci pensate bene sarebbe forse gia' quasi arrivato a quel livello se non ci fossero stati tutti quegli interventi della Fed.

Per quanto riguarda il discorso immobiliare ci vorranno ancora almeno un paio di anni prima del bottom. Ci sono ancora troppe case in giro e poco credito e pochi soldi. Solamente quando i prezzi delle case scenderanno a livelli accettabili e in linea con le realta' economiche, solo allora avremo un equilibrio tra domanda e offerta e la domanda iniziera' ad arrivare nel mercato stabilizzando il campo immobiliare e questo aiutera' la ripresa economica. Penso vi saranno nuovi piani di aiuto da parte del governo (probabile a questo punto un'aiuto a GM e Ford). Il problema che vedo e' questi aiuti sono piu' a favore di JP Morgan ( che ha ricevuto in regalo Bear Stearns e Washington Mutual) e non dei cittadini, i quali continuano a pagare di tasca loro gli errori di Wall Street e della Fed. Il debito pubblico contina ad incrementare e gli USA a questo punto iniziano ad assomigliare a una di quelle banche di Wall Street che sono state salvate negli ultimi mesi...ma chi salvera' gli USA?


Il sistema bancario Americano ha disponibile solo il 10% del cash in deposito. Esempio. Quando depositate $1000 sul conto, la banca e' libera di emettere $9000 in prestiti a terzi. In pratica quei $9000 esistono solo virtualmente nella contabilita' della banca. Quindi se il 20% dei clienti decidesse di prelevare contante la banca non sarebbe in grado di accontentare tutti e (vedi Wachovia) la bancarotta o fusione con banca piu' solida diventa inevitabile. In Europa la situazione non e' tanto migliore. Molte banche sono state passate da private a pubbliche. Molti stati della EU sono anche proprietari di banche. La banca del Giappone sta dando in prestito praticamente illimitati quantitativi di dollari. Il motivo di questo bull market del dollaro e' probabilmente dovuto al fatto che molti debitori (privati e societa') stanno pagando i debiti che sono valutati in dollari. Il dollaro e' in grande domanda per il momento ma per quanto durera'? Sicuramente non ci sono motivi fondamentali per considerare il dollaro una valuta forte in questo momento considerando la situazione economica degli USA. Il GDP degli USA e' circa $14.3 billions ma il valore del credit market e' di $51 trillion...una situazione molto piu' grave rispetto a quella riscontrata durante la Grande Depressione. Gli USA devono iniziare a spendere meno sopratutto a livello di armamenti e presenza militare nel mondo. Forse non lo sapete ma per ciascun dollaro che paghiamo di tasse, il 42% va al Pentagono...questo e' assurdo per diversi motivi (sia morali che economici). Il debito pubblico e il fatto che la minaccia dell'URSS e' sparita da oltre un decennio non possono giustificare che gli USA mantengono circa 750 basi militari in giro per il pianeta; inoltre il costo della NATO e' qualcosa che gli USA non possono piu' permettersi. Spero che Obama riesca a fare qualcosa a questo riguardo anche se si trovera' contro enormi interessi policiti ed economici.


Logicamente in questo momento di crisi e recessione cosa sentite in TV? Se siete investitori per il lungo periodo rimanete nel mercato perche' queste cose succedono sempre in maniera ciclica nel mercato. E logicamente il mercato nel lungo periodo sale sempre....o no? Tutti i giorni i vari esperti su CNBC e Bloomberg ripetono sempre le stesse cose. Che il mercato salga o scenda non c'e' mai motivo di vendere ma solo di comprare. Rimango della mia idea espressa durante gli anni. Questo bear market finira' veramente solo quando i PE ratio dell'S&P500 scenderanno sotto 10 (come successe nel 1932/1942 e 1982). Parlavo ieri con un hedge fund manager. Mi ha detto...non e' difficile evitare queste loss basta comprare solo quando il prezzo dell' S&P500 e' sopra la media a 200 e andare cash o cercare alternative quando va sotto. Infatti seguendo questo semplice metodo tutti avrebbero evitato il bagno si sangue degli ultimi 12 mesi...Quanti promotori o quanti di voi sono andati cash a fine 2008? Non penso molti....

La maggior parte degli esperti pensa che una base PE di 12/15 significa che e' tempo di comprare ancora azioni ma io penso che il mercato puo' scendere sicuramente sotto 10. Tutti 3 gli indici sono finiti negativi in Ottobre e per il 2008 hanno perdite superiori al 50%. Viene da porsi la solita domanda...come va il vostro fondo pensione dal 1998 ad oggi? E quei promotori che partono dal presupposto che il mercato sale di media attorno al 8/ 10% all'anno nel lungo periodo? No comment. Il mercato e' estremamente volatile. Troppo per investire in questo momento ed e' difficile anche fare trading se non si fanno le cose in maniera estremamente professionale.

La mancanca di credito e' il vero problema e questo cambia un po' le mie vedute rispetto a qualche tempo fa. Pensavo fossimo diretti in un bear marker caratterizzato da inflazione ma gli eventi degli ultimi tempi hanno cambiato in maniera fondamentale il tutto. Tutto il mondo sta soffrendo della crisi da credito. Il mercato immobiliare sta crollando e cosi pure le materie prime. La Fed stampa soldi in continuazione (e cosi le altre banche centrali) ma non riescono ad essere d'avanti alla crisi e a controllarla (almeno fino ad ora..). L'ammontare che e' necessario per le varie emergenze e' sempre superiore a quanto messo a disposizione dai vari governi e quindi la crisi continuera' a tempo indeterminato. Vi sono ancora troppi problemi e bancarotte e fallimenti da digerire prima di vedere un vero bottom in questa crisi. Adesso come adesso il contante e' la commodity piu' importante. Cash. Piu' avanti l'oro riprendera' il propio posto come il re degli invesimenti. Poi piu' avanti vi sara' un nuovo crash del dollaro e l'inflazione ritornera' con prepotenza. Ma fino a quando troviamo una base per ricominciare direi che deflazione e' quanto meglio possiamo aspettarci.


Ritornando al dollaro. Come ci spiega questa salita contro l'Euro e questo bull run? Ricordiamoci che quasi tutte le materie prime sono valutate in dollari. La maggior parte dei debiti a livello mondiale sono in dollari. Ripeto per pagare questi debiti la gente, societa' etc. hanno dovuto acquistare dollari provocandone la salita degli ultimi due mesi. Qualcuno parla di dollaro ancora come valuta sicura in momenti di crisi ma non sono d'accordo. Vi sono sicuramente altre manovre a livello macro che non possiamo e non siamo in grado di sapere adesso ma che nei mesi a venire saranno piu' chiare. Rimango della mia idea che con gli USA in queste condizioni il crollo del dollaro e' solo una questione di tempo. Penso ad un bear market caratterizzato da deflazione per almeno un anno a causa della continua crisi finanziaria ed economica e la conseguente forte recessione. Una debole economia portera' a bassa inflazione e forze deflazionarie continueranno a mettere sotto pressione l'oro e le altre materie prime. Una volta che la recessione ha finito il suo corso, l'onda inflazionistica riprendera' il suo corso e il grande bull market delle materie prime dovrebbe riprendere il suo corso (non prima del 2010). Le manovre della Fed e delle altre banche centrali che continuano ad innondare i mercati con liquidita' l'inflazione non potra' che ripartire, il dollaro crollare a causa del deficit degli USA.


Finisco il report con una simpatica lista. Facciamoci due risate, visto il periodo c'e' ne bisogno... Sotto vi riporto le previsioni dei migliori analisti di Wall Street intervistati a Dicembre 2007. La domanda era;" Dove pensate che l'S&P500 sara' a fine 2008". Pronti? Poi andate a confrontarli quello che vi ho detto io un'anno fa...e ricordatevi che questi analisti sono pagati decine di milioni all'anno (io molto meno....)


Richard Bernstein-Merrill Lynch-1525

Thomas Lee- JPMorgan-1590
Tom McManus-Bank of America-1625
Ian Scott-Lehman Brothers-1630
Larry Adam-Deutsche Bank-1640
Abhijit Chakrabortti-MorganStanley-1650
Jonathan Morton-Credit Suisse-1650
Abby Cohen-GoldmanSachs-1675
Tobias Levkovich-Citibank-1675
David Bianco-UBS-1700
Jonathan Golub-BSC-1700

Francois Trahan-ISI-1750


Se desiderate contattarmi per maggiori informazioni a riguardo dei prodotti e dei servizi che posso offrirvi in questo momento di grave crisi mandatemi una email a: usaluca@aol.com

Distinti saluti e buona fortuna.

Luca Facchini




San Diego, California 21 Gennaio 2008.

Durante questi anni ho sempre cercato di essere il piu' oggettivo possibile. Ho sempre cercato di concentrarmi su fatti e su dati tangibili e non sul fumo che Wall Street e CNBC ci propone tutti i giorni. Penso che le realta' che ho proposto nelle mie analisi abbia aiutato alcuni di voi a capire per tempo i grossi problemi che sono esplosi nel settore immobiliare e adesso anche in quello bancario. Due anni fa scrissi che il mercato immobiliare aveva a mio avviso toccato il top e cosi e' stato (in quel periodo molti analisti erano logicamente super bullish) e vi segnalai del pericolo di un conseguente crollo dovuto all'eccessivo leveraggio di Wall Street con i prodotti finanziari legati ai mutui. Logicamente a CNBC tutti parlavano di "soft landing" e che questa volta era diversa dal passato (vedi le stesse frasi dette durante la fase finale della bolla Nasdaq).
Durante la scorsa estate i grandi "guru" di Wall Street erano tutti d'accordo,il problema delle "mortgage-backed securities" era sotto controllo. Stiamo parlando di cifre astronomiche:6.5 trillioni di dollari!! Era semplicemente logico capire che stavano mentendo e che cercavano di mascherare i problemi che stanno piano piano venendo a galla in questi giorni.....Parecchi di voi mi hanno scritto in questi mesi chiedendo se avevo novita' di rilievo e per quale motivo non scrivevo una nuova analisi. La mia risposta vale adesso come allora: andate a rileggere le mie due ultime analisi. Prima di proseguire con questa nuova analisi andate a rileggervi quanto ho scritto in Ottobre 2006 ed Aprile 2007 (sono sotto questa analisi). Quali erano i settori migliori su qui investire l'anno scorso? Sicuramente le commodities e in particolare oro e petrolio e a livello di mercati emergenti India e Brasile. E i peggiori? Il mercato immobiliare e poi Giappone e in le small caps USA (logicamente Wall Street spingeva molto questo settore...). Posso affermare che sicuramente siamo in un mercato inflazionario e bear. L'Inflazione ufficiale e' una cosa ma quella vera e' calcolata a circa il 10/12% per il 2007 qui in USA ma immagino in Italia e in Europa in generale le cose non vadano tanto diversamente. I governi fanno di tutto per mascherare la vera inflazione ma la gente non e' stupida e vede quanto costa ogni mese sempicemente vivere e un rapido confronto con l'anno prima o due anni prima, e' tutto quello che serve per capire che i dati statistici del governo sono sempre bugiardi. Consiglio che vale sempre ed ovunque non credete a politici ed economisti. A riguardo di economia e problematiche varie ne sanno quanti voi...anzi di meno.
Come sono a testimonianza le mie ultime due analisi, direi che sono stato abbastanza preciso nell'anticipare (forse un po' troppo) gli effetti negativi della bolla immobiliare e i suoi effetti sulla economia e sulle borse mondiali. Logicamente alcuni di voi mi hanno mandato emails non molto carini dicendo che non sapevo cio' che scrivevo. Spero che quei signori siano usciti vicini ai massimi, perche' siamo gia' ampiamente sotto i livelli che predissi oltre un'anno fa di 1380 di S&P500 e e 12,000 su Dow.
E' questo il bottom? E' da qui che rimbalza e partira' un nuovo bull market come suggeriscono oggi gli esperti su Bloomberg e CNBC? Ne dubito molto....

Io penso che gli effetti di questa bolla siano solo agli inizi e che una recessione sia inevitabile con conseguente calo di tutti gli indici mondiali. Ecco alcuni fatti che magari vi faranno pensare due volte prima di comprare ancora una volta alla cieca il mercato azionario.
1) Solo in due occasioni il mercato e' sceso di un 2.50% dopo un taglio della Fed (e' successo recentemente, Ottobre 11 e Decembre 11). Queste due occasioni sono 2001 (quando S&P500 perse il 49%) e l'altra occasione fu nel periodo 1929-1933 quando il mercato scese oltre 2.50% per ben cinque volte il giorno stesso o dopo un taglio Fed. In quell'occasione il mercato fermo' la sua discesa dopo un -89%!

2) Dopo il terzo taglio della Fed il 31 Ottobre 2007, entro 8 giorni l'indice S&P500 e' sceso del 7.1%. Questo non e' mai successo nei 94 anni di storia della FED!

3) Il vero problema non e' il fatto che sappiamo gia' dei pericoli e dei danni causati dalla bolla immobiliare e dai prodotti derivati dei mutui. Il vero problema e' che nessuno sa esattamente quali altri problemi e ramificazione negative, tutta questa bolla avra' sul mercato e sulle economia mondiali. Questa incertezza, sul quanto non si sa e' il peggior nemico del mercato azionario ed e' la causa della continua, incontrollabile volatilita' di Wall Street e di tutte le borse mondiali. A mio avviso ci vorranno anni per capire esattamente l'entita' dei danni causati da Greenspan & Co.

4) Qui in USA diversi studi stanno dimostrando che questa crisi immobiliare non da segni di ripresa e che anzi e' la peggiore crisi dalla Grande Depression ad oggi. Nel 2008 ci sono circa 500 miliardi di dollari di mutui variabili che saranno aggiustati al rialzo, creando sicuramente una nuova ondata di pignoramenti e aumentando il numero gia' record di case disponibili sul mercato. Ricordiamoci che tre posti di lavoro su cinque, durante questa espansione economica erano legati al boom immobiliare...
Diventa facile quindi capire la gravita' di questa situazione. Se questi lavoratori perdono il posto, il mercato del lavoro e l'economia non possono che soffrirne pesanti conseguenze! La disoccupazione a Dicembre e' salita al 5% (sempre partendo che uno creda a questi dati ufficiali che in realta' sono quasi al doppio). Questo livello e' sempre stato sinonimo di recessione. L'ultima volta che siamo stati a questi livelli era Agosto 2001, quando l'economia entro' infatti in recessione. Anche il calo dell'indice ISM nella prima settimana di Gennaio indica un deterioramento rapido della stato economico.

5) Greenspan lo accenno' un anno fa e lo fa capire anche adesso. Siamo oramai ad un passo dalla recessione e la crescita economica e' oramai in stallo.

6) Importanti materie prime quali cereali,energetici e metalli sono a livelli visti solo alcuni decenni fa. Questa impennata dei prezzi non puo' che contribuire a far salire l'inflazione e a portare via soldi dallo stipendio medio. Soldi che potrebbero essere spesi per supportare l'economia. Ricordiamo infatti che l'economia USA e' dipendente dal consumatore USA. Il 70% del GDP e' attribuito alle spese fatte dal consumatore. Questo numero e' molto alto. L'economia USA dipende dai suoi cittadini per sopravvivere. Se il cittadino medio non consuma piu' a buoni livelli allora tutta l'economia entra in crisi. Ci sono due problemi grossi che si stanno sviluppando. Prima di tutto il consumatore medio ha sempre meno risorse da spendere, in quanto dal 2001 al 2005 ha estratto 5 trillioni di dollari in linee di credito legate alla sua casa.
Adesso e' facile capire di che pasta era fatto il boom tanto decatanto da Bush & Co. Con quell' enorme ammontare di soldi, l'economia e gli indici non potevano che salire! Era ed e' una bolla fatta di debiti, basata su debiti e non su risparmi e produttivita' cioe' una vera prosperita' economica. Ma questo e' sicuramente un discorso che era gia' stato ampiamente pianificato ad alti livelli....i guadagni fatti da Wall Street e da alcune societa' legate alla Casa Bianca sono stratosferiche e scandalose. Adesso il cittadino medio ha in mano una patata bollente e non la vuole. Il punto e' che anche lui e' colpevole di aver agito in maniera insensata ed irresponsabile. Adesso tutti piangono. Ma le regole e i contratti c'erano anche 5 anni fa.
Ritornando al discorso consumo legato alle linee di credito sulla casa. Questo giochino e' finito. Con i prezzi delle case in ritirata strategica e con gli aumenti dei tassi sui mutui variabili la festa e' ufficialmente finita. Secondo punto da considerare e' la confidenza del consumatore sul propio futuro e su quello della economia USA e mondiale. Adesso tutti sono preoccupati e vedono un futuro incerto e nero. Questo vuol dire meno consumi e conseguente rischio di recessione.

7) C'e' una tendenza stagionale nel mercato azionario. Negli ultimi 50 anni il periodo che va da fine Ottobre a fine Gennaio e' stato tradizionalmente il piu' profiquo per il mercato. Quest'anno pero' e' diverso. L'S&P500 ha perso un 5.2% da Ottobre 31 a fine Dicembre. Negli ultimi 50 anni una perdita di oltre il 4% in questo periodo favorevole e' sempre stata associata con un bear market!

8) Generalmente i tagli della Fed sono sempre stati accolti con calore e con risultati buoni da Wall Street. Vi sono pero' delle eccezioni alla regola. Questi tagli non hanno mai funzionato quando siamo stati in presenza di una bolla speculativa importante ed in fase di sgonfiamento. Successe durante la Great Depression e recentemente durante la fine della bolla internet con la recessione che inizio' a inizio 2001. In entrambe quelle occasioni tre consecutivi tagli della Fed non produssero i risultati sperati e le borse scesero di un 10% nei successivi sei mesi. La discesa poi continuo' per diversi anni prima di trovare la base per poi ripartire (correzioni furono 89% e recentemente 49%). L'unico altro periodo nella storia che ha fatto registrare un nulla di fatto (anzi -10%) dopo tre tagli consecutivi e' adesso!
A questo punto e' inevitabile pensare che tutti questi fattori puntano in una sola direzione per il futuro: recessione per gli USA e conseguenze negative a livello globale.
L' S&P500 ha perso nella prima settima di Gennaio il guadagno di tutto il 2007 e con questo forte down trend e' pronto a far sparire presto anche i guadagni del 2006 e forse 2005! Spero abbiate messo delle trailing stops cosi da "bloccare" dei guadagni perche' il futuro e' sicuramente non roseo e bisogna avere il cuore forte per fare trading in questo momento. Sappiamo che vi sono cicli economici di espansione e poi recessione. Sono cicli naturali e inevitabili. Le manipolazioni del tasso d'interesse sono solo soluzioni temporanee e non fanno che rimandare il problema che non puo' che peggiorare nel lungo periodo. E' come dare ad un ubriaco ancora da bere invece di portargli via la bottiglia. Sicuramente stara' bene nel breve periodo ma il mal di testa del giorno sara' ancora peggiore a causa dell'eccesso di alcool consumato. I soldi facili non possono che portare a nuove speculazioni. Rimediare alla bolla speculativa e al problema dell'indebitamento pubblico e privato offrendo ancora piu' soldi con cui indebitarsi, mi sembra un ragionamento da manicomio criminale. A mio avviso Wall Street e la Casa Bianca possono provare a fare tutti i giochetti che vogliono con l'aiuto degli amici della Fed ma prima poi le conseguenze di questi eccessi si pagano. E si pagano ripulendo tutto il sistema con una bella recessione e il ridimensionamento degli eccessi vissuti. La gente non crede possibile che i prezzi delle case possono anche scendere ma la realta' e' che prima o poi anche questa bolla dopo quella del Nasdaq deveva sgonfiarsi.
Stiamo parlando di trillioni di dollari di speculazioni fatte in questi ultimi anni con "buchi" (a livello di perdite) di cui ancora non sappiamo la profondita' e la gravita'. Adesso Bush propone $140 billioni di incentivi economici per fare ripartire l'economia. Ma a mio avviso questo non e' sufficiente per risolvere i problemi di base ed e' solo una soluzione temporanea. I danni strutturali e fondamentali causati da in questi anni non si risolveranno facilmente. Ci vorranno anni per ripulire il sistema da questi eccessi e non settimane o mesi. Si certo l'aiuto servira' a calmare i nervi degli investitori e rallentare la inevitabile discesa per un po', ma la recessione per il 2008 e' inevitabile.
Previsione e investimenti consigliati per il 2008.
Un bear market e' definito come crollo del 20% dai massimi e sicuramente nella prima parte del 2008 ne avremo uno come previsto da oltre un'anno. Gli eventi negativi saranno all'ordine del giorno in quanto nessuno ha capito ancora bene la gravita' della situazione. La volatilita' rimarra' alta per i prossimi anni. Vi saranno rally positivi in quanto Wall Street e il governo faranno di tutto per convincere i consumatori e gli investitori che tutto e' OK e che i problemi sono risolti o sotto controllo. Tutte bugie da cui diffidare come al solito. E' logico che interventi importanti e decisi possono avere un effetto positivo sul mercato. Ma passata la "dose" il mercato riprendera' la sua inevitabile discesa fino a quando trovera' un vero bottom. Questo su e piu' giu' che su, durera' minimo un paio di anni. Ci vorrano anni per digerire questa overdose di eccesso speculativo nel campo immobiliare (vi sono record di case invendute e vuote che secondo stime importanti rimarrano sul mercato almeno tre-quattro anni).
Il mercato fara' di tutto per convincervi che tutto e' OK. Ci saranno impennate importanti che poi si riveleranno semplicemente correzioni all'interno del bear market.
Quando finira' il bear market? Impossibile da prevedere. Direi sicuramente che i prossimi due anni saranno anni all'insegna bear e poi si potra' rianalizzare la situazione e capire meglio se e quando il bear market finira'. Non e' il discorso di prevedere se ci saranno correzioni al ribasso importanti ma quando e quante saranno! Ne stiamo vivendo una in questi giorni con i mercati europei giu' del 5% in un solo giorno e il Dow futures che e' giu' in seduta overnight di oltre 600 punti. Domani potrebbe essere una giornata drammatica ma e' meglio che ci mettiamo nell'ordine di idee che questa probabilmente sara' la normalita' e non tanto l'eccezione alla regola.
Quello che mi aspetto e' una prima parte del 2008 molto brutto e poi come da copione un rally a fine anno per il classico rally nell'anno della elezione del presidente USA.
Ricordatevi che a Novembre si vota e i Repubblicani faranno di tutto e di piu' per stimolare l'economia e cercare di vincere le elezioni (cosa che comunque non succedera'). Sinceramente non so quanto potranno fare di fronte a un feroce bear market, un debito nazionale con spese pubbliche spaventose mascherate da finte statistiche, una economia che e' in pratica in bancarotta (nonostante Wall Street e Bush dicano il contrario) e logicamente l'incognita delle vere conseguenze della bolla immobiliare in tutti i suoi aspetti. La manipolazione delle statistiche sara' un'arma che sara' usata molto dai vari governi. Faranno di tutto per negare inflazione e ammettere che siamo in recessione. Ma visto che non siamo cechi o sordi, le cose come stanno veramente le possiamo capire anche da soli. Ricordiamoci che una recessione e' definita come un GDP negativo per due trimestri consecutivi (statistiche ufficiali). La realta' e' che gli USA sono in recessione gia' da qualche anno (diciamo almeno tre anni secondo studi non ufficiali...) e che il boom economico senza il boom immobiliare, non sarebbe mai avvenuto e adesso paghiamo tutti le conseguenze di una amministrazione incompetente e degli sciacalli di Wall Street.

Il 2008 molto probabilmente finira' positivo perche' siamo in un anno delle elezioni presidenziali. Poi finiti gli entusiasmi facili, le realta' del mercato torneranno ad ombreggiare su Wall Street e sulle borse mondiali con conseguenze negative. Penso che oro e le materie prime in generale, siano ancora i settori su cui puntare nel 2008 e molto probabilmente alcuni mercati emergenti daranno risultati ancora positivi, anche se la crisi dei mutui potrebbero avere conseguenze negative globali. Vivremo sicuramente un'anno di grosse incertezze e grande volatilita'. Pensare che ancora una volta la responsabilita' di salvare la "barca" dipenda dal consumatore americano, e' una prospettiva terrificante. Il debito medio delle famiglie USA e' altissimo e la soluzione suggerita per salvare l'economia globale, e' di dare al povero Mr.Jones ancora piu soldi per indebitarsi ancora di piu'! Siamo tra la padella e la brace. Se tagliano i tassi e ricominciano il credito facile, e' probabile che l'economia e la borsa riparta anche se i problemi fondamentali rimangono invariati e sono solo rimandati. Se iniziano a far pagare i debiti e chiudere le linee di credito facili (credit crunch) si rischia di stallare definitivamente l'economia e mandarla in recessione e in depressione totale. A mio avviso e' importante che ciascuno di voi si chieda se il propio portfolio e' diversificato sufficientemente con prodotti e strumenti non correlati all'azionario e al settore immobiliare. Cioe' avere in portfolio degli investimenti che possano dare risultati indipendentemente dalla direzione che prendera' Wall Street. Io penso che una diversificazione professionale con prodotti derivati quali futures (commodities), options e forex sia l'ideale in questo momento. Per maggiori dettagli su cosa esattamente investire, vi prego di contattarmi con una email con una breve descrizione del vostro portfolio a:
usaluca@aol.com
Distinti saluti e buon trading e anche se in ritardo Auguri di un Felice e Prosperoso 2008!
Luca Facchini


San Diego, Giovedi 12 Aprile 2007.

Cari lettori,
Eccoci a circa sei mesi dalla mia ultima analisi e il mercato ha deciso di darmi un po' ragione anche se nei mesi scorsi alcuni di voi mi hanno rimproverato (giustamente) per aver chiamato il top del mercato verso fine Ottobre. Avevo detto che un livello oltre 12,000 e su Dow e oltre 1380 su S&P500 erano livelli difficilmente superabili e ho avuto torto. Non avevo considerato bene la liquidita' presente a livello globale e la forza delle manovre speculative pre-elezioni. Il mercato ha passato alla grande questi livelli per motivi di difficile spiegazione ma nelle ultime settimane, vi sono stati segni di debolezza ed entrambi gli indici sono tornati a testare i livelli di cui avevo parlato nell'ultima analisi. Spero siate usciti o per lo meno abbiate allegerito le vostre posizioni al top o vicino al top, perche' con questa volatilita' e' facile vedere sfumati i guadagni di parecchi mesi in pochissimo tempo. Il mercato sta facendo adesso un secondario rally che puo' permettere una buona uscita, per chi non crede completamente a questo bull market.
Vorrei pero' chiarire una cosa. Una cosa e' l'analisi fondamentale e macro-economica e un'altra cosa e' l'analisi tecnica e il timing di uscita e entrata dalle posizioni. Se guardiamo un qualsiasi grafico a base settimanale o anche mensile e' logico capire che il trend di lungo periodo e' ancora bull. Il fatto che io faccio analisi che possono sembrare negative e bear, non vogliono significare una uscita completa e immediata dal mercato azionario; il mio vuole essere un avvertimento (una voce diversa da quanto si sente in giro) che forse e' meglio allegerirsi sulle azioni (sopratutto le piu' speculative) ed e' meglio una ricerca a mercati e settori finanziari piu' sicuri o investimenti alternativi. Il discorso dell'asset allocation e' complicato ma a grandi linee suggerisco sempre di non investire mai piu' del 20% del propio capitale su investimenti alternativi e ad alto rischio (vedi commodities, futures, options etc.) e il rimanente da dividere in parti uguali tra cash (money market), bonds ed azionario. Poi logicamente ognuno ha una propensione al rischio diversa e puo' modifcare queste percentuali e personalizzarle in base al capitale e all'eta'. Detto questo torniamo all'analisi dell'attuale mercato.

Febbraio 27 e' una data che molti si ricorderanno. Un vero mini-crash (il settimo in ordine di grandezza nella storia del Dow!) e a mio avviso un campanello d'allarme su quello che ci potrebbe aspettare in un vicino futuro. A mio avviso, ci sono troppe incertezze dietro l'angolo per sentirsi a propio agio in questo stock market. Il rischio di un crash nei mercati asiatici e in quelli emergenti, puo' avvenire in qualsiasi momento e il suo effetto domino (vedi quello che e' successo a Febbraio) e' un pericolo vero e sempre presente. Il deterioramento del campo immobiliare negli USA e la crisi del settore finanziario, sono a mio avviso solo agli inizi del loro bear market, con conseguente problemi per il consumatore USA, che da solo porta avanti l'economia USA (e di conseguenza globale?). Una recessione e' a mio avviso auspicabile per "pulire" gli eccessi di credito e di tenore di vita che si vive qui in USA. Quando? Secondo me massimo nei prossimi dodici mesi. Tutti continuano a dire che il mercato azionario e immobiliare sta solo prendendo una pausa e che bisogna sfruttare questa correzione. Puo' darsi..ma personalmente penso esattamente l'opposto. Quando il mercato inizio' la sua discesa nel 2000, vi furono violenti rally e risalite e poi discese altrettanto violente ancora verso nuovi minimi. Sto sentendo tutti i giorni stock brokers ed analisti su CNBC dire le stesse cose di 7 anni fa...e cioe' che queste, sono grandi opportunita' per comprare a prezzi piu' bassi, azioni che sono "sanissime" e senza particolari problemi!
Non credo che il mercato perda 500 punti in un giorno senza che vi siano dietro dei veri e gravi motivi fondamentali. Secondo me e' un segnale che il bear market e' tornato ed e' pronto a ripartire. Garanzie che questo si avveri? Nessuna. Lascio a voi il giudizio se questi livelli di valutazione e di questi prezzi di mercato hanno molto piu' spazio per salire o piu' per scendere (considerando tutti fattori negativi elencati nelle mie analisi). Il crollo del Dow e' iniziato in Cina e tutte le borse mondiali hanno corretto al ribasso. Questo dimostra che le borse azionarie sono correlate assieme e che se uno vuole diversificare veramente il propio portfolio dovrebbe ricercare strumenti, servizi e prodotti che veramente non siano influenzati dall'andamento del mercato azionario. Il mercato e' vicino a massimi storici e se sommiamo anche un' inflazione che e' secondo me, ancora senza controllo da parte della FED, un settore dell' immobiliare e dei mutui che si sta finalmente rompendo, profitti societari che iniziano o inizieranno a diminuire, dopo 18 consecutivi quarters di ritorni a due cifre, la possibilita' entro la fine del 2007 di una recessione (opinione di Greenspan non solo mia) ci rendiamo conto che il futuro non e' molto roseo. Tutti si aspettano e parlano di una economia perfetta "Goldilocks": una crescita economica con bassa inflazione, bassi tassi d'interesse e profitti societari sempre alti. Vi sono pero' segni di tempesta all'orizzonte: segnali di una potenziale recessione ci sono gia' (vedi la inverted yeld curve e un mercato immobiliare in crisi) ma nonostante questo, Wall Street fa finta di niente e rassicura tutti che il mercato azionario, e' il posto piu' sicuro dove mettere i vostri risparmi.

Il periodo piu' pericoloso e delicato e' propio questo. Infatti da un punto di vista storico, dal momento in cui si inizia a parlare di recessione, al momento in cui si entra veramente in recessione, il mercato ha sempre perso parecchio (di media - 43%!). Ci sono garanzie che questa correzione avvera' di sicuro? Logicamente no, ma conviene sempre pensare a qualsiasi evenienza. Le azioni finanziarie non stanno andando molto bene e questo generalmente e' un'altra indicazione di cattive notizie per il mercato. Se il petrolio continua a salire e l'inflazione non accena a calmarsi, penso che la crescita economica sara' molto limitata nei prossimi mesi (o anni). Come ben sapete i calcoli del governo USA sul livello di inflazione, sono ampiamente manipolati e sicuramente non rispecchiano la realta'. Il prezzo di aumento delle materie prime quali frumento, soia, carni hanno aumentato di parecchio i costi alimentari e la famiglia media Americana ne risente e ne risentira' sempre di piu' in un prossimo futuro. Quello che mi spaventa di piu' sono potenziali crolli tipo quello che abbiamo visto in Cina a fine Febbraio. Il mancato consumo di prodotti costruiti nei paesi emergenti e' un problema vero. I costi del petrolio e le bancarotte di molte famiglie americane attratte come dei polli nella trappola della casa facile e per tutti, non puo' che ridurre il cash che prima era disponibile per l'acquisto di tutti quei prodotti (non necessari alla vita di tutti i giorni) prodotti in Cina, India, Corea etc.
Ma per vivere bene abbiamo veramente bisogno dell'ultimo I-Pod, dell'ultima TV al Plasma, del cellulare di ultima generazione etc.?
Io non credo. Personalmente sto avendo una crisi di rigetto su tutto quello che e' high tech. E' stato creato un vortice infernale, dove ogni tre mesi nuovi prodotti sostituiscono quelli passati e non ci si ferma piu! Ancora non ho imparato ad usare la mia video camera digitale che gia' la vedo scontata del 50% e considerata di tecnologia antiquata!! Basta! Fermate il mondo, voglio scendere qua.
Da un punto di vista statistico vale la pena sottolineare che solo 4 bull markets negli ultimi 75 anni hanno superato la lunghezza del corrente bull e l'S&P500 sta vivendo il secondo periodo piu' lungo senza una correzione di almeno un 10%. La curva dei tassi invertita e' un'altro segnale di allarme sempre presente. In pratica, delle sette volte che dal 1965 dal 2005 i tassi del 10 anni notes sono scesi sotto quelli dei Treasury Bills a 3 mesi, per ben sei volte l'economia USA e' entrata in recessione.
Ricordiamoci poi che 3 posti di lavoro su 4 creati, negli ultimi 5 anni sono stati nella industria immobiliare. Adesso che il ciclo sembra finito e il bull market delle case si sta trasformando in un bear market, moltissimi di questi posti di lavoro sono e stanno per essere persi. Negli ultimi 40 anni, ogni recessione e' stata preceduta da investimenti negativi nel settore immobiliare residenziale e il calo dei prezzi delle case che si e' fatto registrare nel 2006 e' molto allarmante e simile a quanto avvenuto prima della Grande Depressione.
Ma sicuramente, la cosa che piu' mi allarma e' la similitudine tra la bolla speculativa del Nasdaq nel 2000 e quanto sta avvenendo adesso con Wall Street e l'industria dei mutui, finanziamenti, prestiti etc.
Forse non lo sapete ma Wall Street controlla il 60% dei prodotti finanziari e dei sottoprodotti ipotecari che hanno creato questa bolla speculativa nel campo immobiliare.
OK, durante la bolla internet vi ricordate che Wall Street tramite i propi analisti, non consigliava mai di vendere ma anzi suggeriva sempre di comprare le azioni high tech anche quando il mercato era in discesa? Il perche' era facile da capire; molte di queste societa' d'investimento avevano come clienti le stesse societa' internet e quindi per mantenere buoni relazioni d'affari e grandi guadagni per tutti (vedi IPO etc.) non rilasciavano mai un commento o un'analisi negativa su queste azioni. Poi quando la bolla scoppio' anche Wall Street fu forzata ad ammettere che quelle societa' erano dei cattivi investimenti...Adesso sette anni dopo, secondo me la stessa cosa sta avvenendo. Se consideriamo che il 60% dei 6.5 trilioni di dollari dei mutui e prestiti sono di propieta' diretta o indirettamente controllati da Wall Street, e' facile capire che nessuno andra' mai a CNBC o Bloomberg a dire che le azioni delle finanziarie sono pericolose (vedi New Century...) oppure che il settore immobiliare e' in crisi. Pensate che gli analisti e i rating services, andranno a dire la verita' sulla situazione del settore finanziamenti case? Sicuramente no! Diranno sempre che tutto e' OK oppure che e' una crisi passeggera, perche' se dicessero come stanno veramente le cose rischierebbero di creare un market crash!
In conclusione, si prospettano secondo me, mesi di grande volatilita' e incertezza. Non so se questo bull market potra' continuare ancora per molto ma sicuramente nessuno puo' manipolare meglio i mercati di Wall Street... quindi anche se tutte le logiche e le analisi fondamentali ci portano a concludere che un bear market e' dietro l'angolo, solo il tempo ci svelera' il destino di questi mercati.

Distinti saluti e buon trading!
Luca Facchini


San Diego, 18 Ottobre 2006

Cari lettori,

Molti si stanno chiedendo se il boom delle commodities stia gia' finendo e sopratutto si chiedono cosa sta succedendo e succedera’ sul mercato azionario visto quest' ultimo impressionante rally.
Partiamo dalle materie prime. La correzione registrata sui metalli e sui prodotti energetici sono a mio avviso solo il risultato logico di mercati che erano diventati ipercomprati e questo pullback che stiamo registrando su oro, argento e petrolio rappresentano una classica opportunita' per comprare nuovamente queste materie prime.
Nel lungo periodo i fondamentali sono forti per le materie prime e deboli per l'azionario. Mentre non vedo un calo forte della domanda di commodities in generale da parte dell'Asia (con una popolazione di 10 volte quella degli USA: 3.2 miliardi di persone) le basi fondamentali per il mercato azionario lasciano molti dubbi sulla loro solidita'. Logico, non ho la sfera magica e questo nuovo record del Dow mi ha onestamente sorpreso ma credo che il livello 12,000 sia veramente un record difficilmente battibile (1380 su S&P500) e comunque questa possibilita' di un forte rally. fino a questo livello. lo avevo anticipato nel mio articolo di Luglio 2005.
Il mercato immobiliare si sta finalmente deteriorando, l'inflazione sta aumentando, i debiti pubblici e privati degli USA sono a livelli massimi storici, gli ernings delle societa' quotate stanno diminuendo e il dollaro perde valore con conseguenze negative per Wall Street. Gli elementi per una recessione sono tutti di fronte a noi: mercato immobiliare in calo, prezzo del petrolio sempre vicino ai massimi storici, dividendi in calo, tassi d'interesse piu' alti, prezzi della maggior parte delle materie prime sui livelli massimi degli ultimi 20 anni , tensioni geo-politiche ovunque e per finire vi e' una inverted yeld curve che ha sempre preceduto una recessione.
Il mercato e' irrazionale e a volte di difficile interpretazione. Aumento delle materie prime e tassi d'interesse e l'ombra di una alta inflazione spesso lo spaventa e lo fa crollare ma altre volte a Wall Street, decidono di ingnorare la logiche delle cose e inaspettatamente il mercato sale....(e per quelli che hanno dubbi se il mercato e' manipolato, consiglio di analizzare bene il rally fatto da tutti gli indici da tre mesi a questa parte..). Storicamente parlando, un'aumento del prezzo dell'oro e dell'argento hanno preceduto quasi sempre l'arrivo dell'inflazione. Io sono sempre della idea che prima o poi i nodi vengono al pettine, e i problemi fondamentali la faranno da padrone nel lungo termine. Questo aumento record dei prezzi degli energetici, associato all'aumento dell'oro, argento e al deterioramento del mercato immobiliare non puo' che significare un' aumento dei tassi che in parte c'e' gia' stato ed inoltre l' inflazione e' a livelli ben piu' alti di quelli che Wall Street e l'amministrazione Bush vogliono farci credere.
La famosa frase:" Ma questa volta e' un cosa diversa." l'ho sentita troppe volte e anche questa volta mi sa che costera' caro a chi ne e' convinto che, questo e' l'inzio di un nuovo bull market; purtroppo l'esperienza delle dot.com non e' servita a molto e il mercato immobiliare ne e' la prova.... Logicamente parlo della realta' USA, ma so che vi sono paralleli simili in altre parti del mondo (UK e Australia per esempio). Continuo ad essere della idea che siamo in una situazione simile al picco del 2000, anche se per motivi diversi, e una seria correzione e' a mio avviso dietro l'angolo. Ricordatevi che le trappole sono la specialita' di Wall Street! Personalmente ritengo che questi nuovi massimi siano dovuti a semplici manovre politiche pre-elezioni. Trovo molto strano che a un mese prima delle elezioni di mezzo termine, il petrolio e vari prodotti energetici improvvisamente fanno nuovi minimi mentre la borsa fa registrare nuovi massimi e faccio fatica a credere che queste sono solo coincidenze (leggi mercati manipolati dai grossi interessi dell'amministrazione repubblicana: petrolio, armi e finanza).
A proposito vi e' un'altra fase famosa da tenere sempre in mente:"The market can stay irrational longer than you can stay solvent." by Keynes . In pratica attenzione a fissarsi con una idea o una analisi di mercato perche' anche se avete ragione e il mercato non dovrebbe avere un certo tipo di comportamento, alla fine il mercato ha sempre ragione e ha una forza illimitata mentre il vostro conto ha invece ha un potere limitato. Per vedere un'esempio di questo tipo di rischio e comportamento anche tra i professionisti basta ricordare il crack di LTCM e ultimamente dell'hedge fund Amaranth Advisors ($9.50 billions sotto amministrazione) che ha deciso di prendere posizione opposta alla discesa del Natural Gas perdendo oltre il 60% in tre settimane. Questi fondi erano gestiti da alcune tra le migliori menti del mondo (scienziati, premi nobel, professori e traders famosi...).
C'e' una regola di massima che dice che se il "chip sector" va bene allora il mercato e' pronto a partire per un sano rally ma se i "chips" sono deboli, allora gli investitori dovrebbero essere molto cauti a speculare ed investire in borsa. Qualcosa di strano sta accadendo in questi mesi. Mentre il Dow e l'S&P500 stanno facendo registrare record su record il Philly Semiconductor Index , appare molto affaticato...quindi occhi aperti perche' le cose potrebbero non essere cosi positive come CNBC e il Wall Street Jourmal vi vogliono far credere, e una correzione molto forte, potrebbe accadere gia' nelle prossime settimane (probabilmente dopo le elezioni di inizio Novembre). Settembre/Ottobre statisticamente e' il periodo debole e pericoloso per Wall Street e mi viene da pensare che abbiano deciso semplicemente di "spostarlo" avanti un mese o due, per permettere a Bush & company di apparire "vincenti" durante il periodo elettorale. Se questo e' la verita', la sapremo solo nelle prossime settimane.
A mio avviso siamo veramente, vicini al top per i vari mercati. Vi sono degli interessanti paralleli tra il comportamento del mercato in questo periodo e quello del bear market degli anni settanta. Allora come adesso, il mercato fece registrare nuovi massimi assoluti, per poi correggere al ribasso di un 40% per poi ritornare vicino ai massimi e scendere ancora di un 35%. Se la gente iniziera' ad aprire gli occhi e a capire che l'economia e gli USA, per tutti i motivi sopra elencati non possono avere un periodo facile in un prossimo vicino futuro, allora forse vedremo una correzione simile a quella fatta regitrare negli anni settanta, con il Dow che corregge di circa un 35% dagli attuali livelli. Sfera magica? Non ce l'ho e non credo nella capacita' di predirre il futuro, ma quello che cerco semplicemente di fare e' pensare indipendentemente e capire se ci sono dei paralleli storici simili al comportamento attuale dei vari mercati finanziari.
Da un punto di vista tecnico, va fatta rilevare la divergenza tra l'S&P500 e il Dow che continuano a far registrare records, e il Dow Jones Trasportation Average; questo evento rappresenta secondo la teoria Dow un segnale sell. Questa divergenza dura oramai da 5 mesi, ed e' a livello di timing simile al sell (segnale di vendita o correzione al ribasso) signal del top del 2000 e del buy del 2003. Ritengo che il mercato azionario sia poco raccomandabile come investimento di lungo termine per tutte le ragioni tecniche e fondamentali elencate in questa analisi e in quelle precedenti. Logicamente nel medio-breve periodo il mercato puo' decidere di comportarsi in maniera completamente irrazionale ma dubito fortemente che nel lungo periodo possa continuare a fare registrare nuovi records, senza prima aver preso una seria pausa di riflessione. Mi prendo comunque tutte le mie responsabilita' e non voglio trovare scuse. Essere stato completamente negativo e bear in questo ultimo periodo sicuramente non mi ha aiutato molto a livello di immagine.... Ho ricevuto diverse emails che mi facevano notare come avessi sbagliato a essere bear nelle mie analisi di questi ultimi due anni. In parte e' vero e accetto le critiche. Ma il mio obbiettivo e le mie analisi sono di lungo periodo. Vorrei ricordare che solo adesso il mercato ha superato i massimi del 2000. In pratica sono sei anni che il Dow non produce risultati concreti e gli altri indici sono ancora sotto i massimi. Rimango convinto che siamo in un serio bear market. Non vi sono ancora elementi sufficienti per convincermi del contrario. Diversi hedge funds sono stati presi di sorpresa da questo rally e c'e' stato anche molto short covering che ha aiutato ad alimentare questo rally. Da notizie che ho avuto questo rally comunque e' solo di origine istituzionale. In pratica il pubblico e i piccoli investitori non sono responsabili di questo rialzo e qui ognuno puo' trarre le conclusioni che vuole...
Se volete commentare le mie analisi o se siete interessati a sapere dove consiglio di fare investimenti o speculazioni di breve termine vi prego di mandarmi una email con le vostre esigenze e le caratteristiche del vostro portfolio.

Grazie e a presto.

Luca Facchini-CTA



San Diego, 31 Gennaio 2006.

Partiamo in questa analisi, esaminando le prestazioni di Wall Street nel 2005. Il Dow Jones ha concluso a -0.34%, l' S&P500 ha chiuso a +3.50% e il Nasdaq a +4.8%. Questi risultati sono perfettamente il linea con quanto avevo previsto esattamente un anno fa, nelle mie ultime analisi di Febbraio e Luglio 2005. Infatti molti avrebbero potuto ottenere piu' o meno gli stessi risultati, piazzando il capitale in investimenti molto piu' sicuri (vedi money market accounts, buoni del tesoro e savings accounts) oppure ottenere di piu' con alcuni investimenti alternativi che ho suggerito ad amici e clienti.
Vi sono state diverse borse mondiali che hanno fatto buoni risultati nel 2005 (vedi diverse borse dell' America Latina, Brasile, Giappone, Corea del Sud, etc.) ma non so quanti siano in stati in grado di approfittare di questi mercati internazionali anche se mi auguro il contrario.

Nel 2005 anche diverse commodities quali petrolio, oro hanno ottenuto buoni risultati. In generale infatti molte commodities sono aumentate di prezzo (vedi rame e prodotti petroliferi e in questi giorni lo zucchero a livello record) e questo a mio avviso significa che siamo in un bear market caratterizzato da inflazione, nonostante i vari governi con le loro "manipolate" analisi statistiche ci vogliono fare credere il contrario... Uno dei migliori indicatori per misurare l'inflazione, come vi avevo gia' detto in precedenza, e' dato dall'indice CRB il quale e' in costante aumento (soprattutto negli ultimi sei mesi). Inoltre l'oro e molti altri metalli preziosi sono in aumento indicando inflazione e incertezza sul futuro del mercato azionario e del clima geopolitico globale. Ricordatevi infatti che l'oro, rimane sempre il principale bene di rifugio in momenti di crisi sia economica che politica. Visti i risultati di GE e Citigroup di questi giorni e il comportamento del comparto finanziario di Wall Street in generale, e' possibile trarne indicazioni che fanno pensare ulteriormente alla presenza e allo sviluppo di un mercato bear caratterizzato da forza inflazionista.
Capitolo dollaro. Negli ultimi dodici mesi ha mostrato segni di ripresa in quanto, l'aumento dei tassi da parte della Fed, ha attratto molto capitale straniero. Purtroppo il debito del governo USA e' sempre piu' senza controllo. L'amministrazione Bush continua a dire che i debiti pubblici non sono piu' importanti come una volta ma molti economisti e molta persone di buon senso la pensano esattamente al contrario. Anche solo da un punto di vista logico, diventa impossibile capire la razionalita' di questa teoria e su quali basi un debito di tali dimensioni (si parla di 65 trilioni di miliardi) possa essere salutare agli USA... In poche parole, la crescita degli USA e' attorno al 3-4% annuo mentre il debito cresce del 7-8% e cio' puo avere solo due conseguenze sul dollaro: un crollo verticale oppure lo si tiene gonfiato artificialmente per continuare ad attrarre capitale. Il Dollar Index e' piu' alto di un anno fa e cio' significa che il dollaro ha guadagnato nei confronti di tutte le maggiori valute (Euro, Yen, etc.) e ripeto l'unico motivo dietro questa rivalutazione del dollaro e' data dall'aumento dei tassi d'interesse qui negli USA e non da una sana ripresa economica. I soldi (i grandi capitali istituzionali) sono attratti da valute con alti tassi d'interesse. La FED pero' si trova qui pero' ad un bivio. Aumento dei tassi vuol dire sostenere un dollaro forte ma aumento di tassi vuol anche dire correre il rischio di fare esplodere la bolla speculativa sull' immobiliare (che ricordo e' stata l'unica cosa a tenere a galla l'economia interna degli USA in questi ultimi anni) e inoltre corre il rischio di danneggiare Wall Street....Oro in salita da Maggio (+15%) e dollaro in salita da quasi un'anno, sono due elementi che fanno pensare solo ad inflazione e alla conferma del bear market che e' iniziato nel 2000 dopo il crollo della bolla Nasdaq. Il debito pubblico continua a salire e cosi' pure quello del settore privato e questi fattori negativi stanno crescendo piu' velocemente rispetto all'economia e agli stipendi medi. Qualcosa deve succedere per portare in equilibrio questa situazione sempre piu' insostenibile ma il problema e' che non sappiamo esattamente quando quel qualche cosa avverra'....Vi prego pero' di non scoraggiarvi troppo, in quanto esistono sempre modi per guadagnare anche se dovesse partire una serie correzione a Wall Street o una recessione globale. La mia figura professionale di broker e CTA potra' infatti essere di molto aiuto a coloro i quali, avranno la forza di mettere da parte paure, dubbi e altre emozioni negative e avranno la forza di aprire la mente verso investimenti alternativi spesso sconosciuti in Italia ma che sono a parita' di rischio, in questo momento, quanto di meglio esiste sul mercato finanziario.
Per capire l'andamento del mercato e' importante capire la sua storia passata. Il mercato si muove tra primari cicli bull e primari cicli bear. A mio avviso ci troviamo in un primario bear market, appunto iniziato nel 2000 dopo che il piu' grande ciclo bull dell storia aveva finito il suo corso. Dal 1982 al 2000, chi ha investito nel campo azionario ha fatto sicuramente molto bene. Quello che vogliono convincervi a credere in banca o alla TV, e' che questo bull market non e' mai finito o se e' finito, e' gia' ricominciato. Purtroppo il gioco non funziona cosi...dopo un sostenuto bull market arriva, inevitabile, il mercato bear. Chi mi segue sa che dico questo da diversi anni. Dopo che il mercato ti abitua a continui guadagni, anno dopo anno, sembra impossibile che improvvisamente smetta di produrre risultati positivi. Il mercato bear pero' ha come caratteristiche il fatto di far guadagnare pochissimo o niente per lunghi periodo di tempo (storicamente fino a vent'anni). I mercati bear sono pero' anche molto ingannevoli, perche' all'interno del ciclo, ci possono essere anni con guadagni incredibili anche del 40% seguiti pero' da anni con perdite del 50% o piu'. Nel passato, si e' notato come ci sia una correlazione tra la lunghezza del ciclo bull e la durata del ciclo bear e per esempio tornando indietro nel tempo, abbiamo avuto i picchi principali del mercato bull nel 1901, 1929 e 1966 e nei susseguenti bear markets, i ritorni annui medi si sono aggirati da +2% a -0.50% per periodi medi di ciclo di una ventina di anni.
E' facile capire perche' la stampa e gli esperti del settore azionario, sono convinti che questa volta sara' un ciclo e una storia diversa. Vi sono interessi enormi a far si che la macchina di Wall Street (a mio avviso il piu' grande casino' del mondo) continui ad attirare nuovi polli da spennare...Non fatevi ingannare dalle facili sirene..siamo in mezzo ad un bear market con tutti i pericoli che ne conseguono. I grandi rally (tipo quello di questi mesi o dal bottom del 2002) serviranno a convincere i nuovi arrivati che il bull market e' ripreso e il bear e' finalmente morto.... ma attenzione che quelle sono trappole essenziali per Wall Street! La loro filosofia e' semplice: sell high (a voi) e buy low (loro)!! Non penso che i giochi siano cambiati di molto negli ultimi cento anni. Esempio: durante i ventisette mesi a partire da Aprile 1930 ci furono sette importanti rally che di media fecero registrare guadagni del 24%.
Nonostante questi rally intermedi, ci vollero ben 25 anni per il mercato per raggiungere e superare il massimo fatto registrare dal precedente bull market. Altro esempio e' dato dal rally che occorse durante il bear market degli anni settanta. Dopo il declino del periodo 73-74, l' S&P500 incremento' il propio valore del 47% da Settembre 1974 a Dicembre 1976. Tutti erano convinti dell'arrivo del nuovo bull market ma era una trappola. Nei seguenti sei anni il mercato crollo' di un 40% facendo registrare il minimo a Luglio 1982, quando poi inizio' finalmente il nuovo vero bull market. Il rally che abbiamo avuto di circa il 50% da Ottobre 2002 a Novembre 2005 non e' altro che il classico rally/trappola del mercato bear, il quale ha tutta intenzione a mio avviso di riprendere il propio ciclo nel 2006!
Caratteristiche generali del mercato bear: va su, va giu', va laterale ma in pratica per lunghi periodi di tempo non va da nessuna parte. Non e' forse questo l'andamento che ha fatto registrare Wall Street dopo il picco di inizio 2000? Sei anni fa il Dow era a 10,717 esattamente dove ha finito il 2005! Il Dow ha fatto registrare un ritorno annuo medio di -0.35% perfettamente in linea con i precedenti cicli storici! Quando dicevo queste cose qua 5 anni fa, durante un paio di seminari e attraverso alcuni articoli, diversi clienti e lettori (probabilmente arrabbiati per i soldi persi con il Nasdaq) mi derisero e mi assicurarono che il bear market era destinato a durare pochi mesi e che presto avremmo avuto nuovi massimi su tutti gli indici. Quindi colgo l'occasione per lanciare una nuova "sfida" e fare una nuova predizione per il mercato azionario. Credo fermamente che tra altri 5/6 anni il mercato (inteso come Dow Jones ed S&P500) sara' attorno ai livelli attuali anche se prima pero' avra' fatto un puntatina ai minimi fatti registrare nel 2002.
Non sono un amante dell'analisi fondamentale ma e' indubbio che i P/E di quasi tutte le azioni sono ancora troppo alti per pensare ad un'avanzamento solido del mercato. A questi livelli di P/E e' meglio parcheggiare i soldi in money market funds o trovare altre soluzioni alternative d'investimento, perche' storicamente per almeno 10 anni da questi livelli di valutazione, il mercato non e' capace di produrre niente di buono. Il fatto che i prezzi di alcuni azioni sono piu' bassi rispetto ai loro massimi, non e' un motivo buono per comprarle! Storicamente il P/E per le azioni dell'S&P500 sono attorno ad un 15 ma attualmente siamo ancora a livelli troppo alti:25! Ripeto: diversi esperti concordano sul fatto che da questi livelli di P/E l'S&P500 non potra' fare registrare che ritorni medi attorno allo 0.50% per almeno una decina di anni.
Vi sono diverse spade di Damocle che penzolano su Wall Street: il prezzo dei prodotti petroliferi molto alti, i tassi d'interesse in costante aumento, inflazione, debiti a livelli record dell'Americano medio, il mercato immobiliare che si sta finalmente raffreddando e i profitti delle societa' pubbliche che iniziano a mostrare segni negativi. Secondo me il mercato si comportera' come ha fatto negli ultimi due anni, fino a quando tutti i fattori sopra elencati entreranno seriamente in gioco e a quel punto una seria rottura al ribasso sara' inevitabile.
Tra tutti i fattori negativi che pesano sul mercato sicuramente il piu' importante e' quello del settore immobiliare. Un crollo o una seria correzione dei prezzi delle case, avra' un diretto impatto negativo sulla confidenza dei consumatori e sulla loro capacita' di spendere. L'economia americana (e globale) in questi anni di falso benessere, e' rimasta in piedi solo grazie al consumatore Americano il quale attraverso continui apprezzamenti del valore della propia casa e' riuscito ad utilizzare la propia abitazione come una specie di bancomat. Quando pero' il mercato immobiliare smettera' di salire e di conseguenza l'Americano medio smettera' di spendere soldi che non ha, allora a quel punto, il principale supporto dell'economia svanira' e la conseguenza non puo' che essere un crollo del mercato azionario e l'inizio di una recessione.
- Il continuo aumento del petrolio ha effetti negativi facilmente palpabili. Esempio: se prima per fare il pieno all'automobile mi servivano $20 e adesso mi costa $60 quella differenza di $40 non posso spenderla per comprare magari un maglietta che mi piace o per andare fuori a cena. Di conseguenza sono soldi che se ne vanno fuori dalla crescita economica degli USA (ma aumentano la crescita degli assurdi guadagni delle compagnie petrolifere e di tutte le societa' che ci girano attorno...guarda un po' i principali sostenitori della campagna politica del partito repubblicano e di Bush..strana coincidenza non trovate?). Volete un dato di fatto? Piu' di 3 miliardi di Asiatici consumano meno petrolio degli USA (290 milioni di Americani). Sfortunatamente non vi sono stati nuove scoperte di giacimenti petroliferi da parecchi anni e assommando a questo le tensioni (a mio avviso probabilmente volute dall'amministrazione Bush per chiari motivi economici e strategici) nel Medio Oriente, cio' fa si che questi alti prezzi, saranno destinati a rimanere qui per molto tempo. Anzi se dovesse esserci una guerra con l'Iran (quasi inevitabile secondo me) non mi stupirei di vedere raddoppiare o triplicare gli attuali prezzi del petrolio.
- Il discorso inflazione e' anch'esso molto chiaro. Nonostante i governi sono sempre pronti a dire che l'inflazione e' sotto controllo, penso sia chiaro a tutti che il costo della vita e' in continuo aumento, qui come in Europa. Tutte le commodities piu' importanti (materie prime) sono in aumento costante da diversi anni a questa parte: rame, argento, petrolio, gas metano, zucchero, etc. Quindi con queste importanti materie prime ai livelli massimi degli due o tre decenni non vi sono scuse l'inflazione e' qui e secondo me aumentera' ancora nel lungo periodo. Vi possono essere argomentazioni anche per una eventuale recessione deflazionistica ma per adesso le forze inflazionistiche sono a mio parere superiori.
- Il mercato immobiliare sta mostrando segni di cedimento. Nonostante quello che dicono i dati ufficiali provate ad aprire qualsiasi quotidiano e noterete un numero spropositato di offerte immobiliari. Inoltre i prezzi sono ancora completamente sproporzionati rispetto allo stipendio medio e quindi non possiamo che dedurre che i prezzi si devono almeno fermare se non correggere seriamente al ribasso. Nota bene che non possiamo generalizzare questa previsione per tutte le realta' mondiali. In UK magari siamo gia' avanti di sei mesi rispetto agli USA e l'Australia magari arrivera' tra due anni ma una cosa e' sicura, questi prezzi e soprattutto gli apprezzamenti annui a due cifre non sono piu' sostenibili. Nei prossimi anni potremmo avere un'effetto a catena tipo quello che e' avvenuto in Giappone agli inizi anni novanta. Il motivo per cui la gente qui compra case (e penso anche in Europa a questo punto) non e' tanto per andarci ad abitare diciamo per i prossimi dieci o vent'anni, ma compra case e terreni per speculare; questa del campo immobiliare e' diventata la nuova internet-mania. Cioe' un modo facile per fare soldi. Tutti sono convinti che i prezzi delle case (come nel 1999 i prezzi delle dot.com) non possono che salire e non possono scendere... mai. Questa e' la convinzione di tutti coloro con cui parlo. Compro adesso perche' tra due anni rivendo ad un prezzo piu' alto. Ma se vi fermate solo un minuto vi rendete conto che non ha senso. Nel Giappone alla fine degli anni ottanta e inizi novanta vi fu una bolla speculativa immobiliare che ha una forte somiglianza con quella sviluppatasi in USA. La caratteristica di una bolla (sia essa immobiliare o mobiliare) e' sempre la stessa: i prezzi non possono diminuire anzi possono solo aumentare; se provi a convincere qualcuno del contrario, la frase che si sente piu' spesso e' sempre quella...questa volta e' differente rispetto al passato. Puo' darsi che abbiano ragione loro (tutto e' possibile) ma sono convinto che tra qualche anno guarderemo indietro a questo periodo come una delle piu' grandi bolle speculative immobiliari di tutti i tempi. Purtroppo le conseguenze non saranno solo a livello locale ma anche a livello globale. Ricordate che se gli Americani smettono di comprare....la Cina, l'Europa e il Giappone a chi vendono i loro prodotti?
Il problema e' nato da quando Mr. Greenspan e gli altri geni alla Casa Bianca hanno deciso di abbassare i tassi a livello praticamente zero per aiutare gli USA ad uscire dalla recessione e della crisi psico-economica derivata dall'attacco dell'11 di Settembre. C'e' stata una inondazione di facile credito (e ancora esiste) che ha fatto qualificare per l'acquisto di case gente che non dovrebbe avere neanche un conto corrente postale. Qui e immagino anche in Italia oramai, e' tutto "compri adesso e paghi quando vuoi (inteso tra diversi anni)" con carte di credito offerte a tutti senza particolari pre-requisiti a livello di collaterali. Un meccanismo infernale che funziona bene fino a quando l'economia tira....e i tassi sono bassi. Ma questa non e' una speculazione fatta con azioni Nasdaq. Qui la cosa e' molto piu' seria. Quando scoppio' la bolla Nasdaq, molte persone furono coinvolte ma erano esposte con cifre marginali e comunque come percentuale della popolazione erano una minoranza. Qui il discorso e' diverso. Questa bolla, quando e se esplode, rischia di coinvolgere il 60% della popolazione USA e ancora di piu' rischia di mettere a rischio il sistema bancario e finanziario americano. Tutti questi nuovi tipi di mutuo sulla casa, hanno si fatto acquistare case a quasi tutti ma allo stesso momento chi e' esposto sono le istituzioni finanziarie che hanno finanziato almeno il 95% del valore dell'immobile. Troppe persone qui si sono fatte abbindolare e hanno comprato propieta' che a conti fatti, non potrebbero permettersi, sempre pero' nella speranza di continui apprezzamenti futuri. Quando in Giappone inizio' la recessione e i prezzi delle case iniziarono a scendere molti Giapponesi, non potendo permettersi piu' i pagamenti mensili, decisero di vendere tutti assieme creando un'aumento enorme dell'offerta. Dal 1991 (punto massimo di valutazione e top della bolla) all'anno scorso, il prezzo medio delle case ha perso il 64%! Questo continuo calo del settore immobiliare ha avuto come ben sappiamo un'effetto disastroso sull'economia Giapponese e sul suo settore azionario (ne consegui' una lunga recessione da qui solo adesso il Giappone sembra uscirne con un calo del 50% del valore del Nikkei). Come ultima nota...il prezzo della terra in Giappone oggi vale circa la meta' del prezzo fatto registrare al top nel 1991!
Personalmente credo che il 2006 rappresentera' il top della bolla immobiliare USA e che le conseguenze saranno gravi. Vi prego non ditemi che non vi avevo avvertito! L'eccessivo leveraggio e le valutazioni al di fuori di ogni logica nel campo immobiliare, sono destinate a rientrare in parametri normali e di conseguenza cio' attacchera' la confidenza del consumatore (che spendera' meno in cose che comunque non gli servono e che forse iniziera' a risparmiare invece di spendere piu' di quanto guadagna!) con conseguente entrata in recessione dell'economia USA e logica seria correzione di Wall Street. Logica domanda: quando? Senza sfera magica diventa impossibile darvi le date esatte ma direi che i prossimi diciotto mesi sono critici. Se devo essere ancora piu' preciso direi che verso la fine di quest'anno (estate/autunno) potrebbe essere l'inizio della resa dei conti....
- Uno degli avvenimenti piu' importanti a cui stiamo assistendo in queste settimane e' la cosiddetta "Inverted Yeld Curve". In parole povere, i tassi d'interesse dei buoni del tesoro decennali (10- year U.S. Treasury Notes) sono piu' bassi rispetto ai buoni del tesoro biennali (2-year U.S.Treasury Note)! Una inversione della curva di questo tipo avviene quindi quando i tassi d'interesse di lungo periodo sono piu' bassi di quelli di breve periodo. Questo fenomeno e' un forte indicatore che storicamente ha preceduto periodi di recessione. Studi della Federal Reserve e altre fonti indipendenti hanno dimostrato che una inversione della curva di questo tipo ha preceduto sei recessioni dell'economia USA dal 1970 ad oggi!
Il mercato ha chiuso la settimana di fine Gennaio in maniera forte e il Dow Jones si riavvicina al livello 11,000 un livello non visto dal 2001. Molti analisti sono logicamente convinti che questo sia l'inizio del nuovo bull market iniziato nel 2002. Io come al solito prendo la posizione opposta. Questo livello e' a mio avviso insostenibile per lunghi periodi di tempo (come gia' dimostrato nel passato) e questo rally mi sa tanto di trappola per polli. Gli istituzionali sanno meglio di tutti che l'economia non ha sane fondamenta e stanno, a mio avviso, vendendo al pubblico su questo rally cosi come hanno fatto per tutto Novembre e Dicembre. In pratica stanno scaricando la patata bollente all'ignaro e incolpevole investitore. L'S&P500 e il Nasdaq sono ancora molto deboli se li confrontiamo con i loro massimi e il Dow a questi livelli, segnala una divergenza con gli altri indici, non sana da un punto di vista tecnico. Il Russell inoltre e' destinato a subire piu' di ogni altro le conseguenze di un'aumento dei tassi d'interesse e di una recessione in quanto, le piccole societa' hanno bisogno piu' di altre di continue linee di credito. Il mio consiglio e' di alleggerire o prendere profitti al piu' presto sui vostri investimenti in borsa. Qui siamo al top del bear market e non all'inizio di un nuovo bull market!
Logico che tutti gli istituzionali e l'indotto (brokers, banche, giornali, tv, governo, etc.) devono sempre dipingere la situazione come rosea e tranquilla. Ognuno deve fare il propio interesse e tirare l'acqua al propio mulino...ma il mio consiglio professionale e' di non credere a nessuna previsione bullish per il 2006! La forza che gli indici (soprattutto il Dow) stanno dimostrando e' causata solo dalle conseguenze della bolla speculativa immobiliare. Nei prossimi mesi quando i consumatori inizieranno a convincersi che esiste la concreta possibilita' di una vera recessione (verso fine 2006 o al piu' tardi nei primi sei mesi del 2007) le conseguenze saranno gravi per Wall Street. La psicologia del mercato che porta ad una recessione e' infatti piu' devastante della recessione stessa. Panico e psicologia negativa delle masse possono causeranno molta volatilita' nel 2006, soprattutto se dovesse esserci (speriamo di no) un nuovo attacco terroristico o un'azione militare verso Siria o Iran e purtroppo da un punto di vista storico, possiamo aspettarci un calo medio del 40% del mercato azionario in un clima di panico e di pre-recessione.
Perche' ritengo che le commodities e le gestioni professionali delle stesse siano la via del futuro? Semplice, il mercato azionario e' piu' basso adesso rispetto a 5 anni fa e a mio avviso siamo nel bel mezzo di un bear market. Al contrario le commodities dopo essere state per molti anni dormienti, sono in mezzo ad un importante bull market. Non tutte ovviamente ma a turno sono convinto che tutti le varie materie prime si sveglieranno, offrendo molte piu' potenzialita' a parita' di rischio in confronto del mercato azionario. Inoltre ricordatevi che con i prodotti derivati (futures e options) e' possibile speculare anche al ribasso e quindi avvantaggiarsi anche di periodi negativi delle materie prime.
Durante l'ultimo secolo abbiamo avuto solo 5 bull markets in commodities (in pratica uno ogni 20/30 anni). Generalmente un'aumento dell'inflazione e' stata la miccia che ha fatto esplodere questi mercati. Considerando che, non penso, che la vera inflazione sia ancora arrivata e che la domanda da parte della Cina e di India per quasi tutte le materie prime e' in continuo aumento, e' logico aspettarsi che le commodities sono l'investimento del futuro! Adesso come adesso il petrolio, l'oro, il rame e l'argento sono sulla bocca di tutti ma non dimentichiamoci che un grande numero di materie prime sono ancora vicine a minimi storici e rappresentano ottime opportunita' speculative. Il mio consiglio, per chi e' interessato a questo tipo d'investimenti e' di affidare il propio patrimonio in gestione ad un CTA (Commodity Trading Advisor) o comunque investire seguendo i consigli di chi e' esperto e lavora nel settore da tanti anni. Questi mercati possono essere letali se non si sa come gestirli correttamente ma possono dare grandi soddisfazioni, se affrontati nella maniera giusta. Quindi se avete domande o richieste, sono a vostra disposizione per discutere le vostre esigenze patrimoniali e vi prego di contattarmi via email a luca@usagalileo.com
Immaginate l'Asia come un grande tornado e le vittime risucchiate nel vortice, sono le commodities. La continua crescita delle economie asiatiche (Cina in particolare) hanno proiettato a nuovi massimi assoluti il rame e il petrolio e altre materie prime, hanno raggiunto prezzi non toccati da decenni: oro,argento,platino,zucchero,succo d'arancia e prezzo dei bovini. Io mi aspetto un continuo aumento di richiesta dall'Asia per anni a venire per due motivi: la continua crescita economica (anche nel caso di una recessione USA) e il conseguente aumento dello standard di vita di quelle popolazioni. Ricordate quanto detto prima: gli USA con circa 300 milioni di abitanti ma consumano piu' materie prime (vedi petrolio e derivati) rispetto all'Asia che ha una popolazione di oltre dieci volte tanto! I mercati, sia quello azionario che quello delle materie prime si muovono in cicli. Purtroppo questi cicli sono spesso dimenticati anche perche' sono a volte molto lunghi e ci si aspetta che continuino per sempre. L'ultima volta che abbiamo avuto un ciclo bull sulle commodities molte persone in Italia non speculavano ancora in borsa e tanto meno sulle materie prime (parlo degli inizi anni settanta). Oggi con l'avvento di internet (e con la libera circolazione dei capitali) e' pero' possibile speculare e partecipare in questi mercati considerati una volta intoccabili e/o non esistenti per il normale investitore.
Il bear market delle materie prime, inizio' agli inizi degli anni ottanta, quando i metalli preziosi (oro e argento) subirono un tracollo significativo, ed esattamente in quel periodo inizio' il bull market del mercato azionario. Il ciclo non ha cambiato direzione fino al crollo del Nasdaq (2000) quando le commodities, finalmente, toccarono il fondo e le azioni toccarono il top. Da allora, i principali indici azionari non hanno combinato nulla di buono mentre gli indici che seguono le materie prime, hanno fatto registrare nuovi massimi anno dopo anno (rileggetevi sulla mia home page l'articolo che scrissi a Dicembre 2003). Se guardiamo la cosa da un punto di vista storico, ci rendiamo conto che questi cicli sono solo agli inizi. Infatti un ciclo bull market o un bear market (sia in commodities che su azionario) ha di media la stessa durata e cioe' circa 20 anni. Se la storia si ripetera' ancora una volta e' facile concludere che siamo ancora alle prime fasi del ciclo bear su azionario e del ciclo bull sulle materie prime!
Riassumendo, verso la seconda parte del 2006 dovremo avere una correzione al ribasso (al massimo inizio 2007) sempre che non vi siano nuovi inaspettati eventi (influenza aviaria, Iran?) gia' quest'anno e a quel punto potremmo assistere a perdite considerevoli gia' nei prossimi mesi. Se non vi sono particolari eventi il mercato dovrebbe chiudere in maniera simile al 2005 con perdite o guadagni attorno ad un 5% ma ripeto, penso che inevitabilmente i nodi verranno al pettine entro il 2007 con inflazione, petrolio, mercato immobiliare come motivo principale per una recessione con conseguente correzione del mercato azionario.
La domanda da porsi e il succo del discorso e' semplice: conviene investire in un settore finanziario che potenzialmente potrebbe avere, nei prossimi due anni un ritorno negativo che va da -20% a -40% per sperare di poter portare a casa, nella piu' rosea delle aspettative, un ritorno del 5%? Io penso che il gioco non valga la candela (sicuramente con la maggior parte del vostro portfolio). Se credete nella mia previsione di mercato laterale con tendenza al ribasso per almeno un'altra decina di anni, la cosa importante da fare e' cercare investimenti alternativi e validi. Domanda: quali? Visto che siamo vicini (per lo meno qui in USA) al picco della bolla speculativa immobiliare, quel settore e' oramai troppo rischioso per essere considerato. Se una persona vuole sopravvivere e sperare di guadagnare qualcosa nel campo mobiliare nei prossimi anni, deve convincersi che siamo ancora in un bear market (e i fatti che ho esposto penso, lo dimostrano) e di conseguenza l'attento investitore, deve bilanciare il propio portfolio con investimenti alternativi. I mercati che sono a mio avviso piu' promettenti sono i mercati delle commodities (materie prime quali: oro, argento, zucchero, soia, etc.) e il mercato valutario speculando su diversi cross quali Euro/US$, US$/Yen, etc.
Alcuni di voi a questo punto,si staranno chiedendo le solite domande: come faccio a partecipare in questi mercati? E' possibile investire e speculare da soli? Esistono gestioni professionali su questi mercati in quanto non ho il tempo ne' la conoscenza tecnica e pratica per fare trading da solo? Se siete interessati a conoscere alcune di queste proposte (investimenti alternativi con bassa volatilita' e potenzialita' di ritorno a due cifre) o semplicemente commentare la mia analisi vi prego di contattarmi senza esitazione via email a luca@usagalileo.com
Distinti saluti e tanti auguri di un felice e prosperoso 2006!
Luca Facchini - CTA

 

E' QUESTO IL NUOVO BULL MARKET OPPURE L'ENNESIMA TRAPPOLA DI WALL STREET?

San Diego 11 Giugno 2003

Il mercato continua a salire, inarrestabile da tre mesi a questa parte.
Tutti si aspettano un recupero dell'economia, anzi un vero boom economico nella seconda parte dell'anno. Tutti, tranne me e i pochi altri. Resisto nella mia veste di BEAR e insisto nella mia visione, non certo rosea, dello stato di salute dell'economia USA.
La propoganda dei mass media e dell' amministrazione Bush, sta facendo credere a tutti che siamo in pieno recupero e che anzi questo e' l'inizio di un nuovo bull market! Non pretendo di avere la sfera magica e di sapere dove andra' il mercato, queste cose le lascio ai guru di CNBC ma ancora una volta sento puzza di bruciato .... Non ho pretese di sapere con certezza niente. Nulla e' certo nella vita sopratutto la direzione futura della borsa. L 'unica cosa che possiamo fare e' cercare di indovinare al meglio e sperare di aver azzeccato la risposta giusta. Sicuramente in questi anni penso di aver "indovinato" con accuratezza tutti i maggiori punti di svolta del mercato e vediamo se anche questa volta avro' ragione oppure no.

OK, bando alle ciance (frase mitica da attribuire credo al mitico Toto'..). Penso che siamo al top o vicinissimi al top di questo rally. Non penso che l'economia USA sia un disastro assoluto e allo sfascio ma allo stesso momento non penso sia cosi' robusta, da avere valutazioni e prezzi di questo calibro. Questa salita vertiginosa di tutti i maggiori indici e' a mio avviso completamente ingiustificata. Se come penso prima o poi la gente smettera' di giocare d'azzardo con la borsa, allora e solo allora, la realta' delle cose apparira' ancora una volta di fronte a tutti e un improvviso e violento movimento al ribasso sara' inevitabile.

Il mercato si sta comportando come se l'economia abbia digerito e recuperato completamente tutti i problemi degli ultimi anni e che le conseguenze economiche del boom del Nasdaq, dell'11 di Settembre, della Guerra in Iraq, degli scandali di Wall Street siano gia' acqua passata. Puo' darsi....ma permettetemi di avere grossi dubbi a riguardo. Penso che se il mercato dovra' viaggiare in qualche direzione nel prossimo futuro lo fara' verso Sud e non verso Nord...

Il mio consiglio e' di alleggerire il vostro portfolio azionario e non di appesantirlo...se vendete adesso forse tra qualche mese potreste essere considerate da amici e parenti dei veri geni della finanza. A volte e' meglio vendere presto che non vendere affatto e chi ha comprato le azioni del Nasdaq e del nuovo mercato, sono sicuro che sa di cosa parlo.....Praticamente, credo che questo rally non e' l'inizio del nuovo Bull market ma solo e semplicemente un rally all'interno di un bear market. La classica trappola per i polli che come sempre non mancano mai...

Abbiamo gia' avuto diversi potenti rally da tre anni a questa parte e ogni volta i bulls erano pronti ad annunciare l'inizio della ripresa..poi tutte le volte i rally sono svaniti e con loro ingenti capitali...

Mi piace sempre dare alcuni numeri su cui riflettere. Dopo l'11 di Settembre 2001 l'indice Dow sali' del 25% da Settembre a Gennaio mentre nello stesso periodo il Nasdaq sali del 45% e l'S&P500 del 20%. Fu quello l'inizio del nuovo bull market visto che giornalisti, analisti e famosi money managers, su tutti i vari media finanziari dichiaravano la fine dei problemi di Wall Street? Risposta: no.
Nella primavera 2001 i vari indici salirono per motivi oscuri di circa il 20% in un mese (il Nasdaq addirittura il 35%). Fu quello l'inizio del nuovo bull market? No.

A parte la fine della guerra e la caduta del dollaro, sono pochi gli avvenimenti degni di nota da 6 mesi a questa parte e sicuramente queste due cose non giustificano un miglioramento della borsa del 35% rispetto ad Ottobre dell'anno scorso. Inoltre le valutazioni in termini di P/E sull'S&P sono ancora a livelli insostenibili da un punto di vista storico. La politica economica della FED, intenta a far ripartire l'economia USA dopo il collasso del mercato azionario, ha creato secondo me altre 2 bolle speculative pronte ad esplodere. La bolla degli investimenti immobiliari e la bolla derivata da nuovi mutui e finanziamenti e rifinanziamenti derivati dagli stessi. Facilita' di credito con aumento dei disoccupati e del livello medio di indebitamento nel settore pubblico e privato non mi sembrano sicuramente le ricette adatte ad un pronto recupero economico. Vedremo se il mercato mi dara' ragione o se Mr. Greenspan e la Casa Bianca questa volta sanno cosa fare.....Personalmente ritengo che i settori su qui investire siano quelli delle materie prime e delle valute. Per commenti, domande o se desiderate esplorare i miei servizi non esitate a contattarmi al seguente email: luca@usagalileo.com


Distinti saluti.

Luca Facchini



IL 2003: L'ANNO DELLE MATERIE PRIME!
Dopo il boom degli anni novanta il mercato azionario non e' piu' riuscito a riprendersi. Sono 3 anni che Wall Street (o Piazza Affari) e' incapace di produrre un ritorno positivo e se qualcuno si illude che nei prossimi anni tutto ritornera' alla normalita' (cioe' prestazioni annue a due cifre) fara' bene a farsi visitare da uno psichiatra...
Logicamente, quando la maggior parte delle persone comuni perde, qualcuno guadagna. Chi guadagna o chi ha guadagnato? Risposta: i soliti "smart money" e cioe' i sofisticati (o forse semplicemente intelligenti) investitori privati e istituzionali. Esempi: Hedge Funds che si sono messi shorts sull'azionario da tre anni a questa parte e poi chi ha investito o speculato in commodities (termine generico per descrivere futures su materie prime, valute ed indici). Un'articolo apparso qualche mese fa sul Wall Street Journal, riporto' che i guadagni speculativi di Goldman Sach nel 2001 e 2002, tramite l'utilizzo di commodities furono molto piu' grandi rispetto all'utilizzo del mercato azionario. Nel 2002, i guadagni in commodities, furono di $3.68 miliardi di dollari in confronto a un misero guadagno di $800 milioni derivato dalle azioni. Sono convinto che il 2003 (e molti degli anni a venire) sara' l'anno delle commodities.
Sabato sera sono uscito a cena con un caro amico che lavora a San Francisco per un Hedge Fund da 300 milioni di dollari il quale mi ha confermato quanto sopra. Il loro ritorno d'investimento nel 2001 e 2002 e' stato rispettivamente del +190% e + 80%. Quest'anno anche loro "sentono" la guerra e la loro prestazione da inizio anno e' solo del +10%...
Abbiamo avuto le prime avvisaglie del risveglio delle materie prime con l'oro. Il metallo prezioso negli ultimi mesi ha toccato il massimo degli ultimi 5 anni. Parlando di valute, la fiducia sul dollaro a livello mondiale e' stata seriamente intaccata dalle bancarotte fraudolente e dagli scandali di Wall Street e l'attuale situazione economica interna degli USA, sicuramente la peggiore da molti decenni a questa parte, non aiuta a prevedere un futuro molto roseo per il dollaro. Molti analisti e molti economisti parlano di una possibile deflazione; a mio avviso se i prezzi delle materie prime continueranno a salire cosi' il pericolo sara' invece l'inflazione. E' possibile osservare il doppio minimo sul grafico a fine articolo del CRB Index (questo indice rappresenta il movimento di 17 futures-commodities non di derivazione finanziaria) con la rottura del livello 235 e probabile avvicinamento ai massimi di inizio 1996 oltre a 260.
Vorrei ricordarvi che il mercato azionario odia le incertezze create da confillitti, scandali politici e crisi economiche. E' innegabile che stiamo vivendo uno dei piu' grandi momenti di tensione della storia dell'uomo, sia a livello internazionale e sia a livello di stabilita' e sicurezza economica degli USA. Basta pensare a quello che potrebbe succedere a Wall Street (e al resto delle borse mondiali) se dovesse esserci un'altro serio attacco terroristico. In questi momenti di grande instabilita' e incertezza pero' le commodities si esaltano (vedi l'oro o il petrolio negli ultimi mesi) e le stesse valute (vedi Euro e Swiss Franc contro US Dollar negli ultimi 12 mesi) sono strumenti che possono dare grandi soddisfazioni economiche all'investitore e al trader disponibile ad allargare le propie conoscenze in campo finanziario.
Personalmente, ritengo che le seguenti commodities sono pronte per fare registrare nuovi massimi nei mesi e negli anni a venire: soia, frumento, oro, argento, rame,Yen, cotone, cacao, caffe', succo d'arancia,carni di maiale ed alcune altre che non sono ancora propio mature. Il problema principale per investire e far trading in questi fantastici mercati e' il timing, cioe' quando entrare e quando uscire ed e' qui che la mia figura professionale vi potra' essere di grandissimo aiuto.
E' il mio compito, in qualita' di Commodity Trading Advisor, l' aiutarvi a scoprire e speculare in questo affascinante mondo delle commodities. Una avvertenza importante. Ci sono pochi seri professionisti in questo campo negli USA, tanto meno in Europa e in Italia. Vi consiglio quindi di andare con i piedi di piombo prima di prendere raccomandazioni di trading o fare investimenti in questo campo. Utilizzando i miei servizi avrete la possibilita' di lavorare con vero professionista, onesto, certificato dagli organi competenti Americani, in lingua Italiana e con una esperienza pluriennale nel mondo delle commodities.
Dopo piu' di due anni di stand-by riprendero' inoltre la mia Newsletter Settimanale (la prima e l'unica veramente specializzata in Commodity Trading in Italia) The Commodity Report, da dove potrete prendere spunto per le vostre idee di trading. Fatemi sapere se vi interessa riceverla in prova richiedendola via modulo nella pagina CONTATTI. La Newsletter sara' disponibile previo abbonamento e via password sul sito del Galileo Trading Group.
Quindi se siete interessati a fare trading con futures su metalli preziosi (oro, argento, platino etc.), prodotti agricoli (carni, soia, frumento,mais etc.), prodotti energetici (benzina, gasolio, petrolio, metano), valute (Euro, Yen, Sterlina etc.) prodotti finanziari (indici quali S&P500, Nasdaq, Fib, Dax etc.) vi prego di contattarmi con qualsiasi domanda e senza esitazione, via email cosi' da organizzare anche un'eventuale appuntamento telefonico.
Distinti saluti e buon trading,
Luca Facchini




AGGIORNAMENTO SEMI-ANNUALE DELLA SITUAZIONE DI MERCATO NEGLI USA

San Diego, 21 Luglio 2005.

Il mercato continua il trend (o per meglio dire il non trend) degli ultimi 18 mesi e cioe' movimento solo laterale e senza guadagni. Consideriamo solo il fatto che nel 2004, da inizio anno fino agli inizi di Novembre, l'S&P500 cash e' rimasto in un trend di circa 100 punti (1060-1163) e quest'anno siamo sulla stessa strada con un range che va da 1136 a 1236. Nel 2000,2001,2002 e 2003 i ranges erano stati rispettivamente di 300,400,400,300 punti! Questo spiega facilmente perche' molti sistemi di day o swing trading, hanno smesso di funzionare negli ultimi due anni e perche' e cosi' difficile estrarre guadagni da questo tipo di mercato...(a dire il vero ci sono metodi e modi per guadagnare anche in questo tipo di mercato e per scoprirli vi prego di continuare a leggere questo articolo).

In linea di massima, mi azzardo a dire che un rimbalzo da un minimo di 7000 ad un massimo di 12,000 e' quanto ci possiamo aspettare per i prossimi 10 anni. Durante un mercato bear caratterizzato da inflazione, secondo i miei studi, la possibilita' di una lateralita' prolungata e' molto elevata. Nonostante i principali indici sono in uptrend in queste settimane, penso che continueranno a scendere per la rimanente parte dell'estate o rimarrano in un trading range simile a quello fatto registrare nei primi sei mesi del 2005. Rispetto alla mia ultima analisi, non vi sono grossi cambiamenti. I nodi verranno al pettine verso la fine dell'anno o molto piu' probabilmente verso gli inizi/meta' del 2006. Il Dollaro e' particolarmente forte in questo momento e sta attraendo investitori internazionali, anche se non so per quanto potra' resistere a questi livelli, in quanto i suoi problemi fondamentali non sono cambiati. Tipicamente questo non e' un periodo favorevole al mercato azionario e con il petrolio a circa $60 dollari al barile, l'economia non potra' che soffrirne le conseguenze. Nessuno puo' negare la forza inflazionista che il petrolio a questi livelli, ha sull'economia in generale.
Il discorso relativo alla bolla speculativa nel campo immobiliare e' complicato e non voglio entrare nel merito della questione in questo articolo. Sicuramente se e quando, la bolla esplodera' avra' effetti catastrofici su tutta l'economia USA e di conseguenza globale. Se devo sbilanciarmi e scegliere un possibile periodo per l'implosione, direi che tra 6 e massimo 12 mesi, dovremmo iniziare a vedere le conseguenze negative della bolla immobiliare.
Come facciamo a capire se siamo in un bear market caratterizzato da una forza inflazionista? Una delle misure piu' semplici ed effettive e' a mio avviso, il monitoraggio dell'indice CRB che e' in continuo uptrend e di conseguenza, ci segnala inflazione, cosi' come anche il valore dell'oro e dei materiali base (rappresentato dall' ETF: XLB). Ricordiamoci che molti dati che misurano l'inflazione, sono spesso e volentieri manipolati dal governo USA. In pratica e' sempre meglio non credere a quanto annunciato dai vari rapporti economici ma e' meglio pensare con la propio testa, osservando le piccole cose che quotidianamente vediamo (costo della benzina, costo per fare la spesa, costo vestiario,costo di una cena per due, etc.). Personalmente ritengo che siamo ancora in un bear market, caratterizzato da inflazione anche se ultimamente ci sono stati temporanei segnali di deflazione e non e' impossibile che questo bear market, si trasformi da inflazionario a deflazionario. Il risultato pero' non cambiera'...inflazione o deflazione in un bear market, significano solo guai per l'economia e l'Americano medio dovra', prima o poi, tornare con i piedi per terra e smettere di vivere eccessi che gli sono stati permessi solo dalle pazzesche linee di credito (grazie a Greenspan) e ai tagli alle tasse (grazie a Mr. Bush).
Uno dei principali argomenti di discussione e' l'andamento dell'Euro contro US Dollar. L' Euro e' debole a causa di problemi interni (vedi recessione di alcuni importanti Stati membri e sfiducia nella Costituzione Europea) e i dubbi che esistono sulla effettiva "unita'" della Unione Europea hanno danneggiato l'immagine dell' Euro nel mondo. Ritengo che fondamentalmente l'US Dollar e' destinato a perdere di valore contro altre valute, ma non in maniere forte contro l'Euro, almeno fino a quando arriveranno buone notizie dalla EU. Il debito interno degli USA e' un fattore che prima o poi pesera' sull'effettivo valore della valuta Americana ma per adesso, non ci sono segni di grossi cedimenti del dollaro. C'e' uno strano eccesso di ottimismo sia a livello di valuta che di borsa. Questo e' sintomatico e ci segnala la probabile, imminente esplosione di una bolla speculativa (contrarian investment sia US Dollar che a Wall Street). Di base c'e' una irrazionalita' inspiegabile e con questa eterna fiducia nella ripresa economica si stanno creando le basi per un nuova correzione dei mercati verso valori piu' reali (regression to the mean theory). Importanti investitori quali Warren Bufffet e Soros, sono short il Dollaro da molto tempo e difficilmete questi Guru sbagliano delle "scommesse" di questa portata... previsione di long term quindi da questi livelli di circa 1.21 e' bull su Euro e bear su Dollaro.

Indici in perdita, CRB al rialzo e segni di risveglio del terrorismo internazionale, non sono segnali di buon auspicio per l'economia USA (o per l' economia Europea)...il bear market continua la sua corsa in maniera subdola e silenziosa, facendo vittime innocenti tra molti investitori, un punto percentuale alla volta su un mese e due punti giu' il mese dopo, ma sono 5 anni che la borsa non produce niente di buono. Per questo motivo ritengo imperativo per il moderno investitore diversificare e investire il propio portfolio in quei settori e con quegli strumenti che possono permettere, guadagni anche in mercati laterali o bear. La teoria Buy & Hold si e' rivelata perdente negli ultimi anni e rischia di esserlo anche di piu' nel prossimo decennio. Una gestione dinamica, nuova e professionale al propio portfolio e' necessaria, se si vogliono cercare di produrre buoni ritorni d'investimento negli anni a venire.
Mostri sacri dell'economia USA sono in realta' "marci" da un punto vista fondamentale (vedi i bonds di Ford e GM considerati "junks") e Wal-Mart recentemente ha toccato i minimi degli ultimi due anni.
Queste sono le "Blue Chips" che dovrebbero rappresentare il meglio dell'economia USA. Nonostante quello che si legge sui giornali e quello che dicono alla Casa Bianca, oggi come oggi, qui in USA ci sono meno posti di lavoro rispetto al 2001 e il potere di acquisto del salario medio, perde valore invece di acquistarne, nonostante gli evidenti segni di inflazione. I nuovi posti (pochi) di lavoro che l'amministrazione Bush tanto si vanta di aver creato, sono quasi tutti di basso livello e per circa la meta', sono legati al settore immobiliare (costruzioni, brokers per mutui, agenti immobiliari e indotto). Quando la corsa al mattone finira', cosa ne sara' di questa crescita economica e di questi posti di lavoro? Cosa saranno in grado di inventarsi a questo punto la Casa Bianca e la Fed? Una nuova guerra? Una nuova bolla speculativa? In cosa? Forse una nuova corsa all' Oro? Ultimamente qui in USA sembrano esserci due modi per diventare ricchi senza lavorare troppo. Uno e' comprare e vendere case e scambiarle come se fossero figurine Panini e il secondo e' diventare un campione di Poker! Avete letto bene Poker! Conosco diverse persone che hanno abbandonato il propio posto di lavoro per diventare professionisti di Poker! No comment...vedremo...sicuramente gli anni a venire saranno anni molto, ma molto interessanti...
Questo rally scatenato dopo l'attentato di Londra non ha senso. Mi sa come nel passato, del tipico rally all'interno di un bear market. Il tipico rally per attirare polli e scaricare a prezzi piu' alti possibili le azioni tenute dalle cosidette mani forti.....no cari amici, la previsione non cambia. Mercato laterale per il 2005 (con un possibile +/-5% da inizio anno) per poi subire gli effetti di tutte le droghe artificiali (steroidi finanziari) nel 2006, quando dovremmo finalmente vedere l'inizio di una recessione causata da: trade deficit, budget deficit, indebolimento del dollaro, probabile innalzamento dei tassi d'interesse, petrolio a livelli massimi storici e indebitamento privato a livelli records. Questi fattori fondamentali, dovrebbero sicuramente frenare, qualsiasi illusione di un sano recupero dell'economia USA (sempre escludendo da questa lista, nuovi attentati della portata di quelli del 9/11/2001...). Avete mai provato a pattinare su un lago, sapendo che il ghiaccio sotto di voi diventa sempre piu' sottile piu' vi allontanate dalla riva? Questo e' a mio avviso, il parallelo esatto di quanto sta accadendo qui in USA. Sopra si balla e si danza spensierati, fino a quando arrivera' la primavera (primavera 2006) e il ghiaccio lentamente si sciogliera'...
Per i prossimi dieci anni (e considerate che attualmente il mercato e' ancora a livelli piu' bassi rispetto a cinque anni fa) le previsioni sono per ritorni medi annui che variano da uno 0.50% ad un 3%. Coloro che si erano abituati a ritorni a doppie cifre, saranno molto delusi da quanto sara' in grado di produrre Wall Street. Per ottenere buoni risultati, bisognera' essere in grado di investire in buone azioni (societa' con fondamentali solidi e selezionate con metodi stringenti e utilizzando metodi di timing per entrare e uscire dalle posizioni) e diversificare il propio portfolio con strumenti derivati (futures, commodities e options) e logicamente obbligazionario. Non tutti hanno il tempo e/o la capacita' professionali per fare stock picking (selezione stocks) oppure ricercare i migliori investimenti alternativi, le migliori obbligazioni o altre "Hot" opportunita' speculative sul mercato (vedi ad esempio interessanti IPO che di tanto in tanto appaiono all'orizzonte o nuovi strumenti disponibili a Wall Street che sono quasi risk free).
A tale proposito non dovete pero' preoccuparvi, perche' sara' compito mio (per coloro che vorranno diventare clienti) suggerire quei prodotti e quei servizi d'investimento che, di volta in volta offriranno le maggiori opportunita' di guadagno con livelli di rischi i piu' bassi possibili. Per maggiori informazioni sui miei servizi e prodotti vi prego di contattarmi via email a luca@usagalileo.com
Una delle novita' che offriro' a partire da Ottobre 2005 sara' infatti un servizio a 360 gradi, dove non mi limitero' solamente a suggerirvi prodotti alternativi (attualmente vi posso segnalare il numero uno degli Hedge Fund Managers in circolazione) ma per ciascun cliente, provvedero' a creare un vero e propio servizio di asset allocation con tutti i migliori strumenti e prodotti a disposizione nel mercato finanziario USA. Infatti, nonostante il fatto che sia fondamentalmente bear da un punto di vista macro-economico sull'economia USA, ho a disposizione sistemi e metodi d'investimento su azionario e obbligazionario che hanno dato buoni risultati, anche durante tutti i bear markets fatti registrare negli ultimi cinquant'anni. Ricordiamoci infatti che a Wall Street, ci sono circa 10,000 azioni e in ogni momento vi sono sempre azioni e settori in uptrend che permettono buoni guadagni. Aggiungendoci poi qualche opzione su index o su singole azioni, obbligazioni particolarment solide e gestioni professionali in derivati (Managed Futures),le possibilita' di guadagni positivi esistono anche durante fasi di mercato bear o laterale. Il servizio di asset allocation si basera' sulla "Modern Portfolio Theory" e cioe' la costruzione di un porftolio di strumenti non correlati e questa diversificazione ha dimostrato la capacita' di produrre risultati piu' costanti con meno rischio e meno volatilita'.
Sto cercando di organizzare un seminario di presentazione di questo nuovo servizio, a Desenzano del Garda per il giorno Sabato 17 Settembre. Non ho ancora il programma esatto dell'incontro ma sara' un mix di argomenti che dovrebbero interessare un po' tutti dal day trader, all' investitore di lungo periodo. Sara' sicuramente mattino e pomeriggio con pranzo tutti assieme. Se desiderate incontrarmi e sentire un po' come la penso sul mondo del trading, sull'economia in generale, avere notizie su quelle che a mio avviso sono i migliori strumenti d'investimento etc. fatemi sapere tramite email e vi aggiungo alla mia mailing list. Circa un mese prima vi mandero' un programma piu' preciso di quello che andro' a presentare nel meeting.
Onestamente parlando questo credo sia il futuro della gestione patrimoniale. E' una illusione pensare che il promotore finanziario o l'impiegato di banca (qui in USA o in Italia e' la stessa cosa) vi possa vendere o suggerire prodotti vincenti durante queste difficili fasi di mercato. Queste figure professionali non hanno generalmente (non per colpa loro) una preparazione tecnica e pratica, sufficiente per suggerire quei prodotti e quegli strumenti che hanno dimostrato la loro validita' durante qualsiasi fase di mercato (bull, bear o laterale). Ritengo infatti che pochissimi consulenti o promotori finanziari siano in grado di offrire le migliori soluzioni di asset allocation ai propi clienti. Il mondo della finanza e l'economia mondiale sono in continua evoluzione, ci vuole elasticita' mentale,preparazione e dinamicita' se si vuole investire in maniera vincente il propio capitale. Il classico Buy & Hold e' una cosa del passato e un modo d'investire, destinato solo a creare grandi frustrazioni piu' che grandi guadagni. Se volete affrontare gli anni a venire con un servizio di asset allocation moderno e vincente, vi prego di contattarmi senza esitazione con qualsiasi domanda o richiesta utilizzando la pagina contatti del sito www.usagalileo.com

 
ANALISI E PREVISIONI PER IL 2005!
San Diego, 20 Febbraio 2005.
INTRODUZIONE:
Circa un'anno fa (14 Febbraio 2004) pubblicai sul sito le previsioni per il 2004: ".....Nonostante sara' un anno positivo per le azioni non aspettatevi ritorni vicino al 25% come ha fatto il Dow nel 2003. Direi che un ritorno che va da un 6% ad 8% e' quanto aspettarsi dal Dow nel 2004." A quanto pare sono stato anche troppo generoso nelle mie previsioni; il Dow si e' mosso per quasi tutto il 2004 in modo laterale ed ha finito con un guadagno di circa il 3% chiudendo a 10783.
Per quest'anno la previsione di base e' praticamente intatta. Infatti rimango convinto che siamo in un bear market, iniziato esattamente 5 anni, fa dopo l'esplosione della bolla Nasdaq. Quello che fini' allora, e' stato il piu' grande bull market della storia e il mercato che sta seguendo, ne e' la logica conseguenza. Il mercato si muove in cicli e dopo un boom economico, segue sempre una fase di riassestamento con movimenti laterali e correzioni di pari entita' ma opposta. Storicamente i cicli bear, durano dai 10 ai 20 anni con ritorni medi che non superano il 2% annuo.
Nonostante Wall Street, Bush e la stampa finanziaria vogliano farvi credere l'opposto, noi ci troviamo all'interno di un classico ciclo bear. Ricordatevi che 5 anni fa il Dow era agli attuali prezzi...e il ritorno medio degli ultimi 5 anni e' stato attorno all'1%... perfettamente in linea con tutti i ritorni fatti registrare dai passati mercati bear.
Quindi dove saremo tra 5 anni? Se la storia si ripetera' (come penso succedera') saremo piu' o meno agli stessi livelli attuali. Nel frattempo, avremo dei forti rallies per attirare nuovi polli (per convincere il pubblico che il bear market e' finito e che finalmente il bull e' ricominciato) e poi avremo dei nuovi crolli che andranno, molto probabilmente a testare e superare i minimi fatti registrare nel 2002. Gli investitori che agiranno con la mentalita' "Buy & Hold" nei prossimi anni, andranno in contro a mio avviso, ad amare delusioni. Agli attuali livelli di P/E nel passato, il mercato azionario non ha mai prodotto ritorni d'investimento superiori al 1-2%, per almeno una decina di anni.
Ricordatevi che questo falso senso di benessere e "ricovero economico" e' stato creato artificialmente. Gli "steroidi economici" di cui parlavo l'anno scorso, sono ancora in circolo nel mercato (tagli alle tasse, tassi d'interessi a livelli minimi storici, rifinanziamenti e prestiti su mutui,etc.) ma gli effetti prima o poi svaniranno.
Quando questo accadra' i veri nodi verranno al pettine: trade deficit e budget con record negativi, indebitamento personale a livelli massimi storici con conseguenti livelli minimi storici di risparmi, tassi d'interesse al rialzo, costo dei prodotti petroliferi al rialzo, dollaro al ribasso, etc.
Quando le droghe artificiali somministrate da Greenspan e dall'amministrazione Bush finiranno il loro effetto, nei prossimi mesi (probabilmente entro fine 2005) il mercato iniziera' a scendere per iniziare un recupero "naturale" della propia identita'. L'inizio di un nuovo bull market potra' a mio avviso arrivare solo dopo che i mercati finanziari hanno finalmente smaltito (ripeto in modo naturale) tutti gli eccessi degli ultimi anni. Quando nessuno vorra' piu' investire nel mercato azionario, quando nessuno parlera' piu' dell'ultima IPO, quando nessuno guardera' e leggera' piu' Bloomberg, ecco, quelli saranno i segnali, dell'inizio di un nuovo ciclo bull sul mercato azionario.
Penso che il nuovo anno portera' ad un deprezzamento del dollaro, un'aumento dei tassi d'interesse e un'aumento dell'inflazione...una combinazione letale per il mercato azionario. Molti dicono che la recessione in USA e' acqua passata...io non ne sare cosi' sicuro... la vera recessione. molto probabilmente, deve ancora arrivare.
Se si evita di ascoltare e leggere la solita propaganda, che, per ovvi motivi, deve sempre descrivere tutto come rose e viole, la vera realta' delle cose e' ben diversa. In Dicembre 2004 i licenziamenti hanno raggiunto i livelli piu' alti degli ultimi 2 anni e mezzo. Trovare lavoro (sopratutto uno che paga un salario sufficiente per vivere decentemente non e' facile negli USA e a quanto sento neanche in Europa). Molte persone che conosco, fanno fatica a trovare un lavoro valido e quei pochi a disposizione pagano poco. Infatti la creazione di posti di lavoro dalla "recessione" del 2001 e' stata la piu' bassa di tutti i "ricoveri" economici a partire dalla seconda guerra mondiale. E questo, nonostante tutti i trucchetti utilizzati dalla FED e dal governo USA!
Se ci sono meno assunzioni e piu' disoccupati, difficilmente i consumatori potranno spendere ed aiutare l'economia USA e di conseguenza l'economia globale. L'americano medio (e a quanto sento anche l'Italiano/Europeo medio) ha sempre meno risparmi e sempre piu' debiti...una ricetta perfetta per iniziare un nuovo bull market...o no? Ritengo che gli eccessi che sono stati vissuti negli anni scorsi (e che ancora si vivono qui in USA) hanno indebolito in maniera seria gli USA. Le fondamenta dell'economia Americana, sono danneggiate e anche se il dollaro dovesse crollare, dubito che la situazione migliorera' di molto, anzi, probabilmente aumentera' solo l'inflazione. Secondo me ci sono tutti gli ingredienti per una rallentamento della crescita economica nel 2005, al contrario delle comuni previsioni di una forte economia negli anni a venire.
Uno dei miei metodi preferiti per capire se siamo vicini ad un top, e' analizzare il sentimento comune degli investitori. Il 64% degli investitori (a fine 2004, inizi 2005) pensa positivo e crede ad un nuovo bull market...per fare un confronto lo stesso indicatore segnava +66% propio prima del picco a Marzo 2000...
Un'altro particolare indicatore ci segnala che dopo il quinto aumento dei tassi da parte della FED, l'S&P500 inizia perdere (e' successo 5 volte su 6). Nel 2004 la FED ha aumentato 5 volte i tassi e generalmente i principali indici iniziano a correggere dai 6-12 mesi dopo l'ultimo rialzo dei tassi.
COSA ASPETTARSI DAL 2005.
Come sempre occhi e orecchie aperte! Non fatevi ingannare dalla massa e dai media! Tutti sono alla ricerca solo di notizie positive e raramente, sentirete notizie negative o per lo meno neutrali e realistiche. Ci sono forti motivazioni per questo: il piccolo investitore deve rifarsi dalle perdite subite dopo il crollo del Nasdaq, i media devono vendere, Wall Street e Piazza Affari devono farvi investire, i governi devono mantenere il potere, etc. La realta' a mio avviso e' un'altra. L'apparente forza del mercato e' derivata dagli ultimi effetti delle "droghe economiche" somministrate negli ultimi anni. I veri nodi da risolvere, ripeto saranno, il dollaro che si deprezza, i costi del petrolio in salita, le continue tensioni nel medio oriente (Iran e Siria next?), un budget con record negativo, perdita di posti di lavoro,inflazione, tassi d'interessi che sono destinati a salire, mancanza di risparmi e record di indebitamento da parte dell'americano medio.
Puo' darsi che il 2005 sia ancora un'anno (l'ultimo) dove tutti negheranno assieme la realta' dei fatti. Ricordiamoci anche i pericoli che possono derivare dall' eventuale esplosione della nuova bolla speculativa: il campo immobiliare. In questi anni abbiamo assistito a degli incrementi assurdi, anno dopo anno, del valore delle case e tutto questo e' stato generato dall'abbassamento artificiale dei tassi sui mutui e dalle qualifiche minime per gli acquisti delle case (basta oramai avere un lavoro e gli istituti finanziari approvano senza problemi enormi mutui). Infatti, se come penso, il campo immobiliare prima o poi (massimo 2-3 anni da adesso) tornera' sulla terra (adesso i prezzi sono sulla luna) ne vedremo veramente delle belle (o per meglio dire delle brutte). Gli eccessi di consumismo che si vedono qui in America (ma a quanto sento anche in Inghilterra e in altre parti d' Europa) sono supportati dal continuo apprezzamento del valore degli immobili. Con aumenti del valore degli immobili superiori al 20% annuo, diventa difficile, resistere alla tentazione di pensare alla casa, come una specie di Bancomat personale...estrarre prestiti contro il valore della casa e' oramai una moda (o una esigenza per mantenere il propio stile di vita?). La gente purtroppo non capisce che questi, sono e rimangono, debiti da ripagare. Se poi l'economia dovesse entrare in recessione e' facile pensare alle conseguenze.
La maggior parte degli investitori ha due grandi desideri. Il primo e' la ripartenza a breve del bull market nell'azionario e l'altro e' la continua crescita, anno dopo anno del valore del mercato immobiliare. E' umano cercare la strada piu' semplice e veloce per diventare ricchi o per avere ritorni d'investimento al di sopra della media. Ma scegliere le azioni e/o gli investimenti giusti e' difficilissimo. Come tutte le cose nella vita di semplice e facile non c'e' nulla e tanto meno sui mercati finanziari.
Credo seriamente nella possibilita' di un nuovo bear market con recessione vera e questo si dovrebbe avverare verso fine 2005 non piu' tardi del 2006 (nei primi sei mesi); se questa previsione e' corretta possiamo aspettarci una correzione attorno al 40% (piu' o meno) del mercato azionario.
Ad avvalorare questa possibilita' c'e' anche il ciclo post elezioni presidenziali. La maggior parte dei bear market inizia dopo il primo anno della elezione del presidente USA (2005) al massimo entro il secondo anno. Questo ciclo ha funzionato 11 volte su 13 dal 1953 ad oggi.
Quindi, in linea di massima, la previsione per il 2005 e' molto simile a quella fatta per il 2004. Mercato laterale con potenziali guadagni e perdite nell'arco di un 4%-6% finale. Se dovessero pero' esserci nuovi elementi negativi (vedi nuova guerra Iran-Siria-Corea o nuovi attenti terroristici), aumento improvviso inflazione e aumenti dei tassi piu' veloci rispetto alla norma, l'economia potrebbe entrare in recessione prima del previsto e il bear market potrebbe arrivare in anticipo.
COSA FARE?
Siamo in una fase transitoria. Puo' darsi che il mercato dia nei prossimi mesi dei guadagni (e conseguenti illusioni a tanti investitori) ma molto probabilmente, questi profitti svaniranno entro fine anno o rimarrano attorno ad un 4%-6% e francamente parlando penso che vi siano piu' possibilita' di finire l'anno in negativo che in positivo.
Il mio consiglio e' di agire adesso e modificare il propio portfolio, prima che arrivi il bear market. E' meglio essere attivi adesso, fino a quando c'e' tempo che essere passivi e cercare poi di recupere eventuali perdite causate da un bear market o una recessione. Per i prossimi cinque anni mi sento di sbilanciarmi con una previsione di mercato laterale, con guadagni medi massimi attorno al 2% ma con molte piu' possibilita' di discesa, rispetto alla salita.
Se uno desidera sopravvivere negli anni a venire deve fare mente locale (reality check) e lasciare perdere ogni sogno di gloria. Ritengo che il periodo del favoloso bull market degli anni novanta sia acqua passata e quegli incredibili, facili, guadagni sono parte oramai della storia di Wall Street. La realta' e' un'altra e gli elementi che ho elencato sopra dovrebbero far riflettere qualsiasi investitore. Il mio suggerimento e' di stare molto attenti e non farsi attrarre da azioni altamente speculative. Ritengo che il mercato azionario e' un campo minato che e' meglio evitare, almeno fino a quando non cambiano molti fattori fondamentali interni ed esterni al mercato stesso. Da un punto di vista storico, l'indice Dow ha prodotto ritorni medi attorno al 7% annuo. Le previsioni per i prossimi anni (se corrette) sono per ritorni medi attorno al 2%. Il mio consiglio e' di piazzare la maggior parte del propio portfolio con azioni importanti che pagano alti dividendi e investire in solide obbligazioni (possibilmente non Argentine...). Il resto del portfolio dovrebbe essere dedicato ad investimenti alternativi che vi permettano di guadagnare anche se nei prossimi anni il mercato azionario dovesse decidere di andare giu' o rimanere laterale. Qui vi dovete porre la domanda: "Sono diversificato sufficientemente con investimenti che non sono correlati con il mercato azionario?". Se la risposta e' no, penso di potervi aiutare a raggiungere i vostri obbiettivi di diversificazione tramite l'uso di investimenti alternaivi, in quanto sono uno dei pochi esperti Italiani in questo settore finanziario.
Uno degli investimenti meno correlati con l'azionario, sono i Managed Futures e in generale le commodities (o materie prime). Ci sono moltissimi studi di prestigiose Universita' (Harvard), Borse Merci (CME) e prestigiose case d'investimento (Goldman Sachs) e che arrivano alla stessa conclusione; e cioe' che esiste una diminuzione statistica del rischio, se si diversifica parte del propio portfolio con i Managed Futures. Alcuni si chiederanno cosa sono questi prodotti finanziari? I Managed futures sono semplicemente programmi seguiti e gestiti da un professionista del settore un CTA (un Commodity Trading Advisor, e' un money manager regolamentato dal governo USA e specializzato in futures e options). Questi programmi posso utilizzare materie prime, oppure mercati finanziari quali l'indice S&P500, valute o bonds. Un CTA puo' utilizzare qualsiasi tipo di strumento, dal futures stesso, alle opzioni sul futures. Questi strumenti possono permettere al money manager di poter guadagnare sia in caso di mercato laterale che di mercato bear o bull semplicemente andando al rialzo o al ribasso o applicando tecniche adatte ai mercati laterali. Attenzione a voler fare i futures traders (o commodities traders) fai da te! Questi sono tra i piu' difficili e sofisticati mercati finanziari del mondo.
Se desiderate investire in questi strumenti e diversificare seriamente il vostro portfolio, vi posso indirizzare verso i migliori CTA attualmente in circolazione. Per maggiori informazioni sui miei servizi o per commenti alla mia analisi, vi prego di contattarmi senza esitazioni via email: luca@usagalileo.com
Distinti saluti e vi faccio gli Auguri di un Felice e Prosperoso 2005!
Grazie.
Luca Facchini




A chi giova veramente la pace in Iraq?

15 Febbraio 2003.

Nel mio ultimo articolo, sui possibili veri motivi della guerra in Iraq, sono stato abbastanza critico con gli USA e con l'amministrazione Bush. Con questo articolo voglio compensare le cose e cercare di spiegare, ai meno informati, cosa si nasconde dietro il no alla guerra e il si alla pace da parte di Francia, Germania e Russia. Una cosa deve essere ben chiara. Questa guerra verra' fatta per controllare il petrolio Iracheno.  Personalmente ritengo che il discorso di Powell e le relative "prove" delle armi nascoste non reggono assolutamente ma cio' e' stato sufficiente a convincere la maggior parte della opinione pubblica Americana. Qui in USA, siamo costantemente bombardati da news di imminenti attacchi terroristici che in realta' non si avverano mai. Ogni giorno sembra la copia del giorno precedente e tutto questo inutile allarmismo, sa molto di propaganda ben preparata da chi sa cosa fare per ottenere quello che vuole....

La Germania e' l'unico stato che non ha interessi economici diretti in Iraq (almeno per quanto ne so io) e il solo motivo che alimenta questa pacifismo del governo Tedesco e' derivato da motivi politici interni (in poche parole Gerhard Schroeder non vuole far arrabbiare troppo i verdi e l'opinione pubblica tedesca perche' non gli va di perdere la poltrona che gia' alle ultime elezioni ha iniziato a "scottare" parecchio..).

I motivi della Francia e della Russia sono invece abbastanza evidenti. Entrambe le nazioni hanno grossi interessi in Iraq e sono legati in qualche modo con il governo di Saddam.

Partiamo dalla Russia. Se i campi petroliferi Iracheni dovessero diventare finalmente liberi di innondare i mercati mondiali, i guadagni dell'Industria petrolifera Russa ne subirebbere gravi conseguenze. La Russia esporta grandissime quantita' di petrolio (circa 8 milioni di barili al giorno) e a conti fatti cio' rappresenta un guadagno di circa 6 miliardi di dollari ogni mese. Questa e' l'unica industria che puo' considerarsi a profitto, visto che, al di la' di alcuni metalli preziosi e delle armi, l'economia Russa non ha molto da esportare.

Se il petrolio Iracheno dovesse divenire quindi improvvisamente libero da legami, si calcola che porterebbe sul mercato dai 5 ai 6 milioni di barili per giorno a discapito del petrolio Russo. Un grande malinteso che merita di essere spiegato, e' il fatto che le compagnie pertrolifere Americane ne trarrebbero immensi guadagni. Cio' non e' affatto vero in quanto, se ci pensate, le compagnie petrolifere ci guadagnano quando i prezzi salgono e non quando diminuiscono.
Aumento di produzione in Iraq = diminuzione dei prezzi alla pompa = meno profitti per Texaco & Co.
E' logico che lo stato attuale delle cose (prezzi vicini ai massimi pre-Guerra del Golfo) va benissimo alle compagnie petrolifere USA. Lo si capisce dalla recente dichiarazione del Presidente della Exxon Mobil, Mr. Raymond, il quale ha detto che toccare le riserve strategiche USA per calmare i prezzi sarebbe un grosso errore politico ed economico...

Ma allora chi ci guadagna e quali sono i motivi per questa guerra, se le compagnie petrolifere USA sono escluse?

L'unica industria che ci guadagnera' (e parecchio) e' quella specializzata nei servizi e nelle esplorazioni petrolifere.
Non importa chi avra' controllo del petrolio Iracheno. Potrebbe essere la Russia, la Francia, gli USA, oppure un nuovo governo Iracheno. Chi controlla il petrolio Iracheno, avra' bisogno dell'aiuto di quelle poche societa' specializzate in questo settore.
Le cosidette "Oil Service Companies" sono quelle societa' che vendono equipaggiamento, materiale e servizi per far si che i campi petroliferi siano sempre piu' produttivi. 
Adesso come adesso, l'Iraq riesce ad esportare il petrolio tramite la risoluzione ONU 986. I guadagni delle esportazioni sono utilizzati per comprare cibo, prime necessita' e logicamente parti di ricambio, materiale e servizi per l'estrazione del petrolio. Tutto cio' che succede in Iraq relativamente al petrolio e' regolamentato dall'ONU. I contratti per questi servizi, tra il governo Iracheno e le societa' straniere devono essere approvati dall'ONU.  Sorpresa, sorpresa..indovinate chi ha piu' contratti di tutti con il governo di Saddam? Indovinato? Ecco chi ha piu' business con l'Iraq: Francia, Russia (circa 800 contratti) e Cina (circa 200) mentre gli USA solo uno....

Queste sono le societa' (e le nazioni) che hanno molto da perdere nel caso di una guerra in Iraq. L' ONU e' l'intermediario tra le societa' di servizi straniere e il Governo Iracheno. Dall' 1995/96 sono stati esportati piu' di 3 miliardi di petrolio Iracheno, il tutto sotto la vigilanza ONU. Questo rappresenta un valore complessivo di circa 60 miliardi dollari e di questo valore, circa 4 miliardi di dollari, se ne sono andati in contratti con societa' straniere per acquisto di parti di ricambio e servizi vari. Stime dell'ONU, calcolano che dietro l'angolo, vi siano altri lavori e contratti per un valore di circa10 miliardi di dollari...

La Russia ha venduto piu' di ogni altra nazione al mondo, beni di prima necessita' all' Iraq e la Francia l'anno scorso e' stata la nazione che ha venduto piu' di tutte (1.5 miliardi di dollari di beni e servizi) al governo Iracheno.  Adesso immagino cominciate a capire che cosa c'e' dietro il veto alla guerra da parte di Francia, Cina e Russia....

Un studio del dipartimento dell'Energia USA ha messo nero su bianco la cosa (per chi sa leggere tra le righe...).
La Russia e' in credito con Saddam per diversi miliardi di dollari per  vendite di armamenti effettuate negli anni passati. L'unico modo per recuperare questi crediti e' la vendita del petrolio Iracheno ed  e' logico che lo stato attuale delle cose va benissimo a Mosca. Senza dimenticare che la Russia ha un contratto gia' firmato con lavori per 3.5 miliardi di dollari per riabilitare i pozzi della zona di West Qurna...

Eccoci quindi alla Francia. I "simpatici" cugini d'oltralpe, avrebbero molto da perderci se le cose dovessero cambiare in quel di Baghdagd. La compagnia francese TotalFinaElf avrebbe infatti gia' firmato un contratto di esclusiva con il governo Iracheno per l'estrazione e lo sviluppo del piu' grande campo petrolifero Iracheno, Majnoon.

Improvvisamente, queste marcie pacifiste sembrano, tristemente piu' che mai, uno strumento in piu' in mano a Saddam (un violento, pazzo dittatore che deve essere deposto in qualche modo) e fanno il gioco di coloro che hanno interessi economici e politici in Iraq.

Molte delle persone che manifestano in piazza sono sincere e motivate da giusti ideali di pace e di solidarieta' con il popolo Iracheno con cui immagino tutti concordiamo. Purtroppo, pero' il mondo in cui viviamo, e' controllato da interessi economici e da poteri che ben difficilmente si fermeranno d'avanti ad una manifestazione in piazza o al no della Chiesa Cattolica o della Germania stessa.
Personalmente credo che l' invasione si fara' ed e' questione di tre/quattro settimane al massimo. Con o senza approvazione ONU, gli USA e la Gran Bretagna si prenderanno un pezzo della "torta al petrolio" Irachena. Come la storia insegna, il piu' forte e non la giustizia alla fine trionfa. Solo nei film di Hoolywood e' il buono che alla fine prevale ma la realta', purtroppo, e' un'altra. Gli imperi Romano, Inglese o Francese si presero sempre tutto quello che desideravano avere (o almeno ci provarano). Quale motivo vi fa pensare che la storia, questa volta, dovrebbe essere diversa per l'unica super-potenza rimasta sulla terra?


Distinti saluti.

Luca Facchini.

Importante Aggiornamento sul Mercato Azionario!

San Diego, 26 Luglio 2004.

Eccoci qua dopo circa 6 mesi dal mio ultimo articolo e direi che le cose stanno andando esattamente come illustrato nell'analisi fatta a Febbraio.
Mercato verso nuovi minimi per il 2004! Ma come e' possibile? Abbiamo visto alcuni tra i migliori earnings in oltre dieci anni eppure il mercato scende? La spiegazione sta nel fatto che i prezzi attuali (o appena passati) hanno gia' scontato questi forti earnings.
Inoltre considerate che gli stranieri non comprano piu' azioni USA ed altri strumenti finanziari come un tempo anzi gli acquisti sono in calo continuo da 4 mesi a questa parte e adesso come adesso, sono venditori e non compratori. Ricordiamoci che fino ad oggi gli acquisti degli stranieri hanno supportato il mercato azionario e permesso il mantenimento dei tassi d'interesse a livelli bassisimi.
Ci sono statistiche interessanti che dicono ad esempio che solo 3 su 15 anni con elezioni presidenziali, hanno visto il Dow Jones perdere cosi tanto terreno durante questo periodo della campagna elettorale. Questo mese di Luglio poi ha visto perdite dell'S&P superiori al 4% ed e' un dato interessante poiche e' dal 1928 che l'S&P 500 non perde oltre il 3.4% nel periodo che va dal primo Luglio al giorno delle elezioni....
A questo punto non solo le analisi fondamentali non sono rosee ma anche il quadro tecnico e' negativo. Infatti abbiamo rotto la media mobile a 200 giorni sull'S&P500. Quando ad inizio "bull market" nel 2003 l'S&P passo' sopra la media mobile a 200 cio' fu considerato da tutti "bullish". Adesso questa rottura sotto in direzione contraria non puo' che essere considerata bearish!
Con tassi d'interesse destinati solo a salire da minimi record, con il prezzo del petrolio a massimi record, con capitale straniero che lascia gli USA e l'analisi tecnica che conferma il momento bear non resta che dedurre che il mercato azionario e' in una situazione molto, molto difficile....
In questi giorni siamo di fronte ad un'importante supporto tecnico sull'S&P500 che e' rappresentato dal livello cash 1080. Se questo livello tiene ci si puo' aspettare un rimbalzo-rally di breve durata. Se 1080 non tiene la situazione potrebbe diventare molto brutta. Quello che si e' verificato nel 2003 a mio avviso e' stato (come gia' detto in precedenza) un rally all'interno del bear market principale.
Nonostante la propaganda di Wall Street (o dell' amministrazione Repubblicana e del duo Bush-Greenspan) rimango quindi fedele alla mia previsione per il 2004 la quale fino ad adesso si sta verificando in maniera fin troppo precisa.
Distinti saluti.
Luca Facchini

P.S. Attenzione investitori. La testimonianza della settimana scorsa di Mr. Greenspan al congresso suggerisce infatti che i tassi si alzeranno sicuramente e le sorprese saranno di incrementi piu' alti del previsto.
Ad ogni prossimo meeting della FED ci possiamo tranquillamente aspettare
almeno un quarto di punto d'incremento e se questa strategia cambiera'
consistera' in aumenti maggiori di un quarto di punto piuttosto che nel
mantenere livelli gli attuali livelli dei tassi. Mr. Greenspan ha fatto capire che con un ritorno a livelli normali dei tassi d'interesse i mercati finanziari potrebbero correre il rischio di diventare anormali....

Storicamente parlando il mercato azionario ha sempre fatto vedere i massimi
quando i tassi d'interesse fermano la loro discesa e iniziano a salire.
Considerando che molte azioni ancora troppo care considerando il loro P/E, direi
che Wall Street potrebbe giocare un brutto scherzo ai poveri investitori "Buy & Hold".
Per commenti o informazioni sui miei prodotti e servizi, vi prego di utilizzare la pagina "Contatti" del mio sito o via email.

Analisi e Previsioni per il 2004.

San Diego 15 Febbraio 2004.

Tutti gli indici azionari hanno finito il 2003 alla grande. Il Dow Jones addirittura con un +25%! E' questo l'inizio del nuovo bull market? In superficie direi di si ma in se analizziamo le cose nella giusta prospettiva, forse non e' propio cosi'. Ricordiamoci che questi guadagni arrivano dopo tre anni di grandi perdite. Esempio il Nasdaq, il quale e' ancora giu' del 55% dai massimi del Marzo 2000, per raggiungere i livelli pre-crollo dovrebbe salire di oltre il 100%...Punto numero uno (reality check): gli investitori sono allo stesso livello di circa 5 anni fa nonostante i grandi guadagni del 2003.. nonostante 5 anni di sacrifici, lacrime e emozioni cosi' forti da far venire problemi al cuore i guadagni veri sono praticamente inesistenti!

Cos'e' successo nel 2003?
I consumi sono stati pompati da tagli alle tasse, tantissimi rifinanziamenti via mutui sulla casa, tassi d'interesse a livelli minimi storici, e una politica monetaria molto accomodante. Gli "earnings" delle societa' ne hanno immediatamente tratto beneficio e la ripresa economica sembra essere finalmente partita.
Il rally del Dow nell 2003 da 25% e' in linea con i bear rally del passato. Spesso nel passato durante un bear market il mercato ha fatto registrare recuperi di oltre il 20%. Dal 2000 abbiamo avuto 6 rally importanti e nel passato abbiamo avuto recuperi superiori al 30% durante i periodi bear 1902-21/1929-49 e 1966-82.
Questi violente riprese sono tipiche dei bear markets. Infatti servono a convincere gli investitori che il vecchio mercato bear e' morto e che il bull e' tornato. In realta' quello che di solito succede e' un successivo grande declino alimentato dai bulls delusi che escono di fretta e furia il mercato. Un esempio puo' essere quello dei sette rally avvenuti nei 27 mesi partendo da Aprile 1930. Questi rialzi sono stati di media +24% ma al mercato sono stati poi necessari 25 anni per recuperare e fare nuovi massimi...
Studiando i motivi che hanno spinto in alto il mercato nel 2003 sono personalmente sempre piu' convinto che ci troviamo semplicemente in un bear rally. Vediamo di analizzare i fattori che hanno aiutato il mercato nel 2003 e anche gli attuali elementi fondamentali.
Io faccio una similitudine tra steroidi per uso sportivo e gli aiuti esagerati che sono stati dati all'economia USA la quale a mio avviso e' "doppata". Come ben sappiamo gli steroidi servono ad ottimizzare e migliorare le prestazioni di un atleta nel breve periodo ma sappiamo anche che ci sono conseguenze negative nel lungo periodo. Gli steroidi utilizzati dalla FED e dall'amministrazione Bush sono dati da un mix di tagli alle tasse, tassi d'interessi da record e svalutazione del dollaro. Questi steroidi da mercato pero' serviranno a ben poco nel lungo periodo anche se sicuramente nel breve sembrano essere la soluzione ideale.
L'inizio di un mercato bull (vero) e' caratterizzato dalla mancanza di droghe e steroidi e da forti investimenti di capitali associati da profitti (veri) delle societa' con una crescita costante dell'occupazione. Sfortunatamente e nonostante la propaganda dei media e della Casa Bianca io credo che manchino tutti questi elementi. Ho amici che insegnano alle universita' qui a San Diego e mi dicono che i neo-lauerati faticano moltissimo a trovare lavoro mentre una volta (qualche anno fa) erano gia' assunti mesi prima della laurea...
Qualche tempo fa Warren Buffett disse:" Se mi date un trilione di dollari vi faccio divertire anch'io". Il commento era relativo alla corrente ripresa economica. Un budget Federale che va da positivo a negativo (dai minimi ai massimi uno swing di 700 miliardi di dollari..) in soli 18 mesi non puo' passare inosservato. Tagliando in maniera cosi' aggressiva i tassi d'interessi la FED ha messo in moto il boom del mercato immobiliare che di riflesso ha immesso nell'economia centinai di miliardi di dollari attraverso rifinanziamenti sulla casa e nuove costruzioni. Nel lungo periodo questa situazione e' a mio avviso molto preoccupante sia per il mercato USA che per l'economia mondiale. Gli americani hanno estratto capitale dai loro mutui sfruttando ogni centesimo disponibile il tutto per comprare cose che non servono e per vivere uno standard di vita che non si possono permettere. Molti hanno trasformato i loro bilanci familiari da positivi in negativi tramite nuovi debiti ad interessi bassissimi. Il debito degli Americani e' equivalente a tre volte la dimensione dell'economia USA! Questo e' insostenibile nel lungo periodo. Cosa succedera' all'economia USA quando il suo principale motore (il consumatore) rimarra' senza lavoro? Oppure se i tagli alle tasse si fermeranno o i tassi d'interesse cominceranno a salire e non ha piu' i soldi ottenuti dal rifinanziamento del mutuo sulla casa?
L'attuale deficit del governo USA e' il piu' grande della storia americana e questo spiega senza problemi la perdita del 20% del dollaro nel 2003. L'ultima volta che si fece registrare un deficit record fu a meta' degli anni ottanta (sempre sotto un'amministrazione reppublicana). La conseguenza di quel deficit fu una svalutazione del dollaro del 57% a partire dal 1985. Viste le imminenti elezioni di quest'anno ho grossi dubbi che l'attuale governo Bush abbia intenzione di applicare una qualsiasi politica fiscale di contenimento.
Anzi, all'opposto vedo una similitudine con quanto fece Nixon nel 1970 quando la sua amministrazione aumento' moltissimo la spesa federale cosi' da "gonfiare" l'economia e i mercati finanziari. Allora come adesso funziono' ma presto arrivo' anche il giorno del giudizio e l'economia e i mercati finanziari (azioni e buoni del tesoro) ne subirono severe conseguenze. Nixon e le sue politiche economiche avrebbero dovuto insegnare che uno stimolo all'economia via grossi tagli alle tasse e ai tassi d'interesse possono essere molto pericolosi e possono avere effetti negativi nel lungo periodo. Inoltre vorrei ricordare che gli stranieri (Cina e Giappone in particolare) posseggono circa il 40% del debito USA e continuare ad avere grossi deficit per lungo periodo puo' essere molto, molto pericoloso...
La continua perdita di posti di lavoro in America e' a mio avviso molto grave. La creazione di posti di lavoro e' essenziale per una sana e robusta ripresa economica. Nuove occupazioni significano un continuo apporto di denaro al sistema economico e questo vale per il lungo periodo, a differenza degli aiuti temporanei e di breve periodo offerti da tagli alle tasse (inutili alla famiglia media) e dai rifinanziamenti sulle case (mercato immobiliare USA in piena bolla speculativa). C'e' un trend molto pericoloso nel mercato del lavoro USA. Dal 2001 sono stati persi quasi 3 milioni di posti di lavoro. All'inizio erano solo lavori del settore manufatturiero ma adesso questo trend ha colpito anche il settore high tech e dei servizi e moltissimi lavori vengono esportati in Cina o India. In questi paesi il costo del lavoro e' una frazione di quello USA a tutti i livelli dal semplice operaio a lavori che richiedono specializzazioni particolari.
Questa continua perdita di occupazione in USA non puo' essere salutare all'economia Americana e tanto meno a Wall Street.
E' importante capire che la bolla speculativa che e' esplosa nel 2000 e' stata la piu' grande di sempre con azioni quotate a livelli assurdi in considerazione degli earnings offerti. Se la storia ha ancora qualche significato dobbiamo allora pensare che dopo un super bull markets sono sempre seguiti dei super bear markets...piu' grande e' la bolla e piu' grande sara' il "boom". E' cosi' in tutte le cose in natura ma sembra che ancora una volta, "questa volta" e' diversa dal passato...almeno cosi' vogliono farci credere i media e le varie istituzioni finanziarie o governative. Ci sono stati nel passato dei bull markets importanti che sono esplosi nel 1901/1929 e 1966. Dopo questi picchi speculativi il mercato, nei successivi 20 anni ha offerto ritorni d'investimento medi da + 1.9% a - 0.2%! Sicuramente nessun investitore dopo ciascun picco, si sarebbe aspettato questi deludenti risulati per cosi tanto tempo. Mi viene da chiedere a questo punto come possiamo pensare che questa volta il recupero economico sara' molto piu' breve in considerazione del fatto che quello che abbiamo appena vissuto e' stato il bull market piu' grande della storia? C'e' un eccesso di capacita' produttiva e debito nel mercato e nei settori privato e pubblico che e' a mio avviso molto preoccupante. Ritengo ci vorranno molti anni per "digerire" le conseguenze di questo super bull market e questo periodo di digestione di eccessi e irrazionalita' che stiamo ancora vivendo (vedi campo immobiliare) sara' il fattore che determinera' prestazioni ben al di sotto della media da parte del mercato.
Le valutazioni basate su P/E ratios sono ancora esagerate se confrontate con il passato. Nessun mercato bear e' mai finito con valutazioni pari ad oggi. Il Professore Robert Shiller conferma tramite i suoi studi che da questi livelli di P/E ratios, gli investitori per i prossimi 10 anni non possono aspettarsi niente, o molto poco dal mercato azionario. Anche un grande come Warren Buffet crede ancora che le valutazioni attuali delle maggior parte delle azioni siano esagerate e crede il periodo di digestione di questi eccessi di valutazione sia proporzionale alla pazzia raggiunta durante la grande bolla. Buffett durante il 2003 non riusciva ancora a trovare azioni appetibili per la sue gestioni...
A questo punto la domanda che viene logico chiedersi e': ma allora quali sono gli investimenti su cui puntare nel 2004 e negl anni a venire?
Personalmente ritengo che i mercati delle materie prime (commodities), le valute e in generale gli investimenti alternativi che permettano operazioni long-short siano quelli su cui puntare e adesso vi spiego il perche'.
Prima di tutto ritengo che l'inflazione sia una minaccia vera nonostante quello che i vari rapporti governativi vogliono farci credere. L'inflazione non esiste o e' sotto controllo ma in realta' il costo della vita aumenta su tutti i fronti....affitti, benzina,alimentari etc.
Guardatevi in giro e ditemi che il costo della vita di adesso non e' piu' costoso di due o tre anni fa...
Negli ultimi due anni abbiamo avuto probabilmente l'aiuto economico piu' grande della storia dell'economia USA. Le "presse" del governo USA hanno fatto gli straordinari stampando soldi e bonds supportati piu' dalla fiducia in una ripresa e dalla buona fede degli stranieri che non da evidenti prove di solidita' e ripresa economica.
Basta guardare al deficit import-export e al bilancio Federale per farsi venire brividi da paura. Tagliando praticamente a zero i tassi d'interesse il governo ha innescato il boom del mercato immobiliare che di conseguenza ha aiutato l'economia aggiungendo liquidita' per centinaia di miliardi di dollari tra rifinanziamenti sulla casa e nuove costruzioni.
Considerando l'aumento progressivo (e a quanto sembra innarrestabile..) del buco del bilancio USA e del deficit import-export, la svalutazione del dollaro, il rafforzamento di molte economie (sopratutto in Asia) e sopratutto la continua domanda di materie prime da parte della sempre piu' potente e "affamata" Cina ritengo che siamo solo all'inizio di un potente e prolungato bull market su tutte le materie prime (commodities).
Nessun mercato finanziario a mio avviso e' piu' adatto a trarre vantaggio di una eventuale inflazione e di un eventuale crisi dell'economia USA. I mercati delle materie prime sono i mercati su cui puntare. Negli ultimi 100 anni vi sono stati solo cinque bull markets rigurdanti le commodities, praticamente uno ogni 20 o 30 anni e di solito sempre causati da una inflazione crescente.
Pochi investitori si accorsero dell'inizio del bull market azionario agli inizi del 1980 e sicuramente un numero inferiore di investitori si sta rendendo conto che siamo solo agli inizi di grande bull market nelle materie prime. Basta guardare i maggiori indici delle commodities (CRB index) per rendersi conto di quello che sto dicendo...Forse non tutti sanno che negli ultimi 5 anni i maggiori indici commodities hanno superato a livello di prestazioni i settori classici d'investimento: azionario, obbligazionario e immobiliare! Molti analisti ed economisti concordano nel dire che siamo in mezzo al piu' grande movimento di prezzi delle materie prime degli ultimi 25 anni.
Cosa aspettarsi dal 2004.
Sicuramente la mia visione del mercato azionario e' negativa a causa dei seri problemi fondamentali che minacciano l'economia USA. Non ritengo pero' che avremo degli scossoni importanti fino a dopo le elezioni presidenziali. Tradizionalmente gli anni delle elezioni presidenziali sono stati anni positivi per il mercato azionario e penso che anche quest'anno la regola non cambiera'. Il mercato cambiera' direzione quando i tassi d'interesse inizieranno a salire. L'inflazione e' ancora abbastanza contenuta e la FED e' ancora disponibile ad essere accomodante con le propia poltica monetaria. Se ci sara' un'aumento sara' verso fine anno e sara' piccolo cosi' da non spaventare i mercati e fermare l'economia. Nonostante sara' un anno positivo per le azioni non aspettatevi ritorni vicino al 25% come ha fatto il Dow nel 2003. Direi che un ritorno che va da un 6% ad 8% e' quanto aspettarsi dal Dow nel 2004.
Le azioni possono essere considerate come un indicatore guida dello stato dell'economia. Esse tendono a salire in anticipazione di una ripresa economica e non in risposta alla stessa. Quando siamo all'inizio di un nuovo ciclo economico o un rimbalzo economico le azioni hanno le migliori prestazioni perche' anticipano nel propio prezzo i futuri guadagni. Questo e' quanto penso sia accaduto nel 2003. I guadagni cosi' forti di tutti gli indici sono stati realizzati secondo questo principio di anticipare i futuri earnings di molte societa'.
Purtroppo, la realta' e' che molti di questi guadagni, sono insostenibili e fuori da ogni logica e la mia paura e' che il mercato avra' un comportamento simile al top fatto registrare nel 2000. Facciamo un esempio per capirci meglio. La famosa E-Bay e' venduta per oltre 80 volte i propi earnings. Street.com calcola che gli earnings (utili) di E-bay dovrebbero aumentare del 40% all'anno per i prossimi 5 anni per giustificarne il prezzo attuale. Questo e' un classico esempio di prezzo insostenibile...
La musica adesso suona e tutti ballano. Il governo Bush con l'aiuto della FED ha riempito di steoridi il mercato e l'economia ma non senza gravi conseguenze al budget degli USA. E' molto probabile che il vero bear market sia davanti a noi e non dietro a noi. La presidenza Nixon e' un esempio di una situazione molto simile a quella odierna...Quando la musica e le droghe a base di steoridi ed ecstasy finiranno...il risveglio del mattino dopo sara' molto, molto traumatico.
Riassumendo, ritengo che la maggior parte dei guadagni nel mercato azionario siano gia' stati fatti e che questo non e' altro che un forte rally all'interno di un mercato bear. Al contrario i mercati delle commodities (materie prime) sono solo all'inzio di quello che potrebbe essere un esplosivo bull market e questo a mio avviso e' il mercato su cui puntare negli anni a venire. Esempi di mercati su cui speculare sono oro, petrolio, il dollaro US, l'Euro e lo Yen. Nonostante questi mercati siano in trend ben definiti da tempo ritengo che i vedremo ancora prezzi molto piu' alti con un dollaro sempre piu' debole.
Ma al di fuori di queste commodities ben conosciute perche' spesso riportate dalla stampa e dalla televisione vi sono molte altre commodities che sono vicine a minimi e quindi rappresentano classiche opportunita' d'investimento. Per trarre vantaggio di questi mercati l'attento investitore o il bravo trader puo' utilizzare diverse strategie. Dall'acquisto di opzioni per limitare i rischi,all'acquisto e vendita di futures oppure per chi non ha tempo per speculare o non ha le adeguate conoscenze pratiche e tecniche si puo' affidare ad un esperto del settore ed affidare in gestione il propio capitale speculativo. Qualsiasi sia la vostra esigenza a livello di investimenti alternativi, quale qualificato money manager specializzato in futures (CTA: Commodity Trading Advisor), posso rispondere a qualsiasi vostra domanda o esaudire qualsiasi vostra esigenza speculativa. Se desiderate contattarmi vi prego di utilizzare la sezione "Contatti" del mio sito www.usagalileo.com
In attesa di un vostro riscontro o commento vi porgo i miei piu' distinti saluti e vi auguro un 2004 prosperoso e pieno di felicita'.

MARKET UPDATE. E' QUESTO IL NUOVO BULL MARKET?

San Diego 4 Dicembre 2003

Cari amici,

mi scuso se non ho fatto un nuovo articolo-analisi per diversi mesi ma il lavoro di broker e money manager non mi lascia molto tempo a disposizione. Prima di tutto vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno scritto in questi mesi per scambiare opinioni. Molti di voi mi aspettavano al varco e sono stati pronti a farmi notare che ho "toppato"; il massimo a 9500 sul Dow e' stato ampiamente superato e ci stiamo avvicinando ancora una volta al fatidico muro dei 10,000! Ci sono "voci di corridoio" sempre piu' frequenti che segnalano questo livello per il Dow e 2000 per il Nasdaq per facilitare le prossime elezioni a Mr.Bush. Visto che la guerra al terrorismo non funziona molto bene almeno i Repubblicani devono potersi salvare sul fronte interno con dati economici molto incoraggianti (almeno in superficie).
Un'altro motivo per cui non ho aggiornato la mia ultima analisi e' semplicemente perche' non ritengo vi siano stati importanti cambiamenti degni di nota da tre mesi a questa parte. Se vi fosse stata qualche notizia o qualche fatto degno di nota vi avre senz'altro aggiornato.
Mi viene spesso chiesto se ho cambiato idea sui mercati da un punto di vista fondamentale? Assolutamente no. Anzi sono sempre piu' convinto che ci troviamo in pieno bolla speculativa con paralleli drammatici a quelli di fine 1999 inizi 2000. Premetto che non sono un'analista fondamentale. Non lo sono mai stato e dopo lo scandalo Enron, Arthur Andersen, Tyco, WorldCom & Co. lo sono ancora meno. Sono sempre stato solo un'analista e un trader tecnico. Quello che importa per me sono i prezzi e i grafici che ho d'avanti, tutto il resto per me sono solo numeri e parole per riempire i giornali di inutili articoli e ore e ore di commenti altrettanto inutili su CNBC e Bloomberg.
Visto pero' che molti di voi amano sapere cosa fanno le aziende quotate, quanto hanno venduto l'ultimo quarto, com'e' il P/E etc. non manchero' di darvi anche qualche dato a questo riguardo. Quando parlo di analisi fondamentale mi riferisco ad un'analisi macroeconomica basata su studi, dati e osservazioni al di fuori della "propaganda" che viene somministrata tutti i giorni dai vari media o da Wall Street o dal governo.
Come sempre vorrei darvi qualche dato statistico a riguardo dello stato attuale di Wall Street. Vi prego di non confondere queste mie considerazioni come segnali di vendita immediata. Il timing di quando entrare e uscire dalla borsa e' abbastanza semplice. Una semplice media mobile vi avrebbe tenuto dalla parte giusta del mercato durante tutto questo bear rally a partire da primavera 2003 (ah..il famoso senno di poi..).
Ci sono logiche e principi con cui l'uomo ha dovuto fare i conti che allo stato attuale delle cose sembrano non valere piu'. La nostra societa' sta dando ancora una volta l'illusione a milioni di persone che la via della richezza e' molto semplice. Compri una casa o un'azione e il gioco e' fatto. Tanto non possono che andare su... quindi che senso ha lavorare e faticare? Facciamo tutti gli speculatori nel campo immobiliare (o ancora una volta su qualche azione Nasdaq) e tra qualche anno andiamo a goderci tutti assieme i nostri facili guadagni in qualche isola caraibica! Non e' forse questo il sogno di molti di voi? Certo e' anche il mio sogno..ma qualcosa mi dice che la cosa non puo' funzionare. D'altronde per quale motivo uno dovrebbe assumersi dei rischi in borsa se non per diventare ricco, molto ricco e possibilmente molto alla svelta? Il day trading diede questa illusione 5/6 anni fa e adesso, ancora una volta c'e' un boom di questa snervante attivita' speculativa (provare per credere). Le IPO stanno tornando di moda e dopo mesi e mesi di silenzio quando vado ad un party sento nominare ancora una volta nomi di azioni che speravo fossero spariti per sempre: Amazon! Ebay!Yahoo! etc.
A quanto pare il prezzo pagato per la casa o l'azione non importa. Tanto va su..sempre su. Lo dicono tutti o no? Economisti, gurus, giornali, televisione etc. E poi che senso ha risparmiare alla fine del mese? Tanto si vive una volta sola o no? E allora via che si spende piu' di quello che si guadagna e le nostre societa' e le nostre famiglie accumulano debiti invece che risparmi...d'altronde con Greenspan e Bush al comando cosa si puo' temere? Siamo in mani sicure o no?
Difficile ipotizzare cosa succedera' nel futuro sopratutto considerando che siamo oramai a 12 mesi dalle elezioni presidenziali USA e molte cose strane possono accadere (o stanno accadendo) dietro le quinte...
Sicuramente non si guadagna con le supposizioni o con le analisi ma partecipando al gioco e chi ha partecipato negli ultimi mesi lo sa bene. Seguire il trend e' importante e il resto sono solo inutili parole e una perdita di tempo e denaro. Se va su si compra, se scende si vende..facile da dire ma non da fare..la disciplina e' sempre il punto debole del trader a qualsiasi livello sia esso un professionista o un dilettante.
Eccovi quindi alcun puntii che spero possano farvi riflettere. Da quando il Dow ha toccato i massimi qualche anno fa ha passato il livello 10,000 oltre una dozzina di volte e tutte le volte ha perso momento ed e' tornato giu'. Il rally attuale e' guidato da piccole societa' con bilanci e profitti molto discutibili..molte di queste azioni sono molto economiche e sono comprate appunto per questo motivo. Di solito se qualcosa costa poco e' perche' vale poco o no? E' cosi' in tutti gli aspetti della nostra vita...difficile fare affaroni di questi tempi, troppa gente furba pronta a fregarti subito. Ma evidentemente la lezione del Nasdaq di tre anni fa non e' servita a nulla. Generalmente quando c'e' l'inizio di un nuovo (vero) e solido bull market le azioni che sono leader e trascinano Wall Street sono azioni nuove. Questa volta il rally e' guidato ancora dalle stesse azioni che guidarono il bull market degli anni novanta. E infatti le azioni speculative sono quelle che sono piu' in alto di tutte...secondo me questo mercato non ha delle buone basi e non e' convincente.
Chi compra questo mercato? Sinceramente non lo so di preciso ma so chi lo sta vendendo. Gli insiders stanno vendendo $59 di azioni per ogni $1 acquistato secondo studi della Insider Research. Per darvi una idea fino ad oggi il record era 20 a 1 e qualsiasi lettura superiore a 20 a 1 e' considerata bearish..
La maggior parte delle newsletter e degli investitori sono estremamente bullish. Se tutti sono bullish di solito il mercato corregge in quanto non tutti possono vincere...
Valutazioni assurde..E-Bay e' venduta a 80 volte gli earnings e thestreet.com ha calcolato che i profitti di E-bay dovrebbe salire del 40% all'anno per i prossimi 5 anni per giustificare il prezzo dell'azione..Che ne dite? Si puo' fare?
Il P/E ratio dell'S&P 500 a Marzo 31,2000 era 29.41 e di questi tempi (secondo stime del sito dell'S&P stesso) siamo a 29.46. Analisi e studi dimostrano che nel passato non ci sono mai stati valutazioni equivalenti a quelle attuali che siano state seguite dopo 10 anni da guadagni nei vari indici principali. C'e questa tendenza a credere che questa volta e' diversa. Che il passato non conta, che questa e' una nuova era del cosidetto mercato dinamico. I sistemi di valutazione classici usati nel passato non funzionano piu' e non contano niente. Nonostante non sia un fondamentale dubito che questa volta la storia non si ripetera'... La somma dei fattori negativi che pesano a livello economico e politico sugli USA sono troppi e troppo importanti: un deficit federale e statale a livelli record, il dollaro che continua ad indebolirsi, i prezzi delle materie prime che continuano ad aumentare, livelli di disoccupazione ancora alti e sopratutto livelli di indebitamento da parte dei consumatori a livelli record. Questi fattori prima o poi devono avere un'effetto negativo sulla borsa.
Seguira' a giorni una seconda parte a questa articolo. Se desiderate contattarmi o spedirmi i vostri commenti vi prego di utilizzare la pagina "Contatti".

Grazie e buon trading.

Luca Facchini

San Diego 13 Agosto 2003

Caro Amici,

Non ho scritto nulla per due mesi perche' ritengo che l'analisi fatta l'11 di Giugno sia ancora valida. Nonostante le parole di conforto di Greenspan, la morte dei due figli di Saddam, l'ondata record di caldo in Europa e un Terminator quasi Governatore, il mercato e' ancora esattamente allo stesso livello d'inizio estate. Ritengo possibile un nuovo massimo sul Dow Jones attorno a 9500, anche se, questo evento rappresenterebbe per me, semplicemente un' ultimo colpo di coda di un mercato ancora esageratamente sopravvalutato. I rischi di caduta da questi livelli sono a mio avviso nettamente superiori rispetto ai possibili avanzamenti dei vari indici.

Un' articolo sul Wall Street di oggi segnala la mancanza di Insider Buying. Il messaggio e' a mio avviso chiaro: vendere. Sono oramai tre mesi che gli Insiders non comprano azioni e questo tipo di non-attivita' e' stata riscontrata solo una volta negli ultimi 10 anni. Era il periodo Luglio-Settembre 2000 il quale anticipo' una caduta del 19% nei successivi sei mesi e addirittura una caduta del 28% nel successivo anno. Questo non e' il periodo adatto a comprare azioni ma bensi' adatto a vendere e prendere profitti! Siamo nel periodo dell'anno storicamente piu' debole per l'azionario e l'aumento degli yelds dei bonds associato alla sopravalutazione del mercato sono a mio avviso tutti chiari segnali di pericolo per chi vuole investire (o e' investito) con Wall Street & Co.

Il mio consiglio e' di allegerire il vostro portfolio azionario, incassare ed eventualmente diversificare con mercati e strumenti non correlati (esempio: trading con futures su materie prime e valute). Se desiderate avere una consulenza patrimoniale gratuita e personalizzata vi prego di inviarmi le vostre informazioni attraverso il modulo presente nella sezione contatti di questo sito (specificate se volete essere contattati via email o via telefono).

Distinti saluti e buon Ferragosto!

Luca Facchini -CTA



 

I VERI MOTIVI DELLA GUERRA IN IRAQ.

15 Gennaio 2003

Cari Lettori,

cosa c'e' dietro questa incredibile voglia di guerra da parte degli USA? L'amministrazione sta cercando di convincere tutti, sia qua, che nel resto del mondo, che il motivo e' solo di self defense. Gli USA hanno paura che Saddam nasconda in gran segreto laboratori in grado di costruire armi chimiche, battereologiche e nucleari.
Personalmente non credo minimamente a questa teoria e i veri motivi sono cosi' chiari che anche un cieco li potrebbe vedere (ma non l'opinione pubblica Americana).
Ogni volta che intervistano Bush e gli viene chiesto il perche' di questa guerra la risposta (come un vero pappagallo) e' sempre la stessa:" Il mio compito e' difendere gli USA e gli Americani". Punto e basta.  Appena il giornalista prova a fare qualche altra domanda non arriva nessuna risposta oppure arriva quella "registrata". Veramente irritevole! Questo presidente non e' capace di formare una frase da solo. Tutto gli deve essere spiegato durante il briefing e tutte le frasi e le risposte che escono dalla sua bocca sono di una retorica e di una previdibilita' sconcertante. Mah...che nostalgia per Clinton e Monica Lewinsky!

Domande logiche da porsi sono le seguenti.  Se quindici su diciannove terroristi responsabili dell'attacco dell'11 Settembre sono cittadini dell'Arabia Saudita (e nessuno Iracheno) perche' attaccare l'Iraq e non l'Arabia Saudita? L'Afghanistan e' stato soggetto a bombardamenti a tappeto e all'incursione delle forze speciali di mezzo mondo. Obbiettivo catturare Osama Bin Laden del quale logicamente nessuno sente piu' parlare...dov'e' Osama? (Per vostra informazione Osama odia Saddam e tutte le piste che collegavano in un primo momento l'Iraq con Al Queda si sono rivelate prive di fondamento).

L'amministrazione sta cercando di vendere il famoso concetto secondo cui "l' attacco e' la migliore difesa" in una sorta di guerra preventiva....prima che mi colpisci, ti colpisco io. Logicamente questo tipo di strategia funziona benissimo se dall'altra parte della trincea c'e' un nemico che e' ridotto alla fame, tecnologicamente e' a livello degli anni sessanta e militarmente e' attrezzato come lo erano i nostri eroici soldati Italiani durante la campagna in Russia nella Seconda Guerra mondiale. 

Gli USA non userebbero mai questa tecnica con Stati veramente pericolosi; e' sempre facile fare il bullo con i piu' deboli. Logico lo faremmo anche noi... Perche' non attaccare la Corea del Nord? Loro si, hanno sicuramente "weapons of mass destruction" e la Cina?

Una parte dell'amministrazione cerca di vendere anche il discorso "umanitario". Dobbiamo salvare il popolo Iracheno! Destabilizzando Saddam e riporteremo giustizia e pace come e' stato fatto in Afghanistan sconfiggendo i Talibani.  Piccolo particolare: di popoli oppressi, senza cibo, senza diritti umani ce ne sono a decine in tutto il mondo ma logicamente la legge non e' uguale per tutti. Se vuoi ricevere aiuto da parte degli USA (o dell'EU) e' consigliabile avere sotto la capanna dove vivi, grosse quantita' di petrolio o metano..a voi la scelta. Se non avete niente da offrire..sorry..sara' per un'altra volta.

Quali sono i veri motivi dunque? Una teoria interessante che ho appreso in questi giorni da fonti "informate" e' la seguente. Il controllo (indiretto) dei campi petroliferi Iracheni da parte degli USA metterebbe il guinzaglio all'OPEC. Gli USA non amano essere soggetti di ritorsioni e minacce da parte di nessuno e specialmente da parte di Libya, Iran, Arabia Saudita & Co.
Sono ritorsioni che si riflettono sul costo alla pompa della benzina. Ad un Americano, toccate tutto, ma non toccate l'enorme Jeep, 6000 di cilindrata e con 8 o 10 cilindri! Consumo al kilometro di circa 4 litri alla faccia dell'inquinamento e di Saddam!  Il prezzo adesso alla pompa e' ancora sotto i due dollari al gallone (equivalente diciamo a qualcosa in meno delle vecchie mille lire al litro). E il prezzo attuale del greggio naviga attorno ai $30 per barile. Da calcoli fatti risulterebbe che le riserve di petrolio Irachene sono pari a 112 miliardi di barili piu' che sufficienti per "controllare" in qualche modo la politica dei rialzi dell' OPEC. In parole povere invece di $30 al barile si ritornerebbe a circa $20. A parte il fatto di avere ancora la benzina a circa un dollaro al gallone (per la gioia di tutti i possessori di SUV),  questo calo del prezzo del greggio e' visto come un'enorme stimolo economico. Una soluzione di questo tipo sarebbe molto piu' efficiente di qualsiasi taglio alle tasse o di qualsiasi manovra fiscale (ridicola l'ultima) o economica fatta con metodi tradizionali.
Non dimentichiamoci poi che la famiglia Bush e il Vice Presidente Cheney sono da sempre stati nel business dell' estrazione del petrolio o coinvolti con interessi e vari business partners nel settore energetico ma questi sono logicamente dettagli secondari........

Alla prossima.

Luca Facchini





 

COSA ASPETTARSI DAL 2003 E IL PROGETTO "MIDAS".

6 Gennaio 2003,

Cari Lettori,

Prima di tutto tanti Auguri per un Felice e Prosperoso Anno Nuovo! Ad un mese di distanza dal mio ultimo articolo-analisi ho deciso di darvi un update su quello che mi aspetto dal 2003. La maggior parte dei professionisti, esperti, analisti, giornalisti etc. non pensa minimamente ad un quarto anno negativo per Wall Street. L'unica altra volta che questo e' accaduto e' stato nel "famoso" quadriennio 1929/1932. Domanda logica: siamo forse pronti per una nuova "Great Depression" in stile dot.com? Piu' avanti le mie considerazioni...
Altro dato statistico siamo nel terzo anno dell'amministrazione Bush. L'ultima volta che il Dow ha finito al ribasso durante il terzo anno del ciclo presidenziale e' stato nel 1939. Presidente era FD. Roosevelt ed era l'inizio della seconda guerra mondiale. Questi due passati eventi non sono propio bene auguranti gli annia venire...

Personalmente penso sia molto probabile un quarto anno in negativo per Wall Street. L'ultimo bull market (o ciclo al rialzo) e' iniziato nel 1982 ed e' finito nel 2000. Di solito i bull market finiscono quando le azioni hanno valutazioni eccessive e al di fuori di ogni logica, quando la "massa" degli investitori partecipa al mercato e quando tutti (esperti e non) non vedono una fine al rialzo dei prezzi contrattati (c'erano dei libri che parlavano di Dow 40.000... adesso sono in vendita sulla mia libreria per un dollaro ...). I bull markets cosi come i bear markets finiscono con degli estremi. Siano essi eccessi di positivismo e irrazionalita' (vedi bolla speculativa Nasdaq) o eccessi di negativismo.

Due o tre anni fa durante i miei seminari di analisi tecnica, spesso, i baristi o i camerieri dei vari hotels, mi davano la loro opinione sulla prossima azione da comprare o sul futuro andamento del Fib o del Nasdaq.
Per loro, pagare per un corso di analisi tecnica per sentirsi dire come guadagnare in borsa era assurdo. Infatti penso che alcuni di loro, nei mesi successivi, abbiano abbandonato il settore alberghiero per aprire un sito con segnali operativi mentre altri hanno iniziato a spacciarsi per esperti di borsa facendo seminari su come investire e fare trading.

Questi sono appunto gli estremi che caratterizzano il top di un bull market.
Quello che e' iniziato tre anni fa e' il peggior bear market mai fatto registrare nella storia di Wall Street e molti sono pronti a giurare che e' morto ed e' tempo di rivincita. Io ancora non ne sono convinto...

La storia ci insegna che un grande bull market e' sempre seguito da un' altrettanto grande bear market. Tre esempi: 1906-1921 / 1929-1949/ 1966-1982 (durata media circa 15 anni).  Se la storia ha la tendenza a ripetersi ancora per una volta, diventa abbastanza semplice dedurre che i prossimi 10 anni saranno all'insegna del Grizzly e non del Miura. Logicamente, nel frattempo, ci saranno dei rally (anche molto convincenti) che faranno gridare all'inizio del nuovo bull market ma questi rally (vedi quelli che sono nati e morti negli ultimi tre anni) non fanno altro che tirare dentro gli ultimi polli da spennare.

Quando finira' il bear market? Impossibile dirlo a meno che non usiate la sfera magica....l'unica cosa che so per certo e' che tutti i bear markets finiscono quando la gente non ne puo' piu' della borsa e non vuole sentire parlare mai piu' di azioni e trading. I bear markets finiscono veramente quando tutti e ripeto tutti, (professionisti e non) pensano che il peggio deve ancora arrivare.
Solo a quel punto ci saranno le piu' alte probabilita' di comprare azioni con un vero valore e le possibilita' di essere vicini al famoso "bottom" sono altissime. I famosi "earnings" a quel punto saranno "veri" e non qualche magico numero derivato da un gioco di prestigio di Arthur Andersen & Co.
I P/E saranno a 8/10, i dividendi pagheranno un 3-5% e saranno veri, perche' solo in quel modo la gente sara' attratta ancora una volta ad investire in strumenti considerati estremamente rischiosi e speculativi.

La situazione attuale non mi sembra quella descritta di sopra. Molte blue chips hanno ancora P/E con valori vicini a 40. Parlo di Blue Chips e non Nasdaq stocks le qui manipolazioni a livello di contabilita' e profittabilita' sono oramai note a tutti.  La vera tragedia e' che il valore "vero" di questi pacchi.com era noto anche tre o quattro anni fa, ma Wall Street era troppo impegnata a vendervi la "Fontana di Trevi"  e a guadagnare cifre da capogiro ed era poco interessata a dire la verita' e a curare veramente i vostri interessi. L'onesta', in quasi tutti i settori commerciali, difficilmente fa rima con profittabilita'....

Per le societa' da quotare, recentemente quotate e le  grosse banche d'affari il gioco era semplice (vedere i miei vecchi articoli 2001). Se gli andava bene non sarebbero mai stati trovati con le mani nel sacco e se gli fosse andata male, al massimo, avrebbero pagato qualche centinaio di milioni di dollari di multa. E questo e' esattamente quello che e' successo e sta succedendo. Nessun provvedimento penale per i giganti di Wall Street ma solo multe che, in proporzione ai loro bilanci e ai guadagni fatti,  sono l'equivalente per noi poveri mortali, ad una multa per eccesso di velocita'!

Wall Street, analisti e i vari CEO's dovrebbero pagare molto di piu' rispetto a quelle che io ho ribatezzato multe per eccesso di disonesta'! A mio avviso questi provvedimenti della SEC sono tardivi e insufficienti a garantire che nel futuro, cose di questo genere non accadano piu'. La fiducia degli investitori (per lo meno quelli piu' furbi ed intelligenti) e' stata, secondo me, intaccata in maniera irreparabile e ci vorra' una nuova generazione di polli per credere ancora alle favole dei "guru" di Wall Street.

L'amministrazione USA attuale, logicamente, ha tutto l'interesse a non perseguire in maniera seria questi criminali in giacca e cravatta in quanto sono noti da tempo gli intrecci di amicizia e interessi economici tra molte societa' indagate e i vertici della Casa Bianca...(vedi lobbying e i vari contributi elettorali).

Nel frattempo migliaia (o forse milioni) di onesti cittadini in tutto il mondo hanno visto spazzarsi via quasi tutti i risparmi e adesso si trovano costretti, alla soglia dell'eta' pensionabile, a dover trovare un secondo lavoro per pagare i conti a fine mese e/o per tentare di ricostruire il loro fondo pensione. (E pensare che Bush e i Repubblicani avevano proposto di privatizzare ed investire a Wall Street il Social Security!! La Social Security e' equivalente alla pensione minima statale in Italia).

In una indagine di Business Week solo 3 su 67 analisti prevede il Dow negativo per 2003 e solo 2 su 67 prevede il Nasdaq con il segno rosso a fine anno. Molto di voi si faranno ancora convincere da questi  "chiaroveggenti del mercato".  D'altronde questi sono i famosi top analysts che vengono pagati milioni di dollari tutti gli anni, hanno frequentato tutte le universita' piu' famose e lavorano per tutte le banche d'affari piu' importanti.....

Permettetimi di ricordarvi che alla fine del 2001 in una indagine fatta con alcuni tra i top 20 analisti, nessuno, ripeto nessuno, fu in grado di prevedere un 2002 negativo per il DOW. Anche per quest'anno previsioni di aumenti di produttivita' per l'economia USA, profitti e aumenti guadagni minimi del 10-15% per Dow e 20-30% per Nasdaq sono sulla bocca di tutti..esperti e non.  Quindi a naso vi dico...allarme rosso! (Nessun riferimento alla Nord Corea).

Una recente indagine con i principali presidenti di circa 150 societa' di grandi dimensioni (large caps) prevedono per il 2003 al 60% nuovi licenziamenti. Non il tipo di notizia che fa pensare a un nuovo anno pieno di felicita'....

I budget pubblicitari dei fondi d'investimento piu' importanti sono giu' del 50% da inizio anno e giu' del 70% dal picco di borsa 2000. Trovare nuovi polli diventa sempre piu' difficile....e poi cosa vai a pubblicizzare sul giornale? Un esempio: "Il nostro fondo tecnologico e' stato in grado di battere il Nasdaq negli ultimi tre anni! Invece di perdere il 75% abbiamo perso solo il 55%! Fidatevi...sappiamo cosa fare con i vostri risparmi!".

Quindi cosa dire per il 2003. Rimango negativo a causa delle troppe incertezze a livello economico in USA e Giappone e sopratutto socio-politico a livello mondiale (Iraq, Nord Corea). L'instabilita' e i venti di guerra non sono elementi benevoli per Wall Street e per l'economia globale. Non ci sono gli elementi e le basi per ripartire. Ma logicamente spero di sbagliarmi; se la borsa sale il 99% di voi guadagnera' qualcosa e questo non mi puo' che farmi piacere. Se positivo dal 2003 non mi aspetto un guadagno superiore al 5-7% e questa sara' la media che ci si potra' aspettare dagli indici per diversi anni a venire.

Tanto per avere la coscienza tranquilla: se comprate azioni o fondi e sperate in un buy and hold, siete a mio avviso destinati a navigare in acque molto agitate. Questo tipo di mercato non e' un mercato per principianti e queste tecniche a mio avviso non funzioneranno piu' per diversi anni. Questa tecnica ha prodotto bene durante gli anni '80 e '90 ma adesso e' a mio avviso perdente. Prima di ritornare a vedere il segno (+) sul vostro conto potrebbero passare tranquillamente dai 12 ai 20 anni. La volatilita' vi potrebbe far venire l'ulcera anzi tempo e le arterie ne potrebbero soffrire parecchio.
Il rendimento medio dei fondi comuni USA e' stato -22.7% ma la maggior parte degli investitori crede ancora di diventare ricca non toccando nulla.... A mio avviso se il 2003 sara' un anno positivo lo sara' piu' per una reazione agli ultimi tre anni che non per una vera e propia ripresa.

Quindi riassumendo:

1) Se mi sbaglio e i vari "guru" di CNBC, Sole 24 ore, Wall Street Journal etc, sono esatti, allora entro fine anno i vostri investimenti potrebbero essere positivi.
2) Se ho ragione allora l'unico modo per guadagnare qualcosa (o per non perdere troppo) e' avere un piano di battaglia adeguato ad affrontare il mercato e diversificare parte del vostro portfolio con investimenti alternativi non correllati con l'andamento classico dell'azionario.

Un'accenno va fatto a livello dei potenziali ottimi guadagni che sono a mio ottenibili negli anni a venire speculando sulle materie prime e sulle valute. Per coloro che non seguono le materie prime eccovi alcuni dati interessanti.  Durante il 2002 mentre Dow, Nasdaq e S&P erano giu' rispettivamente del 17%,32% e 23% l'indice CRB (l'indice di riferimento delle principali commodities) ha finito a +22% e piu' precisamente l'oro ha finito a +25% e il petrolio a +64%! L'infazione non e' ancora allarmante ma se dovesse esplodere i prezzi di moltissime materie prime potrebbero aumentare in maniera considerevole. L'astuto trader o investitore deve riuscire a trarre vantaggio anche da questi mercati in quanto l'era dei soldi facili a Wall Street e' finita tre anni fa.

A questo proposito penso che i miei servizi e prodotti possano esservi di aiuto. A livello di trader e investitore fai da te vi posso aiutare a preparare un trading plan che vi permettera' di navigare tranquillamente negli anni a venire. E per coloro che non hanno tempo o voglia di seguire i mercati tutti i giorni (ma sentono l'esigenza di diversificare il propio patrimonio) posso proporre una consulenza patrimoniale personalizzata.

Una seconda alternativa e' di diventare soci di una societa' privata specializzata in investimenti alternativi che ho intenzione di far partire a breve qui negli USA (o in Italia se vi fosse richiesta).
Il capitale sociale sara' investito principalmente in materie prime (oro,petrolio,zucchero etc.), valute e secondariamente con partecipazioni in societa' pubbliche e private, investimenti immobiliari e progetti di Venture Capital qui in USA e ovunque vi siano possibilita' di guadagno a livello globale.

Questo progetto si chiama "MIDAS" e a mio modesto parere, ha ottime possibilita' di crescita e  guadagno negli anni a venire, in quanto, la societa', investira' in tutti quei prodotti e strumenti che hanno la piu' scarsa correlazione possibile con Wall Street. Ho gia' diversi investitori interessati (Italiani e non) e sto formando il nucleo base per far partire la societa'.

Se siete interessati a queste proposte vi prego di mandarmi una email a luca@usagalileo.com precisando quelli che sono i vostri obbiettivi speculativi, il capitale a rischio a vostra disposizione e ogni altra informazione o domanda che ritenete opportuno farmi avere. 

Distinti saluti e ancora Auguri per un Felice e Prosperoso 2003!


Luca Facchini

 


 

UNA NUOVA TRAPPOLA?

1 Dicembre 2002

Le domande che mi vengono spesso poste in queste settimane sono la seguenti: " E' questo l'inizio di un nuovo bull market? E' questo l'inizio della ripresa? E' questo il famoso bottom?".
Premetto che non sono un trader "fondamentale" ma sono tecnico al 100%. Cio' vuol dire che anche se la mia opinione su qualcosa e' negativa ma il mio sistema o metodo mi dice di comprare io compro. Indubbiamente i dati fondamentali alla lunga sono quelli che determineranno l'andamento del mercato e dello strumento in questione ma nel breve periodo anche i dati piu' negativi possono essere "cancellati" dall'emozione e dall' entusiasmo del momento.

Di natura sono un contrario. Cioe' mi piace prendere il lato opposto di quella che e' l'opinione comune del momento. In questo periodo tutti parlano di ripresa e di nuovo bull market...io personalmente sono del parere contario. Chi ha letto i miei articoli nei precedenti due anni sa che sono sempre stato bear anche nei momenti in cui tutti dicevano esattamente l'opposto. Alcuni di voi mi hanno dato del pessimista cronico...diciamo che a me piacciono di piu' gli orsi dei tori...(almeno per adesso).

La mia risposta alle domande: "No, non credo che questo sia l'inizio di un nuovo bull market. Ritengo che questa rally non sia altro che un rally in un bear market".
Vivendo negli USA e mantenendo contatti professionali con Wall Street forse riesco a capire meglio cosa sta succedendo veramente all'economia USA e di conseguenza a quella globale.  Ripeto, forse...non ho la sfera magica ma negli anni e nei mesi passati le mie analisi sono state accurate e cosi' mi va di sbilanciarmi ancora una volta.

Una considerazione immediata. Se questo e' l'inizio di un nuovo bull market perche' a Wall Street (e a quanto sento anche a Londra e nel resto dei centri finanziari mondiali  le grosse societa' d'investimento e le grandi banche d'affari stanno licenziando personale qualificatissimo a ritmi record? A me questo non sembra un segnale positivo; storicamente all'inizio di un bull market i grossi nomi di Wall Street  assumono e non licenziano....

Quindi da un lato abbiamo Wall Street che ti dice che tutto e' OK e che la ripresa e' iniziata ma dall'altra parte licenzia a valanga i suoi uomini migliori... Non vi sembra una contraddizione? La famosa lingua biforcuta di Wall Street colpisce ancora....dopo aver mentito e imbrogliato milioni di innocenti investitori (vedi Enron, WorldCom etc.) ecco che ci riprova ancora facendovi credere che tutto e' OK e che la ripresa e' iniziata anche se in realta' "qualcuno" sa che non e' cosi'.

Il taglio a sorpresa di mezzo punto da parte della FED e' stato visto da molti come il tocco finale per far ripartire il motore economico americano. Io penso esattamente il contrario. Questo taglio improvviso e' sintomatico della stato di salute dell'economia USA! Come sempre il mercato sale in attesa di un eventuale recupero. L'attivita' che vediamo in questi giorni non sono a mio avviso altro che emozione e voglia di rivinciata in azione ancora una volta...

Il mercato sta salendo, secondo me principalmente per due motivi. Il primo perche' in questo periodo il mercato ha la tendenza stagionale a salire anno dopo anno e molti fund managers stanno smobilitando grosse quantita' di cash per far vedere ai propi datori di lavoro che anche loro sono capaci di far qualcosa (cioe' non guadagnare dei soldi ma bensi battere l' S&P500). L'altro motivo e' dettato dalla voglia di "vendetta" del popolo dei piccoli investitori. Il quale dopo aver perso di media il 60% e piu' del propio capitale negli ultimi due anni, ha deciso che questo e' il momento della riscossa....
Spero di sbagliare in questa mia previsione perche' so che molti di voi (amici e parenti compresi) sono saliti su questa barca circa un paio di mesi fa e se questa volta aveste ragione voi..beh....ne sarei contento.

Forse pero' vi siete dimenticati il rally di Agosto. E' durato un mese. Questo sta durando due mesi. Ma il concetto non cambia. Queste sono opportunita' per liberarsi delle azioni e non di comprarle! I massimi di Agosto su S&P500 sono i miei target massimi 950/960. Quella resistenza e' tipo il Rubicone, un varco fondamentale per la storia e secondo me da li scende verso nuovi minimi.  La valutazione, basata sui profitti attuali, su moltissime azioni e' ancora assurdamente alta quasi come ai livelli del market top. Questo rally e' basato sulle speranze collettive e non su veri e solidi fondamentali!

Non so se la storia si ripetera' ancora ma lasciatemi presentare un paio di frangenti passati....
Il rally attuale dal 9 Ottobre ad oggi rappresenta un rally da oltre +22%.
Nella primavera 2001 l'S&P fece un simile rally (+22%) ed esattamente un anno fa il rally da ottobre 2001 ad inizi 2002 rappresento' per gli investitori un +24%!
Naturalmente entrambi i precedenti rally svanirono nel nulla mentre il bear market continuava la sua corsa. C'e' un proverbio che dice non c'e' il due senza il tre..giusto? Vedremo se anche questa volta il proverbio avra' ragione...

Mai come in questi momenti di incertezza e scarsi profitti dovreste sentire l'esigenza di affidarvi a veri professionisti del settore che vi dicono le cose come stanno senza interessi di parte. Mai come in momenti come questi dovreste sentire l'esigenza di diversificare il vostro portfolio con investimenti alternativi quali derivati, valute e materie prime. Se siete interessati ad esplorare quello che posso offririvi vi prego di visitare approfonditamente il mio sito www.usagalileo.com oppure scrivetemi un email a luca@usagalileo.com


Distinti saluti & good luck!

Luca Facchini

 

Come chiudera' Wall Street il 2002? In negativo al 90%. Perche'? Lo dicono due indicatori quasi infallibili!

12 Febbraio 2002

Cari Amici,

questo articolo prevede un'analisi che e' un po' diversa dal solito. Infatti non andro' ad analizzare medie mobili, grafici ed earnings vari ma vi illustrero' due tecniche che sono state corrette nel 90% dei casi nel prevedere l'andamento di Wall Street nell'anno in corso.

Il primo indicatore e' il cosidetto "January Effect". Molto semplicemente questo indicatore ha indovinato correttamente la chiusura dell' anno partendo dalla chiusura del mese di Gennaio dell' S&P500. Infatti dal 1950 per ben 45 volte la chiusura di Gennaio ha condizionato per tutto l'anno l'andamento di Wall Street. Quest'anno l'S&P500 ha chiuso a -2.3% il mese di Gennaio e se la profezia funzionera' ancora questo sara' il terzo anno di profitti negativi per l'indice azionario USA (l'ultima volta che il mercato Americano chiuse tre volte di seguito in negativo fu nel triennio 1939-41 propio prima dell'entrata degli USA nel secondo conflitto mondiale...).

Eccoci al secondo indicatore che alla faccia dell'esoterismo e della cabala pure ha azzeccato l'ndamento della borsa con una accuratezza del 90% partendo dal 1967. Elliott? Fibonacci? Gann? Neural Network? Fasi Lunari? Macche'! Qui si parla di sport! Sto infatti per svelarvi uno dei segreti di Wall Street: il Super Bowl Indicator!
Come funziona? Semplice. Se un team che fa parte dell' American Footbal League (prima che si unisse alla NFL) vince il Super Bowl per il mercato sono brutte notizie. Forse voi non sapete chi ha vinto quest'anno il Super Bowl ma guarda a caso ha vinto un team dell' AFL: gli sfavoriti New England Patriots! Quindi chiusura negativa per il 2002.

Sinceramente non credo troppo a questo tipo di statistiche certo che due indicatori alla volta fanno riflettere... La maggior parte degli esperti che considero tali, prevedono una chiusura dell'anno in leggero territorio negativo o in leggero territorio positivo e praticamente l'anno 2002 dovrebbe essere un anno di transizione dove vengono ricostruite le basi per una nuova ripresa economica, ripeto dovrebbe essere....certezze mai.

Ritornando al discorso Enron a quanto pare qualcuno deve aver tradotto i miei articoli in Inglese e averne dato una copia al Congesso USA. Infatti pochi giorni dopo la pubblicazione su questo sito dello scandalo Enron-ArthurAndersen-AnalistiWallStreet, una commissione investigativa del Senato USA ha deciso di aprire una inchiesta su tutto quello che e' successo all'Interno di Enron promettendo di "pulire" una volta per tutte questa macchia che ha sporcato (in maniera a mio avviso indelebile) la fiducia degli investitori mondiali nel sistema finanziario USA.

Gli Americani per natura non hanno una mezza misura. Adesso qui e' iniziata la famosa "Caccia alle Streghe". Nelle prossime settimane le societa' quotate in borsa inizieranno a dichiarare (sul modulo10-K) alla SEC i resoconti annuali, i quali verranno analizzati al microscopio e saranno aperte indagini per ogni documento o numero non chiaro.

Ecco la mie considerazioni: se Enron ha fatto i "giochini" sporchi tante altre societa' sicuramente non sono state da meno sempre nella speranza che nessuno si facesse mai trovare con le mani nel sacco. Allora per evitare problemi con le autorita' governative molte societa' "rivedranno" i profitti dell'anno scorso e faranno "correzzioni" sui risultati ottenuti e sopratutto su quelli ottenibili quest'anno. Tutte le dichiarazioni dovranno essere consegnate entro Marzo 31. Le societa' di revisione dei bilanci non vogliono vedere il propio nome invischiato in indagini parlamentari e processi vari. Quindi e' possibile che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi assisteremo a dei dietro-front sui reali profitti fatti registrare l'anno scorso. Molte societa' con fantastici "earnings" ( che forse adesso cosi' fantastici non sono).....saranno costrette ad riaggiustare i conti, annunciando earnings (profitti) al ribasso....propio in un periodo in cui il mercato e' gia' sopravvalutato con valutazioni P/E al di fuori di ogni logica.

Comunque rimaniamo positivi. Dopo che si saranno aggiustate le questioni contabili (almeno 6 mesi da adesso) il mercato dovrebbe ricominciare a mettersi in riga e verso la fine dell'anno potremmo avere dei leggeri miglioramenti. Sempre che i licenziamenti a raffica, i fallimenti a numero di record, l'indebitamento senza precedenti dei consumatori e delle societa', gli scandali politici e il terrorismo non facciano ancora una volta lo sgambetto alla possibile ripresa economica Americana.

Distinti saluti e se volete mandarvi una vostra opinione a riguardo di questo articolo o avete qualsiasi domanda a livello dei miei servizi e prodotti vi prego di mandarmi un email a luca@usagalileo.com

Distinti saluti,

Luca Facchini





23 Gennaio 2002


Cari amici,

alcuni di voi mi hanno "accusato" di essere andato giu' un po' troppo pesante con Wall Street e i suoi metodi da casino' per attrarre i polli da spennare. Mi viene detto che i promotori e gli analisti fanno l'interesse degli investitori perche' sono dei professionisti. Per carita' ognuno fa quello che puo' ma la realta' e' un altra. La realta' e' un Nasdaq che e' passato da 5000 a 1500.
Visto che avete bisogno di prove piu' concrete lasciatemi illustrare tramite i numeri quello che ho inteso dire nel mio articolo del 20 Gennaio.
Vi sono motivi semplici e logici per cui le riviste e i giornali dipingono sempre la situazione in modo piu' roseo e positivo rispetto alla realta'. Provate un po' a pensare secondo voi una rivista o un giornale vende piu' copie se i titoli in prima pagina sono positivi e pimpanti oppure se gli articoli e i titoli di prima pagina sono negativi e pessimistici?
Per quanto riguarda le banche e le varie brokerhouse la situazione e' ancora piu' "compromettente".
Il significato della parola "sell" non esiste nel vocabolario degli analisti e dei brokers. Meglio far credere che tutto e' sempre OK piuttosto che dire la verita' delle cose. Prove? Eccole!
Nella edizione di Luglio 24 -2000 della rivista Fortune. Nei precedenti 12 mesi alla data di pubblicazione vi sono state 33.169 raccomandazioni buy, sell and hold da parte dei circa 2200 analisti di Wall Street che seguono attivamente 6000 societa' pubbliche. Sapete quante raccomandazioni sell sono state date? Pronti? 125! Cioe' uno 0.3%! Tutto questo nonostante gia' nel 1999 era risaputo tra professionisti che la maggior parte delle azioni (sopratutto le azioni Nasdaq) erano carissime e sopravvalutate sotto tutti gli aspetti.

Avete bisogno di piu' prove. Eccole. Secondo un articolo del New York Times datato Dicembre 31 2000 e dal titolo: "How Did So Many Get It So Wrong?", la qualita' della ricerca da parte degli analisti e' a dei livelli bassisimi in quanto le azioni analizzate sono state "sponsorizzate" (portate pubbliche /IPO/OPA tanto per capirci) dalle brokerhouse per cui gli stessi analisti lavorano.
Due esempi: " Mary Meeker l'analista delle azioni Internet per Morgan Stanley Dean Witter alla data della pubblicazione dell'articolo riteneva tutte undici le azioni analizzate come "outperform" ... nel frattempo, assieme, come gruppo erano giu' un 83% di media...delle undici azioni otto erano "underwritten" da Morgan Stanley. Altro esempio Mr. Jack Grubman analista per il settore telecomunicazioni per Salomon Smith Barney inizio' ad predicare prudenza sulle undici azioni da lui analizzate solo dopo che avevano perso di media circa il 77% del loro valore.... tutte e undici le azioni erano state "underwritten" da Salomon. Sempre secondo questo articolo Ms. Meeker e Mr. Grubman hanno guadagnato nel 2000, per il loro fantastico lavoro, rispettivamente 15 milioni e 20 milioni di dollari! La mia domanda. Cosa hanno guadagnato gli investitori che hanno seguito i loro consigli?? Non esistono responsabilita' da parte di questi famosi analisti?
La stampa e i cosidetti "esperti" dovrebbero dire come stanno veramente le cose, siano esse belle o brutte ma questa e' una utopia...

Andiamo al presente. Come sempre le lezioni non si imparano mai e cosi' eccoci un paio di anni dopo nel 2002 a Ms. Abbey Joshep Cohen uno dei "guru" piu' rispettati e quotati a Wall Street e su CNBC. La previsione di Ms. Cohen per il 2002 per l'S&P e di un +13%-24%! Forse non vi ricordate la previsione per il 2001 per l'S&P : +25% quando in realta' l'S&P ha perso un 13% e ancora nel 2000 la previsione erano di guadagno ma il risultato fu una perdita! Niente di personale contro Ms. Cohen ma quando finira' questo eterno ottimismo a Wall Street? Quando si potranno vedere delle analisi sensate, vere e "umili"? Non lo so...difficile prevedere il futuro ma in questo caso mi sento di azzardare che i "bulls" a Wall Street sono e saranno al potere per molto tempo a venire.

Distinti saluti,

Luca Facchini





PRECEDENTI ARTICOLI:

20 Gennaio 2002 - Enron e i "segreti" di Wall Street.

Cari lettori,

eccoci di ritorno dopo l'intermezzo Natalizio. Innanzi tutto vorrei augurare a tutti, anche se in ritardo, un Felice e Prosperoso 2002. Mi scuso se non sono riuscito a scrivere piu' spesso ma impegni professionali e vacanze varie hanno avuto la meglio, cerchero' di fare meglio nei prossimi mesi.
Dopo quasi due mesi dal mio ultimo articolo ho pensato di fare il punto della situazione dopo che diversi nuovi avvenimenti hanno colpito Wall Street. Dopo un promettente avvio, i tre maggiori indici hanno restituito immediatamente al mercato tutti i guadagni fatti registrare agli inizi di Gennaio. Cosa vuol dire questo? Non lo so, non ho la sfera magica ma l'unica cosa sicura e' che questo tipo di volatilita' e` una manna per i traders (swing e day trading) e un incubo per gli investitori di lungo periodo. Venerdi`, Oracle ha chiuso a - 4.3% e JDS Uniphase a -5.8% e tanto per nominare un'altra azione di "relativa" importanza IBM perde il 5.65% (ma ricordatevi che non c'e' da preoccuparsi perche' tutti i piu' famosi analisti di Wall Street assicurano costantemente che le azioni non perdono mai per piu' di tre anni di seguito.....o no?).

Non dimentichiamoci che c'e' ancora una guerra in atto e che i terroristi possono colpire ancora in ogni momento ma per adesso, in Afghanistan, tutto fila (fin troppo) liscio come l'olio. Sono sicuro che adesso il punto di grande interesse anche in Italia e' lo scandalo Enron. Eccoci finalmente alla resa dei conti. Alla prova del fatto che i bilanci societari e tutti quei bellissimi calcoli di natura fondamentale (P/E, Cash Flow, Estimated Earnings, Earning per Share etc. etc.) possono essere (o sono) manufatti dal nulla e sopratutto possono essere fatti sparire nel nulla. Arthur Anderser era il sarto che ha fatto l'abito su misura per Enron. Lo dico da anni: l'analisi fondamentale "puzza di bruciato".....ci sono troppe leggi, scappatoie fiscali, giochino di contabilita' a disposizione delle grandi societa' per far apparire i bilanci "pompati" al punto giusto. Se poi a questo ci aggiungiamo le stime e suggerimenti dei famosi analisti di Wall Street abbiamo una "foto" perfetta della situazione....
Con questo non voglio dire che tutte le societa` di revisione dei bilanci o che tutte le societa` quotate in borsa fanno questo tipo di "giochi di prestigio" ma la mia domanda a voi e': come fate a sapere chi e' onesto e chi no? Dopo lo scandalo Enron (e badate bene che questa non e' la prima volta) come fate a sapere che i bilanci certificati rispecchiano veramente lo stato di salute della societa' in questione e di conseguenza che il prezzo dell'azione riflette veramente il valore societa' quotata? Conclusione: impossibile (secondo me) fidarsi (solo) dell'analisi fondamentale.

Tutto quello di cui avete bisogno per valutare lo stato di salute della societa' Enron lo avete nel prezzo rappresentato da un grafico a barre o a candele giapponesi. Guardatevi il grafico di Enron e noterete che l'azione era in discesa libera da piu' di un anno. Quale persona, sana di mente, si sarebbe mai sognata di tenere o comprare le azioni della Enron nell'anno 2001?!? (Vorrei ricordarvi che diversi analisti davano fino ad Ottobre 2001 forti segnali buy su Enron....)
Non fidatevi di quello che dice CNBC, Bloomberg o il Sole24Ore o il famoso analista della famosa banca d'investimento. Se il grafico e' brutto, vendete tutto e non comprate niente. Accumulazione...un bel verbo...accumulare cosa? Azioni che stanno crollando con la speranza di vendite e guadagni che molto probabilmente non arriveranno mai? Quante migliaia di miliardi di dollari sono stati persi a causa dei suggerimenti degli analisti e dei brokers di "accumulare" le azioni Nasdaq? Ma nonostante tutto, nonstante la bolla speculativa del Nasdaq avrebbe dovuto insegnare una lezione a tutti i piccoli investitori, ancora una volta Wall Street e le grandi corporations vincono e Mr. Rossi perde.

Ma di chi e' veramente la colpa? Di Wall Street o di Mr. Reds? Dopo vi dico come la penso per adesso, sempre tanto per parlare siamo sicuri che Enron e' un caso isolato? Quante altre societa' hanno "giocato" con i numeri del bilancio? E Wall Street quanti segreti ha nel cassetto e quante altre sorpese ci proporra' nei prossimi mesi?

Molti si domandano ancora adesso, completamente sotto shock, come tutto questo possa essere accaduto in USA, a Wall Street e con la settima societa' a livello di capitalizzazione totale.
Ecco la mia risposta. Wall Street e' corrotta cosi' come sono corrotte quelle Repubbliche delle Banane nei vari paesi del terzo mondo. Niente di piu' e niente di meno. Certo corrotta in una maniera speciale, elegante,sofisticata e subdola. Il piccolo investitore e il lavoratore comune qui in USA hanno sempre creduto che Wall Street (brokers, banks) e le societa' quotate (vedi Enron & Nasdaq) esistano solo per curare in modo onesto e pulito i loro interessi e gli interessi degli investitori stessi. Il management di Enron o di IBM o Ford esistono per proteggere i lavoratori. Gli analisti e i brokers sono dalla loro parte, e il loro lavoro e' aiutare Mr. Rossi a navigare attraverso i periodi d' incertezza del mercato finanziario.
Inoltre Mr. Rossi si sente sicuro in quanto le famose societa' di revisione dei conti assicurano a tutti che le societa' quotate sono "oneste" e veritiere con i numeri dei bilanci. Per ultimo Mr. Rossi pensa che le autorita' di controllo di borsa (vedi SEC in USA e Consob in Italia) siano sempre attente a tutto quello che succede nei bilanci di migliaia e migliaia di societa' pubbliche.......
Una sola parola per descrivere tutto questo: ILLUSIONE! Nonostante vi siano state prove e riprove della inaffidibilita' del sistema Wall Street/analisti/brokers/banche d'investimento/organi di controllo gli speculatori e gli investitori si fanno ancora abbindolare come turisti Giapponesi in metropolitana a Milano con il gioco delle tre carte.
Ma di chi e' la vera colpa? Sicuramente chi ha sbagliato paghera' e anche salato ma la colpa e' solo di Wall Street e del sistema? Siamo una societa' libera dove nessuno e' obbligato con la forza a fare niente se non vuole farlo. Lo so che a molti posso sembrare un po' "freddo" ma purtroppo la borsa e il trading non sono luogo per compassioni e tenerezze come molto di voi hanno imparato a duro prezzo in questi ultimi anni di bolla speculativa e giochi d'azzardo....
Se io vado a Las Vegas, so che il casino` ha un vantaggio su di me e so anche che e' un luogo pericoloso dove se non gioco in maniera professionale e seria nel 99% dei casi tornero' a casa senza un dollaro. Wall Street non e' propio Las Vegas (anche se poco ci cala) in quanto il vantaggio lo abbiamo noi e non il casino` ma questo vantaggio lo possiamo sfruttare solo se abbiamo un metodo e un sistema analitico e sistematico da applicare sempre e dovunque senza farsi distrarre dagli ultimi dati trimestrali, da CNBC o da quello che potrebbero essere le future vendite. Questo e' l'unico modo per vincere a Wall Street (o a Las Vegas) e questo e' il mio obbiettivo e cioe' insegnarvi dei metodi professionali e vincenti per battere Wall Street al suo stesso gioco.
Purtroppo Las Vegas e Wall Street vivono dei principianti e dei polli da spennare. E' cosi', fa parte del business. Se non vi mettete in testa questo parallelo Las Vegas-Wall Street dubito che riuscirete mai a guadagnare niente in borsa. Le autorita' fanno di tutto per avvertirvi della pericolosita' degli investimenti speculativi ma alla fine e' sempre e solo vostra la responsabilita' finale quando comprate o vendete un'azione o un futures. Wall Street vi da' l'opportunita' di vincere o perdere ma alla fine tocca a voi decidere cosa comprare e cosa vendere....

Distinti saluti,

Luca Facchini




25 Novembre 2001 - L'effetto "tacchino" su Wall Street.

OK, eccoci qui dopo il simpatico intermezzo del "Thanksgiving". I "tre giorni del condor"...pardon, del tacchino sono finiti e da domani si ricomincia fare sul serio. Sinceramente non so spiegarmi i motivi della chiusura di Venerdi' del Dow up 125 con chiusura a 9959 anzi se ci penso ho una teoria medico-scientifica. Forse non sapete che all'interno della carne di tacchino c'e' alta % di un amino acido (il tryptophan) che ha un effetto, a quanto sembra, molto soporifero sull'uomo. Questo effetto tranquillante associato al livello di alcool puo' essere una buona spiegazione della giornata di trading di Venerdi'....

Scherzi a parte, sempre partendo dal presupposto che nessuno puo' predirre il prezzo del mercato quello che sta succedendo settima dopo settimana a Wall Street sembra andare contro ogni logica.
Vi do' un "update" sullo stato di salute degli USA con relative riflessioni.
L'economia Americana e' sostenuta per due terzi dal "consumer buying" questo vuol dire che se gli Americani smettono di comprare tutto e di piu', la situazione potrebbe peggiorare molto alla svelta e in maniera drammatica.
La produzione industriale e' calata per 13 mesi di seguito....l'ultima volta che si e' assistito ad un calo del genere era il 1932.
I profitti sono a livelli minimi record e l'unico modo per risanare i bilanci delle societa' e '......esatto, tagliare i posti di lavoro. OK, ma se uno non ha un lavoro (e nessuno assume) come fa a spendere e a patriotticamente sostenere l'economia ?
Adesso pero' mi viene un dubbio. Cosa potrebbe succedere all'economia USA se per caso, nei prossimi mesi o nei prossimi anni, l' Americano medio decidesse di diventare "economico"??
Cosa succede se le nuove generazioni diventano improvvisamente meno consumistiche e cominciano a dare piu' peso a valori spirituali, a conservare energia e a risparmiare denaro invece d'indebitarsi con le carte di credito?

Il taglio delle tasse e dei tassi d'interesse hanno come obbiettivo finale (secondo i piani di Greenspan e del governo Bush) lo stimolo alla spesa e al consumo cosi' da tenere viva l'economia USA (e di conseguenza l'economia mondiale). Nuove auto, nuove case, nuovi PC etc. Ma se questo meccanismo si dovesse fermare? Recentemente in una intervista Mick Jagger (il cantante dei Rolling Stones) si e' detto stanco degli eccessi degli anni 80' e 90' e a suggerito un ritorno ad una vita piu' semplice, meno esasperata e piu' sana. E se i teenegers e i vecchi "figli dei fiori" lo ascoltassero?
Mancanza di profitti. Mancanza di posti di lavoro. Licenziamenti. Mancanza di potere di acquisto. E il DOW sale.......mah....

Se escludiamo il periodo di pazzia collettiva 1999-2000 le quotazioni delle azioni di adesso costano come le azioni del Settembre 1929....Ma la maggior parte dei traders-investitori hanno in mente solo una cosa. Vendetta! Il Nasdaq ha fatto a pezzi praticamente tutti ma cio' non ha dimuito la speranza di rifarsi.. e alla svelta! Siamo in piena recessione (adesso anche ufficialmente) ma ogni rally del Dow e' visto come un segno della fine della crisi e dell'inizio del nuovo Bull Market. Un Bull Market che sara' ancora piu' generoso di quello di un paio di anni fa....(questo nella mente distorta di chi ha perso almeno il 70% del propio capitale speculativo). Puo' darsi che la storia non sia in grado di insegnarci niente e che quello che e' stato e' stato e che con il primo Gennaio 2002 si ricomincera' con il selvaggio west della corsa all'ultima IPO ma cio' non toglie che i prezzi delle azioni sono ancora astronomicamente alti e molto pericolosi.

Eppure gli eterni Bull non vedono niente se non la ripartenza di Wall Street su tutti i fronti. Nessun pericolo dichiara la famosa analista di Goldman Sachs Abby Joshep Cohen:" Le azioni continueranno ad andare molto bene e il prezzo del Dow raggiungera' presto il nostro target 12.400".
Motivo? " I fondamentali (quali chiedo io..) nel periodo intermedio sono forti e anche se gli earning per il quarto trimestre saranno molti brutti gli investitori si aspettano un recupero nel 2002". Secondo Cohen gli investitori non sono piu' preoccupati della guerra e del terrorismo e dei rischi di mercato in quanto hanno capito (in soli due mesi) come bilanciare i pericoli del mercato e del terrorismo contro i "potenziali" ritorni d'investimento.....

Sara' come dice lei ma ha me sembra che quello che sta succedendo a Wall Street e' una reazione sproporzionata alla speranza di un recupero dell'economia e alla voglia di rifarsi e di ritornare agli eccessi speculativi di un paio di anni fa. In un'altra parola: greed o avidita'.

La filosofia di Wall Street e' :" Buy low...sell high". Quindi i prezzi di molte azioni sono viste al giorno d'oggi come "affaroni" comprare adesso e' come comprare durante i saldi natalizi....o forse non e propio cosi'?

Io credo che ,se c'e' una cosa, che il crollo del Nasdaq avrebbe dovuto insegnare a tutti, e' che non c'e' una via facile o una scorciatoia per diventare ricchi in pochi mesi o pochi anni. I geni delle varie Nasdaq companies, i "Wiz kids" come li chiamavano qua fino ad un paio di anni fa, hanno dovuto svendere le loro ville e le loro Ferrari e adesso sono a spasso senza un lavoro. Non mi credete? Fate un salto a San Jose' e Silicon Valley. Azioni di societa' che bruciano piu' denaro di quello che producono non possono che fare la stessa brutta fine se, come penso, la crescita economica dei prossimi anni sara' lenta e dolorosa. Quando un paio di anni fa, molte persone, mi dicevano che guadagnavano delle fortune con il nuovo Mercato, il Nasdaq le IPO, le OPA mi sembrava di non aver capito niente dei mercati. Ma il tempo, come diceva mio nonno, e' galantuomo e prima o poi tutti i nodi vengono al pettine....



15 Novembre 2001 - Cade Kabul e il Dow si rialza. La nuova teoria economica di Wall Street!

Cari amici,

ho ricevuto diversi complimenti e naturalmente diverse critiche a proposito del mio articolo-analisi di un paio di settimane fa. Come sempre c'e' chi e' in accordo e chi in disaccordo. Non pretendo di "piacere" a tutti, so che molte delle cose che ho detto e che specialmente diro' con le mie prossime analisi fara' "dispiacere" a molti..... . Vorrei precisare che la mia filosofia di trading e analisi e' 99% trend following in natura e cioe' seguo un trend quando si sta sviluppando e cerco di rimanere a bordo del treno-trend il piu' a lungo possibile. Semplice cosi' e niente di piu'. Non sono un "mago" delle previsioni anche se qualche volta, per puro caso, per volonta' divina o capacita' professionale ci riesco anche ad azzeccare...
Non mi piace fare previsioni semplicemente perche' a mio avviso e' impossibile predirre in maniera accurata il futuro andamento del mercato (o del campionato di serie A). Molti di voi hanno interpretato la mia analisi come un segnale di vendita del mercato in quanto entro breve il Dow e' destinato a 5000 ma il mio obbiettivo non era quello di fare previsioni catastrofiche. L'obbiettivo del mio articolo-analisi era di illustrare un punto di vista diverso rispetto a quello che si legge o si vede in TV tutti i giorni. Infatti spero vivamente di essermi sbagliato e che questa mia previsione non si avverera' mai in quanto non voglio vedere amici qui in USA o in Italia entrare a far parte dei nuovi dati sulla disoccupazione.

Detto questo cerchiamo di distinguere due elementi importantissimi dell'analisi dei mercati finanziari. Il primo e' dato dall'analisi fondamentale cioe' partiamo da una serie (spesso enorme) di dati, numeri e statistiche per poi arrivare a delle conclusioni sul futuro andamento del mercato in generale, oppure, di una specifica azione o di una determinata valuta o materia prima. La seconda e' l'analisi tecnica, molto piu' semplice, in quanto guardiamo semplicemente l'andamento dei prezzi per determinare se un mercato e' da vendere o da comprare. Le due tecniche di analisi possono essere complementari ma la cosa non e' sempre semplice in quanto abbiamo spesso dei segnali divergenti l'uno dall'altro.

Tipico esempio quello che sta succedendo adesso a Wall Street dove da un punto di vista fondamentale ci sono un numero enorme di "prove" che accusano e inchiodano il Dow e l'S&P500 (per non parlare del Nasdaq) di essere "colpevoli" di prezzi e quotazioni al di fuori di ogni logica. Eppure il Dow continua a salire imperterrito giorno dopo giorno. A questo proposito una precisazione, i miei indicatori di timing (chi verra' al mio seminario in Italia a meta' Dicembre avra' l'occasione di impararli) hanno dato un segnale "buy" su tutti i principali indici verso la prima settimana di Ottobre e da un punto di vista di trading operativo sono ancora long e bull per il breve-medio periodo.
Probabilmente voi vi starete chiedendo perche' allora sono cosi' negativo nelle mie analisi? Il motivo e' semplice. I mercati si muovono principalmente nel breve-medio per due fattori psicologici "fear and greed" tradotto in Italiano "paura e avidita". Quando si ha paura di perdere si vende tutto (e di solito tutti assieme) e si scatena il panico (vedi settembre). Quando l'avidita' (la voglia e l'illusione di rifarsi e guadagnare soldi facili in borsa) prende il sopravvento la gente inizia a comprare senza pensare esattamente cosa sta comprando o perche' sta comprando. La bolla speculativa del Nasdaq e del Nuovo Mercato degli ultimi anni e' stato un classico esempio di avidita' collettiva. In scala piu' piccola abbiamo il rally da un mese a questa parte dove senza una logica fondamentale il mercato continua a salire nonostante non vi siano le basi fondamentali per continuare.
Nel lungo periodo pero' sono i fattori fondamentali che determinano la sorte dell'economia di una nazione, di una societa' o di una valuta.

Una prova e' dato dal grafico a fine articolo gentilmente fornito dalla Federal Reserve. Come si puo' ben notare il consumo -acquisto reale continua a calare ma cosi' anche il real disposable income (potere d'acquisto-rendita reale) dell'americano medio. Non mi sembra certamente una figura che prometta un recupero veloce di Wall Street e degli USA... voi cosa ne dite?

Qualcuno che segue i dati del Dipartimento del commercio USA potrebbe dire: "Luca guarda che i retail sales sono +7% per il mese di Ottobre e allora vedi che la politica fiscale e monetaria funziona? E' ripresa! E' ripresa!". Propio sicuri?? Se andiamo ad analizzare questo 7% ci rendiamo conto che la maggior parte delle vendite e' stato dovuto alla vendita delle automobili e che ad esempio il resto del retail e' salito solo dell'1%.... Qui in USA oramai le auto te le regalano, prezzi bassisimi, finanziamenti a tasso zero o addirittura compri oggi (nuova vettura) e inizi a pagare tra un anno o due senza interessi! Gli Americani spendaccioni di natura si sono buttati a capofitto in questa "trappola". Gli Americani maestri del consumismo piu' sfrenato non potevano sperare in un regalo migliore da parte della Fed ( e propio sotto Natale!). Nessuno e' capace come loro di spendere soldi veri ma sopratutto soldi virtuali! Ammettiamolo gli USA sono stati molto bravi a investire e a far investire tutto il mondo in societa' virtuali anche se l'Italiano e gli Europei non sono da meno da quanto sento in giro.....

Ma si, compriamo una nuova auto che fa tre kilometri con un litro (alla faccia della crisi energetica e dell'ambiente) e anzi intanto che ci siamo andiamoci a comprare anche l'ultimo vestito di Versace, qui cosi' di moda.... Poco importa se in banca i risparmi personali sono al minimo storico, se le carte di credito sono oramai bloccate e se probabilmente il prossimo dato sulla disoccupazione sara' ancora un record. Molte societa' stanno gia' mettendo in guardia che gli earnings saranno piu' bassi rispetto all'ultimo quarter. Ma chi se ne importa?!? Kabul e' caduta. Viva Bush & Greenspan! E via con il rally di Natale (come da manuale) dopo un settembre-ottobre tutto risparmio e spese mirate e' giunto il momento di riprendere l'hobby-sport preferito (non il baseball) dagli Americani: il shopping!!!

Quando gli earnings battono le stime degli analisti e' un motivo valido e sano per far salire la borsa ma volete mettere l'eventuale caduta di Kandahar ? Queste sono le mie previsioni: caduta del regime Talibano guadagno di 500 punti Dow, uccisione o cattura Usama Bin Laden 1000 punti Dow. Non mi credete? Forza, su, questa e' Wall Street! Questo e' il "Simulmondo" come lo chiama qualcuno....
Ma la guardate la CNBC e Bloomberg? La realta' dell' economia in cui viviamo e' questa: guerra al terrorismo senza ulteriori stragi o complicazioni, Greenspan che taglia altri due punti e Wall Street ricomincia a volare, e sopratutto consumatori Americani che spendono tantissimo senza aver soldi in banca e senza avere un posto di lavoro! Dimenticavo....che sbadato... societa' che non vendono niente da sempre ma che fanno annunci di forti profitti......Ahhh, l'ottimismo Americano e la propaganda di Wall Street non non finiranno mai di stupirmi....
Quindi per ricapitolare; la borsa puo' andare su per motivi di impossibile comprensione e noi possiamo guadagnare lo stesso tramite l'analisi tecnica anche se l'analisi fondamentale da segnali opposti. Semplice da dirsi, difficile da realizzare specialmente se si e' da soli, alle prime armi e circondati dalla propaganda di Wall Street, CNBC, Bloomberg, analisti,consulenti e promotori finanziari.

Di cose da dire sul vero stato di Wall Street , sul Giappone, sul dollaro e sull' Euro ce ne sono molte. Se vi interessa saperne di piu' e se vi piacciono le mie analisi e i miei articoli fatemi sapere qualcosa tramite email. Ho intenzione di far partire una newsletter operativa (settimanale, bisettimanale o mensile non ho ancora deciso) con aggiornamenti quotidiani o settimanali dove oltre alle mie analisi dagli USA vi saranno anche segnali di acquisto su titoli Americani e magari su futures, materie prime e forex. I risultati dei segnali che ho generato negli ultimi tre anni sono stati ottimi e anche se non c'e' garanzia di futuri risultati sono particolarmente confidente che anche il futuro sara' molto positivo per i miei clienti. Se ci sara' una sufficiente richiesta per questo tipo di servizio la newsletter potrebbe partire nell'arco di un paio di settimane. L'obbiettivo e' quello di essere una voce diversa rispetto al coro degli analisti e sopratutto il punto di riferimento dell'investitore e del trader Italiano qui in USA.

Vi annuncio che Sabato 15 Dicembre saro' in Italia (Desenzano del Garda) per tenere un Seminario di Analisi tecnica e alla fine terro' una presentazione dei miei servizi. Per programmi, costi e informazioni varie andate nella sezione Trading School entro qualche giorno vi saranno tutti i dettagli sul corso.


Grazie e distinti saluti,

Luca Facchini






Articolo del 30 Ottobre 2001: La "vera" situazione di Wall Street.

La domanda piu' frequente qui in USA e immagino anche in Italia e'la seguente: il mercato ha toccato il fondo oppure no?

Secondo molti analisti ed "esperti" di Wall Street la situazione e' positiva nel medio-lungo termine perche' i tagli d'interesse e gli aiuti governativi "non possono" che far bene all' economia USA. Sarebbe opportuno far notare pero' che molti di questi analisti avevano previsto la ripresa fin dai primi tagli da parte della Federal Reserve risalenti a Gennaio 2001....

Il problema e' che analisti ed investitori sono bullish (cioe' aspettano un apprezzamento del mercato azionario) non perche' i fondamentali sono forti ma solo perche' secondo loro, il mercato ha corretto abbastanza a lungo e adesso e' suo "dovere" riprendere la corsa a nord!
Personalmente ritengo che questo modo di pensare sia assolutamente ridicolo e mi preoccupa il sapere che queste considerazioni vengono fatte non solo dalla maggior parte degli investitori ma anche e sopratutto dalle migliori "menti" di Wall Street.
Ritengo che la maggior parte dei professionisti e del pubblico stia sottostimando la crisi che colpira' moltissime societa' quotate a Wall Street. A mio avviso i corporate earnings scenderanno ancora e la maggior parte degli investitori sta sovvrastimando la velocita' di recupero di Wall Street e dell'economia USA in generale.

Perche' allora il grande Bull Market e' finito? Il motivo e' da ricercarsi nel fatto che i prezzi della stragrande maggioranza delle azioni erano troppo alti rispetto ai loro earnings (profitti). Il fatto e' che anche adesso con gli earnings (corporate profits) in caduta libera le azioni sono ancora piu' sopravvalutate di prima! Ottobre 25 2001, il P.E. (Price/Earings Ratio) dell' S&P 500 ha raggiunto il suo piu' alto livello di sempre: 36!

Gli investitori stanno spingendo le azioni a prezzi sempre piu' alti mentre gli earnings stanno crollando! Quello che sta succedendo questa settimana e' a mio avviso la prova che l'economia USA e Wall Street non sono pronte per il recupero. Il mini rally delle scorse settimane non poteva durare a lungo in questa atmosfera di grande incertezza economica e politica. Guerra al terrorismo, consumer confidence estremamente negativa, disoccupazione che aumenta settimana dopo settimana a livelli record. Come si fa a credere in un rally e ad una ripresa veloce di Wall Street e all'inizio di un nuovo bull market?

Se i prezzi delle azioni continueranno a salire cosi' in maniera illogica un crollo e' inevitabile a meno che gli earnings comincieranno a fare registrare dei buoni numeri (cosa che dubito molto in questo scenario internazionale). L'altro scenario e' un calo netto dei prezzi delle azioni e questa e' la mia previsione.

Molti analisti, molti brokers e "guru" nostrani (USA e Italia) consigliano di comprare azioni a questi prezzi perche' difficilmente si potranno comprare ancora delle azioni a prezzi cosi' bassi e scontati...
Vorrei ricordarvi che questi stessi "personaggi" hanno consigliato di comprare e mediare al ribasso da piu' di un anno a questa parte distruggendo enormi patrimoni e i risparmi di investitori e traders in tutto il mondo.

Una domanda per i "guru": Siamo propio sicuri che i prezzi non andranno molto, ma molto piu' in basso ? Sono "bear " da quasi due anni (e chi mi segue lo sa) e mi ricordo che durante tutti questi mesi Wall Street, CNCB etc. non hanno fatto altro che suggerire di comprare e mai di vendere .....I motivi ci sono ma sicuramente non e' il caso di toccarli in questo articolo. Prima della fine di questo bear market (impossibile prevedere esattamente quando) penso che il Dow potrebbe a finire a un livello piu' o meno 5000 e il Nasdaq sotto i 1000!

In base a cosa baso le mie catastrofiche analisi vi chiederete. Partendo dal presupposto che non mi piacciono le previsioni (le quali sono fatte apposta per essere smentite) considerate alcuni dati. La corrente valutazione di tutte le azioni quotate in USA e' di $11 trillioni cioe' circa il 120% del valore del GDP (PIL) degli USA. Storicamente questo valore e' del 54%. L'ultimo record (81%) era stato registrato, pensate un po', in Agosto 1929......strana coincidenza...

Quando il consenso di analisti e pubblico e' d'accordo su qualcosa vuol dire esattamente il contrario. L'opinione comune e' che abbiamo toccato il fondo (bottom). Ma come potete immaginare un bear market non finisce a causa dei desideri e delle speranze degli investitori e degli analisti di Wall Street. Un bear market muore solo dopo che gli earnings e le societa' finiscono di essere sopravvalutate e l'economia non e' piu' "malata" da "speculatite" acuta (vedi gli ultimi 10 anni) malattia molto piu' contagiosa rispettp all' Anthrax... .

Quindi non preoccupatevi troppo se non avete comprato le azioni un mese fa mentre il vostro amico lo ha fatto e adesso si sente molto "trader" e molto furbo . Credo che ci siano molte piu' possibilita' che a breve tutte le azioni saranno giu' un 20% piu' che su un 20%...
Di tempo e di occasioni per andare a cercare le azioni a buon prezzo ce ne sara' in abbondanza nei prossimi mesi e probabilmente nei prossimi anni. Ma il timing deve essere perfetto e deve essere basato su studi, metodi e sopratutto dati veri e non sui sogni speculativi degli investitori.

Se volete mandarmi un commento a questo articolo o avete domande vi prego di inviarmi un email a luca@usagalileo.

Le possibilita' di guadagnare e non fare la fine del topo in trappola ci sono anche durante i bear markets e spero di potervi aiutare a trovare queste opportunita' tramite la mia consulenza operativa.


Distinti saluti.

Luca Facchini